Non tutti i mali vengono per nuocere
Cukiji
Ero in macchina, fermo alla rotonda, quando un'auto mi è venuta addosso. Un impatto improvviso, forte, che mi ha spinto contro la tua macchina.
Appena mi sono ripreso dal colpo, sono sceso subito per assicurarmi che stesse bene chiunque fosse nell'altra vettura. Quando ti ho vista, provata dal colpo e con il mal di testa, mi sono sentito responsabile, anche se la colpa non era mia. Sembrava che per fortuna fossimo tutti interi. Tra la confusione e l'arrivo dei soccorsi, non ho voluto lasciar andare quel momento: ti ho chiesto il numero, sperando solo di poterti risentire e per sbrigare inutili pratiche assicurative future.
Nei giorni successivi continuavo a pensarci. Volevo assicurarmi che stessi meglio, così ti ho mandato un messaggio chiedendoti se potessi chiamarti. Da quel momento abbiamo iniziato a sentirci con regolarità. Un caffè veloce per sincerarmi delle tue condizioni si è trasformato in una chiacchierata senza fine. C'era un'intesa immediata, quasi magnetica. Quando la mia mano ha sfiorato la tua, ho sentito subito che tra noi stava nascendo qualcosa di inevitabile.
Dopo esserci salutati, non riuscivo a toglierti dalla testa. Ho provato a chiamarti e, quando mi hai richiamato poco dopo, non ho esitato: dovevo assolutamente rivederti. Ci siamo dati appuntamento per cena.
Siamo arrivati al ristorante, ho spento il motore, ma prima ancora di scendere ci siamo guardati negli occhi. Quel solo sguardo è bastato. Non siamo nemmeno entrati: ho riacceso la macchina e siamo andati direttamente da te, in quello che ho scoperto dopo essere un covo, un'alcova per mille avventure.
Varcata la soglia, l'istinto ha preso il sopravvento su tutto. L'attrazione era troppa, travolgente. Nessuna esitazione, solo un desiderio fortissimo che ci ha spinti uno verso l'altra, travolti da un'energia primordiale e senza freni...
Appena dentro casa il nostro impulso selvatico prevale. Io mi avvicino, distolgo lo sguardo e le tue labbra sono sulle mie. La tua lingua lecca la mia. Le tue mani sfiorano le mie. Il tuo corpo circonda il mio. Le tue gambe avvolgono le mie. La tua energia travolge la mia.
Un attimo e sei al muro, la felpa e i pantaloni a terra. Le scarpe, gli slip, non indossi più nulla. Ti sento libera. Levo la tua felpa e la maglia. Faccio scorrere le mie mani sulla tua pelle, sulle braccia e sul corpo, provocandoti dei brividi. Il tuo respiro è cambiato e lo sento sul mio collo. Tu mi mordi alla base del collo. Io ti prendo in braccio e ti spingo contro al muro. Le nostre lingue intrecciate si risucchiano con ardore. Le tue mani premono sulla mia pelle.
Tra un respiro ed un altro sgozzato, mi dici: “Ti voglio... Ora!” In un istante apro la zip, tiro fuori il cazzo e lo infilo dentro di te. Trovo la tua figa fradicia. Lo spingi dentro con foga. Ci lasciamo trasportare dall’istinto animale. Ti mordo la lingua e tu mi strizzi con forza le chiappe. Il mio membro pulsante è dentro di te e lo senti irrigidirsi e gonfiarsi.
Interrompo e ti poso a terra. A fianco c’è l’isola della cucina, ti avvicino e ti spingo con la testa sul tavolo, piegandoti a novanta e lasciandoti esposta. Con un calcio ti allargo prima una gamba e poi l’altra. Ti dico con un ringhio soffocato: “Apri le cosce e godi!”
Nel mio intimo prendo fuoco. Tiro le mie braccia sopra al culo e ti tengo i polsi fermi. Ti penetro con forza e foga. Ti assalgo. L’impatto del tuo corpo contro il mio, crea dei rumori che non conoscevo. Li sento ripetersi con maggiore intensità e il mio ruggito soffocato tra un respiro e l’altro. Senti dolore sulle tue ossa che sbattono sul piano della cucina e anche sul seno schiacciato.
I miei colpi forti e decisi, quasi arrabbiati, non cessano. Lo sento che ti stai aprendo. Le tue gambe si abbandonano e il tuo viso scivola sul tavolo. Ancora avanti e indietro e ti senti quasi sfondata, dal mio calore. Finché un gemito primordiale esce da me!! Sfilo il cazzo e spruzzo lo sperma sul buchino del tuo ano, lasciandolo cadere lungo le tue cosce e a terra.
Rimani immobile e mi senti allontanarmi chiudendomi in bagno. Ci metti un istante a riuscire a muoverti. Ti pulisci, ti vesti. Io non esco dal bagno e te ne vai, senza nemmeno salutarmi, sentendoti una zoccola soddisfatta.
Ho gradito molto il tuo messaggio: alla prossima e spero dinuovo tu non mi faccia sentire la Donna che so di essere ma la zoccola che era sopita in me da tanto tempo!!
La mia risposta: eri solo nascosta, con me sentiti libera di esserlo o rimani una delle Donne migliori mai avute, saprai stupirmi lo stesso.
Ci siamo rivisti ancora ed ancora, ed hai deciso di iscriverti qui su annunci69 per provare mille esperienze diverse. Benvenuta alla nuova te. Liberati e ricorda che sai come e dove trovarmi.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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