Lui & Lei
In vacanza con Vanessa...cap 2 Che scoperta
Midi90
18.06.2026 |
308 |
2
"Lei sembra accorgersi dei miei sguardi, tanto da ricambiare con un occhiolino discreto e complice mentre mi trovo sotto l'ombrellone per rinfrescarmi un attimo..."
Seguito de "In vacanza con Vanessa". Buona lettura!Davanti a quella visione inaspettata, resto un attimo immobile ad ammirarla. Mi porto istintivamente una mano sul membro, provando a contenermi, ma ogni tentativo si rivela del tutto inutile.
«Beh, vieni qui o no?!» mi incalza Vanessa, leccandosi le labbra con malizia mentre continua ad accarezzarsi con le dita.
Mi avvicino lentamente al bordo del letto matrimoniale, quasi fossi in trance, completamente rapito dalla situazione. Mi sfilo la maglietta, poi lascio cadere i pantaloncini e le mutande, liberando la mia erezione ormai turgida e bagnata dal liquido pre-eiaculatorio. Prendo il cazzo in mano e salgo in piedi sul materasso, muovendomi con cautela per non fare troppo rumore. Mi porto all'altezza del suo viso e le avvicino l'asta alla bocca.
Vanessa non perde tempo: allunga subito una mano per stringerlo.
«Mmm... che bello...» sussurra.
Inizia a segarmi con movimenti lenti e decisi per poi portarselo direttamente in bocca. Prima usa la punta della lingua con piccoli movimenti circolari attorno alla cappella, poi, con decisione, comincia a spingerselo fino in fondo alla gola. La spinta del desiderio prende il sopravvento: le posiziono delicatamente una mano dietro la nuca per guidare il ritmo, spingendo più a fondo finché non sento i suoi gemiti soffocati per la profondità del rapporto, che le fanno persino imperlare gli occhi di lacrime.
Mi pompa il cazzo con un'energia e una foga incredibili. Avverto un brivido intenso che parte dalla base della schiena e sale lungo tutta la colonna vertebrale; capisco immediatamente che sono al limite e che sto per venire. Non volendo terminare subito il rapporto dentro la sua bocca, mi stacco leggermente e le faccio slacciare il reggiseno nero.
Il tessuto cede, liberando finalmente il suo enorme seno prosperoso, che si riversa morbido in avanti.
Prendo l'asta in mano e, dopo pochissimi movimenti frenetici, libero un potente fiotto di sborra calda che si riversa interamente sulle sue tettone, raggiungendola con qualche schizzo anche sul viso. Vanessa non si scompone affatto: si ripulisce la faccia leccandosi le dita e poi si china nuovamente su di me, rimettendosi il cazzo in bocca per ripulirlo a dovere con la lingua fino all'ultimo dettaglio.
Solo in quel momento, mentre il fiato si regolarizza e l'eccitazione cala, è come se riprendessi improvvisamente il controllo di me stesso. Mi sento strano, quasi frastornato dall'intensità di quanto è appena accaduto in modo così rapido e inaspettato. Mi limito a ringraziarla dandole un bacio affettuoso sulla guancia. Successivamente ci alziamo a turno in silenzio, andiamo in bagno a lavarci e ci rimettiamo a letto. Ci addormentiamo così, ognuno dal proprio lato del materasso, immersi nei nostri pensieri.
La mattina, al mio risveglio, Vanessa sta ancora dormendo profondamente accanto a me. Le prime luci dell'alba filtrano timidamente attraverso le fessure della tapparella, disegnando lunghe lame di luce dorata sul pavimento del bungalow e lasciando il resto della stanza ancora immerso in una penombra fresca.
Mi alzo senza fare rumore e vado in bagno. Mentre mi guardo allo specchio sciacquandomi la faccia con l'acqua fredda, inizio a riflettere su quanto accaduto solo qualche ora prima. Non mi sento disturbato o pentito, ma la cosa mi ha decisamente stranito. A quei tempi ero molto pretenzioso in fatto di ragazze, e quella era in assoluto la prima volta che andavo a letto con una persona che, esteticamente, non rientrava nei miei canoni abituali. Oltre a questo, con lei mi limitavo a parlare del più e del meno; non c'era nemmeno quel feeling mentale o quella complicità intellettuale che di solito cerco. Eppure, nonostante tutto, mi era piaciuto, e anche tanto. Sarà stata la situazione intrigante della camera condivisa, l'atmosfera della vacanza o il fatto che fossi alterato dall'alcol, ma la verità è che stavo apprezzando quell'esperienza per quello che era stata.
Esco dal bagno e vado in sala. Anche Simone ed Alessia dormono ancora profondamente nella loro stanza, così mi vesto al volo e decido di uscire per andare a fare colazione da solo nel bar del villaggio.
Dopo circa mezz'ora, un po' alla volta, arrivano anche tutti gli altri membri del gruppo. Vanessa arriva insieme ad Alessia, mentre Simone è ancora a letto a smaltire la serata.
«Buongiorno,» mi saluta Vanessa non appena mi vede. Ha un sorriso raggiante, sereno, e si dirige subito verso il buffet della colazione.
Io ricambio con un sorriso e la guardo allontanarsi, mentre Alessia si siede al tavolo insieme a noi. Iniziamo a programmare le attività della giornata: io e i ragazzi optiamo per iscriverci a un torneo di tiro con l'arco organizzato dall'animazione per le 16:30, quindi decidiamo di comune accordo di passare tutta la mattinata al parco acquatico del villaggio per poi rientrare con calma per pranzo.
Più tardi, mentre ci incamminiamo tutti insieme verso l'ingresso dei vicini scivoli acquatici, rallento il passo per godermi il fresco del mattino lungo il sentiero. Vanessa nota il movimento e si stacca dal gruppo per affiancarmi.
«Ehi... riguardo a ieri sera...» comincia a sussurrarmi con lo sguardo basso e un tono visibilmente imbarazzato. «Ho pensato che forse eri un po' ubriaco, e quindi... insomma...»
Capisco al volo che anche per lei la situazione ha provocato emozioni contrastanti e che ha paura che io possa considerare l'accaduto come un errore dettato solo dai drink.
La interrompo dolcemente per rassicurarla:
«Tranquilla. Quello che è successo resta tra noi. Nessun pentimento». Le faccio un occhiolino sorridendo e noto subito la sua espressione distendersi.
Ci divertiamo come matti tra scivoli ad alta velocità, attrazioni acquatiche e tuffi spericolati, staccando completamente la spina. Le ragazze, invece, preferiscono un ritmo molto più rilassato: si godono gli ultimi raggi di sole caldi della stagione, distese pigramente sui lettini a bordo vasca. Chiacchierano tra loro a bassa voce, ridendo e lasciando che la brezza di settembre asciughi la pelle lucida di crema solare. Ogni tanto, inevitabilmente, l'occhio mi capita su Vanessa. Oggi indossa un altro costume intero, simile a quello del giorno prima ma con una scollatura leggermente meno evidente. Eppure, le sue forme burrose e piene ora mi intrigano sul serio. Lei sembra accorgersi dei miei sguardi, tanto da ricambiare con un occhiolino discreto e complice mentre mi trovo sotto l'ombrellone per rinfrescarmi un attimo.
Rientriamo al bungalow per pranzo verso le 13:00 e, dopo un'ora, complice la stanchezza e il caldo esterno, siamo già tutti a letto a goderci il fresco dell'aria condizionata. Vanessa è stesa accanto a me sullo stesso materasso; io sono immobile, con gli occhi chiusi in una condizione di totale relax.
«Dormi?» mi domanda a un certo punto con una voce flebile, quasi un sussurro per non svegliare la coppia nell'altra stanza.
«Dimmi,» le rispondo, aprendo gli occhi e voltando la testa verso di lei.
«Ti va di rinfrescarci con una bella doccetta insieme?» mi propone, fissandomi dritto negli occhi.
Davanti a quell'invito così esplicito, l'istinto cancella all'istante la sonnolenza: il mio cazzo si fa duro in un secondo, mentre nella mente iniziano ad affiorare le fantasie più spinte su quello che sarebbe successo sotto l'acqua.
«S-s-sì,» balbetto, preso dall'eccitazione improvvisa mentre mi tiro su dal letto.
«Bene,» risponde lei con un sorriso malizioso. Si alza lentamente dal materasso, ondeggiando sui fianchi larghi, e aggiunge: «Tra cinque minuti vieni in bagno».
Quella che seguì non fu affatto una semplice doccia rinfrescante. Fu l'esperienza che mi fece capire una grande verità: la sensualità e il fascino non sono una questione di taglia o di canoni estetici rigidi. Una donna che sa come muoversi e come usare il proprio corpo per dare e ricevere piacere, sa essere incredibilmente attraente, magnetica ed erotica, capace di farti raggiungere vette di godimento che una ragazza bellissima ma fredda non saprà mai regalare.
Apro la porta del bagno. Vanessa è dentro una doccia enorme situata in fondo alla stanza, uno spazio confortevole e moderno, caratterizzato da rivestimenti in mosaico scuro e chiusa da una grande parete scorrevole in vetro trasparente. È nuda sotto il getto e sta giocando con l'erogatore flessibile.
Mi spoglio a tempo di record ed entro, facendo attenzione a richiudere il vetro piatto dietro di me; lo spazio è tanto e ci stiamo comodamente in due. Lasciamo che l'acqua scorra dal soffione fisso in alto, bagnandoci completamente mentre i nostri sguardi si incrociano. Un istante dopo siamo l'uno contro l'altra: ci prendiamo e ci baciamo con passione, mentre le lingue si intrecciano in un gioco umido e profondo e le mani esplorano la pelle bagnata. Le afferro l’enorme seno e glielo strizzo forte mentre lei, me lo prende in mano segandomi lentamente. Vanessa si inginocchia e me lo prende in bocca cominciando subito a pingerselo fino in gola, provocandomi un immenso piacere.
L'eccitazione cresce rapidamente sotto l'acqua, mentre mi appoggio al muretto interno della doccia poggiando la testa vicino alla finestra. Poco dopo, Vanessa si alza, mi guarda dritto negli occhi e mi fa una domanda del tutto inaspettata: «Ti hanno mai fatto la pioggia dorata?».
Io la guardo incuriosito e, prima ancora che io possa pronunciare una sola parola, lei prende l'iniziativa. Mi fa sedere a terra sul piatto doccia, chiude il rubinetto dell'acqua e si posiziona sopra di me. Comincio a baciarla e a leccarla con trasporto, completamente preso dall'estasi di quel momento così intenso. Vanessa mi tiene la testa vicina a sé, guidando i miei movimenti mentre sospira a bassa voce: «Sì, così... sì... vai», trattenendo i gemiti per non farsi sentire nel resto del bungalow.
Dopo un po' si scosta leggermente e mi fissa sorridendo. Io ormai sono completamente travolto dalla situazione e dall'intensità di quel momento così particolare. Inaspettatamente, vengo travolto da un getto dorato e caldo, ha un sapore strano ma piacevole e mi lascio bagnare il viso. Non avevo mai provato sensazioni simili prima di allora, ma l'atmosfera e l'intesa con lei rendono tutto estremamente coinvolgente. Non le dò il tempo di finire che subito mi rifiondo sulla sua figa grondante per ripulire tutto.
« Bravo porco…pulisci…” mi sussura mentre mi accarezza la testa delicatamente.
A quel punto mi alzo in piedi e ci uniamo in un ultimo bacio sotto il vapore della doccia.
«Il resto questa sera... adesso lavati, che poi tocca a me,» mi dice lei con un sorriso d'intesa.
Esce dal box doccia e va a sistemarsi in camera, lasciandomi lì a riflettere su quanto appena accaduto mentre cerco di ritrovare la calma.
Continua...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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