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Lui & Lei

La scuola di massaggio parte 1


di Membro VIP di Annunci69.it Balooxxx
18.05.2026    |    916    |    0 6.7
"Mi sentivo intrappolato dentro quella sensazione, come se tutta la classe stesse scomparendo attorno a noi..."
L’odore dell’olio di mandorla mi è rimasto addosso per anni. Ancora oggi, quando apro una bottiglia nel mio studio da massaggiatore sportivo, mi basta inspirare appena per tornare con la mente ai tempi della scuola di massoterapia. Ai corridoi bianchi, ai neon freddi, ai lettini allineati e alle lezioni pratiche dove tutti fingevano sicurezza e professionalità.
Io no.
Io passavo il tempo a combattere contro le mie ossessioni.
I piedi femminili. Le ascelle lisce e perfettamente depilate. Dettagli che per gli altri sembravano insignificanti e che invece, per me, diventavano una tortura continua.
E poi c’era Alex.
Alex era diversa da tutte le altre ragazze del corso. Bassa, mora, con una terza armoniosa che risaltava sotto le canottiere aderenti che metteva durante le esercitazioni. Aveva sempre quell’aria sicura, quasi divertita, come se riuscisse a leggere le persone in pochi secondi.
E i suoi piedi…
Numero 37. Perfetti. Curati con una precisione quasi maniacale. Unghie smaltate con colori eleganti, pelle morbida, dita sottili. Cercavo disperatamente di non guardarli troppo durante le lezioni, ma era impossibile.
Anche le sue ascelle erano sempre impeccabili. Lisce. Chiare. Perfettamente depilate. Ogni volta che alzava le braccia per sistemarsi i capelli sentivo la concentrazione crollarmi addosso.
Poi arrivò quel pomeriggio.
L’insegnante assegnò le coppie quasi distrattamente.
— Tu con Alex.
Sentii subito un nodo nello stomaco.
Lei si sdraiò sul lettino con assoluta naturalezza, togliendosi le scarpe sportive e lasciando scoperti i piedi. Io cercai di mantenere un’espressione professionale mentre versavo l’olio sulle mani.
«Hai le mani fredde,» disse sorridendo.
Accennai una risata nervosa e iniziai il massaggio. Lentamente. Troppo lentamente.
Le mie dita scorrevano sulla pianta del suo piede mentre il cuore mi martellava nelle orecchie. Attorno a noi la classe continuava a muoversi, ma io sentivo tutto sempre più lontano. Le voci diventavano ovattate. Restavano solo la pelle di Alex sotto le mie mani e il suo profumo leggero.
Quando alzò le braccia per raccogliersi i capelli, la vidi di nuovo.
Quelle ascelle lisce e perfette.
Il respiro mi si spezzò.
Provai a restare concentrato sul massaggio, ma ormai stavo perdendo completamente il controllo. Alex se ne accorse subito. Lentamente si avvicinò appena verso di me sul lettino, lasciando il braccio sollevato sopra la testa.
Un gesto semplice.
Per me devastante.
Inspirai senza riuscire a trattenermi. Il profumo della sua pelle mi annebbiò la mente in un istante.
Lei sorrise appena.
«Non riesci proprio a resistere, vero?»
Abbassai lo sguardo, umiliato e incapace di negarlo. Mi sentivo intrappolato dentro quella sensazione, come se tutta la classe stesse scomparendo attorno a noi.
Poi cedetti del tutto.
Mi avvicinai lentamente, sfiorando quella pelle liscia con una cautela quasi religiosa. Un gesto rapido, proibito, ma sufficiente a farmi perdere lucidità. Alex trattenne un piccolo respiro divertito e lasciò che restassi lì ancora qualche secondo, completamente inebriato dal suo odore.
La sua mano scese tra i miei capelli.
Quel gesto mi distrusse.
Continuai il massaggio con il cuore impazzito, stringendo delicatamente il suo piede tra le mani. Non riuscivo più nemmeno a fingere professionalità. A un certo punto abbassai il viso verso la sua pianta morbida e inspirai lentamente, chiudendo gli occhi.
Alex mi osservava senza dire nulla.
Fu quello a farmi crollare definitivamente.
Sfiorai il suo piede con le labbra, appena. Poi ancora. Come se non riuscissi più a fermarmi. Le sue dita si mossero lentamente contro il mio polso mentre io rimanevo lì, completamente assorbito da lei.
«Così concentrato?» sussurrò divertita.
Io ormai non riuscivo più a distinguere niente. Esistevano solo i suoi piedi, il suo odore, il calore della sua pelle. Mi sentivo completamente sottomesso alla sua presenza.
Alex si mise lentamente seduta sul lettino, guardandomi dall’alto con un sorriso lieve e crudele insieme. Mi sfiorò il mento con la punta del piede, costringendomi ad alzare lo sguardo verso di lei.
«Guarda come sei ridotto…»
Non riuscii a rispondere.
Mi prese il mento tra le dita con calma assoluta. Io aprii leggermente la bocca quasi senza rendermene conto.
Alex sputò lentamente dentro.
Poi mi accarezzò la testa con dolcezza, facendomi passare le dita tra i capelli come si fa con qualcuno che ormai appartiene completamente a te.
Alex mi aveva ormai completamente sottomesso a sé, accenna un sorriso malizioso e aggiunge: "Non sapevo di queste tue inclinazioni, sei un bravo sottomesso. Chissà... magari un giorno avrò ancora bisogno di te, ora basta ti sei divertito abbastanza."
Solo in quel momento realizzo che Alex sapeva esattamente ciò che aveva appena fatto, che non era la prima volta: Alex, così piccola e graziosa, era in realtà un'abile mistress.
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