Lui & Lei
Due e mezzo
Eros_Cassandra
03.05.2026 |
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"Intensificai il ritmo e le infilai due dita dentro, muovendole con forza finché non la sentii venire..."
Il mio sentire era per due donne e mezza, ma non per tre.Era la terza volta che mi univo a quella coppia per assecondare le loro fantasie. Persone a cui voglio bene, leali, buone e rispettose. Lei più di lui. Non volevo nulla, né cercavo nulla. In parte lei mi ricordava me stesso: buona, forse un po’ troppo ingenua per questo mondo, una che crede ancora nell’amore vero.
Mentre ero lì, il mio pensiero andava alla mia donna, all'altra che amo e a una terza che mi incuriosisce. Pur potendo agire in totale trasparenza, non ho quasi mai cercato esperienze superficiali. Amo l’amore, la passione, il sentire l’altro, la carnalità. Non ho paura delle emozioni profonde, anzi: è proprio lì che do il meglio di me. Al contrario, la maggior parte della gente vive con superficialità, a volte senza neppure toccarsi o baciarsi davvero.
Arrivai da loro e lei mi accolse in vestaglia. Avevo già chiarito con lui che, molto probabilmente, non avrei fatto nulla con lei, se non creare l’atmosfera per il loro gioco. Stapparono due birre e, tra un sorso e un bacio, iniziarono a stuzzicarsi. Io guardavo. Dio, quanto odio guardare. Non sono un voyeur né, per carità, un cuckold. Se la donna comanda e la situazione intriga posso essere e fare tutto, la versatilità è una delle mie poche doti ma in un contesto così superficiale subentra solo la noia.
Già le volte precedenti lui era stato un continuo "no", un freno costante dettato dal bisogno di controllo. Eppure continuava a incitarmi:
"Dai, muoviti! Prendila, prendila!"
Ma cosa avrei dovuto prendere, se poi mi bloccava ogni iniziativa? Non sembrava nemmeno che quel diniego lo eccitasse. Parlai con lei, le spiegai la mia situazione; lei capì e mi ringraziò. Lui, invece, la prese male. Pazienza, dissi tra me e me.
Tornai a casa e raccontai tutto a Cassandra. Lei comprese subito. Il tempo di una doccia e mi diressi in camera. La stanza era invasa dalla luce delle candele. Lei indossava una maschera e un lungo abito rosso che lasciava scoperto l'inguine.
"Padrone, sono pronta."
Mi distesi sul letto e lei iniziò a scendermi sul sesso.
— "Più in profondità, succhia più a fondo."
Sentivo la sua bocca avvolgermi, mentre con la mano accompagnava il ritmo con movimenti circolari. Allungai un braccio e iniziai a masturbarla lentamente; lei mi accolse allargando le gambe per offrirsi meglio al mio tocco. Passai dalle carezze a un ritmo più deciso, incitandola a prendermi con più forza.
Ci incastrammo in un sessantanove inverso: lei distesa sotto e io sopra di lei, con il mio cazzo nella sua gola.
— "Succhialo bene, mentre ti mangio tutta."
Affondai il viso tra le sue gambe, leccando il clitoride con calma, mentre sentivo lei spingere il mio sesso in fondo alla gola. Intensificai il ritmo e le infilai due dita dentro, muovendole con forza finché non la sentii venire. Continuai a sovrastarla, a possederle la bocca, poi mi distesi sul letto e le venni sul viso. Ci allungammo l'uno di fianco all'altra e ci addormentammo cosi ancora pieni dei nostri umori.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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