Lui & Lei
Una giornata uggiosa
11.05.2026 |
29 |
2
"La schiena si inarca in un parossismo incontrollato, e mugolo, mugolo e poi un lungo lamento, quasi da animale ferito..."
Sono sola a casa.E' una giornata veramente uggiosa: guardo fuori, tutto grigio, uniforme, pesante come il mio umore.
Non sono triste e nemmeno arrabbiata ma sento un certo malessere che mi rende un po' irrequieta.
Me ne sto sdraiata sul letto con la camicia del mio lui addosso.
Solo quella. L’ho presa da sotto il suo cuscino .
L’ho annusata per respirare il profumo che lui le ha lasciato e l’ho indossata.
E’ morbida, mi trasmette calore, come quando lui mi copre col suo corpo.
Mi piace indossare le sue camicie e le sue magliette.
MI immagino che lui sia sopra di me ed è proprio come se lo fosse.
L'immaginazione si confonde con la realtà.
Abbandono i miei pensieri, cerco di rilassarmi.
Chiudo gli occhi.
Piano piano mi lascio andare.
IL tempo si ferma.
La mia mano scende languidamente lungo i miei fianchi.
E’ la sua carezza che mi percorre.
Le dita arrivano sinuose e lente sotto la camiciola.
Una mano sgancia l'unico bottone agganciato mentre l'altra scopre il mio seno e si sofferma sui capezzoli che sono già turgidi.
Non ho un grande seno ma al mio uomo piace così e non piace soltanto a lui.
Le mie mani, le sue mani scendono entrambe lungo i fianchi e si fermano all'inguine.
Allargo leggermente le gambe, alzo le ginocchia, il mio corpo segue il movimento delle mani.
Ora le mie mani accarezzano il mio sesso nudo, liscio, sembra il sesso di una bimba, privato com’è dei suoi peli.
Due dita aprono piano le grandi labbra già gonfie.
Un piccolo cazzo rosso e turgido occhieggia con arroganza tra di loro.
E’ già pronto per essere coccolato, accarezzato, strusciato, lo richiede, lo vuole.
E le dita obbediscono.
Il piccolo cazzo reagisce subito, quasi con violenza.
Le mie anche iniziano a muoversi.
Dapprima seguono il movimento ritmico delle dita, poi si abbandonano a movimenti sempre più convulsi.
Le cosce si stringono l’una contro l’altra, in modo che il piccolo cazzo sia spinto sempre più fuori e più in alto, completamente in balia delle dita che ormai si muovono sapienti secondo il rituale antico e sempre nuovo della masturbazione.
Mi piace molto accarezzarmi, sentire il mio piacere che si sviluppa tra le dita che insistono sui punti di maggiore sensibilità.
Mi lascio andare alle tante intense ondate di piacere.
Dal fondo dell’utero sento arrivare ruggendo il grande orgasmo.
La schiena si inarca in un parossismo incontrollato, e mugolo, mugolo e poi un lungo lamento, quasi da animale ferito.
Ma non c’è sofferenza, se non quella di una fine che.. quasi quasi ritrasformo in un nuovo inizio…
Soddisfatta ma mai sazia, anzi sempre più sensibile e pronta per nuove carezze e nuovi orgasmi...
N.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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