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Lui & Lei

La Fata Turchina


di Membro VIP di Annunci69.it PensieriDepravati
07.12.2025    |    1.136    |    1 9.3
"Urlò e sentii un fiotto di squirt arrivare per terra e bagnarci i piedi nudi creando una pozzanghera..."
Non era iniziato bene il nostro conoscerci.
Avevamo capito che eravamo due anime molto simili: cercavamo chi potesse capire la parte oscura di noi.
Non era iniziato bene, dicevo. Il suo lui si era messo di traverso.
Da uomo lo comprendevo. Comprendi benissimo quando un altro arriva dove tu non puoi – o non vuoi – arrivare. E comprendi benissimo che una donna che sa ciò che vuole arriverà ad avere ciò che desidera anche se questo significa lasciarti indietro.

Sono stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso ed ora stavo aspettando che quel liquido bollente mi ustionasse. Se devo scegliere preferisco bruciarmi piuttosto che congelare…

«Guarda che sarai il primo sconosciuto che entra in casa mia»

Un luogo appartato, in una vallata, con un laghetto vicino. Sembrava un posto da fiaba. Ma non sempre le fiabe sono a lieto fine. Lì dentro poteva esserci una fata a donarmi la sua dolcezza o una strega che mi avrebbe imprigionato in un maleficio.

Trovai la porta aperta e lei vestita in maniera sensuale: un tubino nero, i tacchi ed il suo fascino. Un po’ tesa, sì, perché dopo il primo appuntamento che saltò per colpa del suo lui, lei decise di staccarsi da quello che era il suo compagno e di chiudere un rapporto piuttosto lungo.
Mi parve spiccia, di quella fretta che è propria di chi è sulle spine.

Non ricordo se ci presentammo perché rimanemmo legati per un tempo indefinito in un bacio diverso da tutti gli altri che ho dato in vita mia. Come se in quel momento ci stessimo scambiando le nostre anime. Era un comunicare completamente diverso da come ero abituato.

«Forse sarebbe meglio mettere la bottiglia in frigo. O aprirla.» dissi.
Mi ero presentato con vino bianco frizzante particolare. Lei, che di solito non beve vino, comprò dei calici per l’occasione.
Brindammo.
Un sorso a testa e come attratti da un magnetismo innaturale ci mettemmo le mani addosso.

Mani che toglievano i vestiti l’uno all’altra, mani avide, mani affamate.

I miei ricordi si offuscano, la mia mente ricorda solo alcuni momenti perché lei aveva quella capacità di portarmi ad un livello diverso: era capace di fare uscire l’animale che dorme in me.

Ricordo che il nostro non fu sesso ma una lotta. Una lotta in cui cercavamo di essere dominanti l’una sull’altro, come farebbero due belve. Io la limitavo con la forza fisica, lei si ribellava letteralmente con le unghie e con i denti. La mia pelle urlava ma quel dolore mi dava più forza per domarla finché lei si abbandonò definitivamente a me.

Ho una foto nella mia mente: io sopra di lei che la possiedo con affondi forti e profondi mentre le stringo le mani sulla gola togliendole il respiro e lei, con un ghigno a metà fra il piacere e la soddisfazione, che si lecca un braccio come a dire “Lui è quello giusto”.

Nel mentre mi godevo il suo corpo, minuto ma atletico, tonico, tatuato. Un fisico costruito in anni di attività fisica arrampicandosi sui monti o sollevando pesi in palestra.

Divenni sadico. Non le inflissi dolore, ma divenni padrone dei suoi orgasmi. È il sadismo che adoro praticare…

La mia mano sinistra sulla gola ad inchiodarla al letto mentre medio ed anulare della mano destra erano lì a stuzzicarle il punto G. Un getto potente inzuppò le lenzuola, lei si contorse urlando come posseduta. Credo di averle regalato un orgasmo da ricordare ma non mi diede mai la soddisfazione di ammetterlo.

E quello fu il primo di una lunga serie di venute bagnate.

Ad un certo punto si alzò, si mise davanti alla cassettiera sopra la quale c’era un grande specchio e, piegandosi in avanti, si appoggiò con le mani sul comò dicendo: «Amo guardarmi allo specchio mentre vengo scopata da dietro.»

Mise il suo piede sinistro sul comodino a fianco in modo da spalancare la sua fica. Era talmente fradicia che entrai in lei con estrema facilità. Le mancò il fiato quando mi sentì dentro.
Sembrava una scena da film: io che la martellavo tenendola per le spalle e lei che cercava di non piegarsi troppo per continuare a guardare lo specchio. Ci fissavamo negli occhi ed osservavamo le nostre espressioni vogliose ed animali, mentre i muscoli dei nostri corpi si tendevano e si evidenziavano. Credo che nessun film erotico – e tantomeno porno – possa avvicinarsi a quel momento.

Urlò e sentii un fiotto di squirt arrivare per terra e bagnarci i piedi nudi creando una pozzanghera. Lei si piegò dal piacere, io non soddisfatto la presi con forza, la buttai sul letto e decisi che era arrivato il mio momento. Continuai a scoparla mentre lei urlava finché non arrivai anche io all’apice.
Lei lo comprese, si sfilò e prese il mio cazzo con entrambe le mani davanti al suo viso.
Un paio di movimenti e venni anche io, urlando come un animale mentre lei provava a tenere il mio membro venoso e turgido all’inverosimile nella sua bocca.

Crollammo sul letto fradicio del suo piacere, sfiniti. Io madido di sudore, lei con il viso imperlato del mio seme, entrambi nel Nirvana.

Ci baciammo in maniera dolce, quasi poetica.

Quando me ne andai mi chiesi se fosse una strega o una fata.
Sicuramente mi aveva stregato, il suo incantesimo era difficile da sciogliere ma ho la certezza di aver conosciuto la Fata Turchina.
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