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Dalla sessuologa - prima parte


di Membro VIP di Annunci69.it alicezoccoletta
03.09.2025    |    346    |    5 9.2
"P: “Ora puoi andare a liberarti, lascia la porta aperta”
M: “Si Padrona” Lui non capì subito il motivo del lasciare la porta aperta, ma non passò molto tempo per farlo, lei entrò..."

Marco da qualche tempo ha problemi a rapportarsi con le donne, così decide di rivolgersi ad una professionista, sceglie una sessuologa di sesso femminile perché crede che con lei possa sentirsi più libero nel parlare di certi argomenti.
Così si reca da Paola, dottoressa sulla trentina, ma seppur giovane, capace di tirar fuori il meglio dal suo lavoro.

Entrato nel suo studio, si mette in sala d’attesa con un po’ di ansie e pensieri, ma ormai è lì e non può più tirarsi indietro.
Dopo alcuni minuti la dottoressa Paola lo riceve, apre la porta dello studio e lo chiama; lei si presenta con una gonna medio lunga in pelle nera, una camicetta bianca e delle calze nere con un leggero tacco sempre nero.

P: “Accomodati, inizia a parlarmi di ciò che accade o meglio che non accade”
M: “Buongiorno, da un po’ non riesco più a relazionarmi con le donne, a volte mi manca il desiderio solo fisico, con la testa vorrei ma non funziona”
P: “Il desiderio fisico deve essere collegato con quello mentale, ora vedremo di capire il motivo del tuo problema, sdraiati sul divano”

Dicendo così lo fa accomodare sul divano dello studio, appunto; mentre lei prende una sedia e si mette quasi difronte e lo fissa con sguardo intenso e profondo, a tratti dominante.

P: “Hai sempre avuto approcci o comunque relazioni classiche?”
M: “Cosa indenti per classiche?”
P: “Prima di tutto chiedo di darmi del lei, anche questo aiuterà nel nostro rapporto”
M: “Si certo, mi scusi”
P: “Ecco vedi, intendo se hai mai avuto esperienze diverse o pensato di averle, tipo un rapporto di dominazione”
M: “No assolutamente, ho grande rispetto e non mi permetterei mai di anche solo sculacciare per gioco”
P: “Ahahah ma qui io chiedo se tu hai mai avuto il pensiero di essere sottomesso, non il contrario”
M: “No mai pensato”
P: “Beh peccato, in te vedo una persona molto timida e chiusa, secondo me devi sbloccarti, può aiutarti”

Dicendo ciò si alza e va a prendere un paio di guanti in lattice e un termometro, indossati i guanti si mette in piedi davanti al divano con su Marco con un espressione quasi divertita.

P: “Devo visitarti, per prima cosa dobbiamo controllare la temperatura corporea”
M: “Se è necessario va bene, me lo può passare che metto sotto l’ascella”
P: “No assolutamente, girati e abbassa pantaloni e mutande”
M: “Ma come? Dove vuole provarmi la febbre?”
P: “Ma che domande, nel culetto, forza”
M: “Mhmh ma io mi vergogno”
P: “Non devi fare storie, se no mi tocca usare le maniere forti, tu da questo momento sarai il mio sottomesso”

Con pochissima voglia lui inizia a slacciare i pantaloni ma la dottoressa interviene sbuffando e in poche mosse lo gira e abbassa pantaloni e mutande. Poi prende il termometro e senza troppo esitare lo mette nel sedere a Marco che inizia a lamentarsi

M: “Ahi ahi che male”
P: “Ma per un termometro c’è da fare tutto questo show?”
M: “Mi da molto fastidio”
P: “Stai zitto”

Con questa frase da una sculacciata sul sedere a Marco che capisce e finisce di lamentarsi, poi inizia a spingere il termometro sempre più in fondo per sfilarlo quasi del tutto, riprendendo questa operazione un po’ di volte.

P: “Sai che dovrò visitarti bene? Stimolare la prostata sopratutto e per farlo meglio, devo controllare se sei pulito”
M: “Ma è necessario? Io credo di si”
P: “Visto che ti lamenti preparo già due supposte che ti metto appena finito col termometro”
M: “Ma io non me la sento, dottoressa, la prego”

Lei ignorando queste misere suppliche si alza e apre il cassetto della scrivania, lui è girato di spalle e a testa in giù non può vedere, ma un rumore inequivocabile lo attira, la dottoressa sta scartando le supposte destinate a lui.

P: “Eccoci qua” - dice avvicinandosi
M: “Spero che questa tecnica serva veramente”
P: “Non ti preoccupare, funziona sempre con schiavetti come te”

Inizia a sfilare il termometro che non presenta tracce di sporco, ma lei molto sadica non ci pensa due volte mettendo prima una poi l’altra supposta nel sedere di Marco.

P: “Ora stai zitto e aspettiamo che facciano effetto, quando sentirai lo stimolo potrai alzarti per andare in bagno”
M: “Ok”
P: “Da ora quando ti darò ordini, dovrai rispondermi SI PADRONA”
M: “Si, Padrona”
P: “Per far passare il tempo, ti impartirò delle sculacciate visto il tuo primo rifiuto a mettere il termometro”

Così avvicinò la sedia al divano e con leggere forza inizialmente, iniziò a sculacciare il sedere di Marco che in silenzio subì.
Dopo pochi colpi il ragazzo avvertì lo stimolo e avvisò la dottoressa che gli indica il bagno.

P: “Ecco qui, quando hai finito lavati bene e torna di là, senza mutande”
M: “Si Padrona”
P: “Bravo hai imparato, vedrò di premiarti se fai il bravo, ma dopo”

Marco entrò in bagno per liberarsi e provò già una buona dose di vergogna, ma ancora non sa che questo è soltanto l’inizio.
Una volta finito, lavato come da richiesta, tornò nello studio, dove c’era la dottoressa ad attenderlo con uno strano aggeggio in mano con un lucchetto molto piccolo.

P: “Da bravo vieni qui davanti a me, che devo metterti questa gabbietta di castità”
M: “Si Padrona”

Era proprio una gabbia in metallo per contenere il pene del ragazzo e per evitare erezioni.

P: “Con questa non avrai erezioni davanti a me e deciderò io quando togliertela”
M: “Ma non mi farà male”
P: “Non iniziare nuovamente, che già mi hai interrotto mentre ti stavo sculacciando”

Messa la gabbietta e chiusa con il lucchetto, la dottoressa che era seduta sulla sedia, afferrò Marco per un braccio e lo mise sulle sue gambe con le chiappe esposte alla sua vista, riprendendo da dove lui aveva interrotto”

P: “Ora conterai le sculacciate, saranno 10 per chiappa per iniziare”
M: “Si Padrona”
M: “Uno, due, tre, quattro..”

Dopo la ventesima sculacciata, la dottoressa prese un piccolo plug che aveva già preparato lì vicini ma lui non se ne era nemmeno accorto, con una leggera goccia di lubrificante lo inserì nel culetto di Marco che non aspettandoselo ebbe un sussulto.

P: “Ecco che ora sei anche con un bel plug nel culetto, questo ti aiuterà ad allargare i muscoli lì per dopo”
M: “Come per dopo? Perché?
P: “Perché ne ho altri due più grandi da mettere prima dello strapon per l’esame finale”
M: “Che vergogna, davvero”
P: “Zitto, piuttosto ora mettiti in ginocchio davanti al divano che mi metto lì”
M: “Si Padrona”

Lei si mise appunto seduta sul divano con le gambe accavallate guardando Marco in ginocchio, con la gabbietta davanti e il plug dietro.

P: “Ora dovrai dimostrare tutta la tua devozione verso la Padrona, inizia a baciarmi le scarpe”
M: “Si Padrona”

Iniziò così a baciare le scarpe della dottoressa restando in ginocchio, era davvero diventato il suo schiavetto.

P: “Ti do il permesso di togliermi le scarpe e iniziare pian piano a leccarmi i piedi, uno alla volta”
M: “Si Padrona”

Continuò per diversi minuti poi lei si alzò

P: “Mettiti ancora sul divano sdraiato a pancia in giù che cambiamo plug”

Lui esegue e la dottoressa va prendere l’altro plug, ma non solo..va in bagno a recuperare una bacinella che riempie di acqua tiepida e una peretta, poi sistema un asciugamano sotto il busto del ragazzo.

P: “Credevi di cambiare il primo plug così? Ora ti faccio qualche clistere”
M:”Ma..io…SI Padrona”

Ormai non era nemmeno più capace di lamentarsi, così lei sfilo il primo plug e iniziò a caricare la peretta di acqua, poi con delicatezza la inserì svuotandola, ripete l’operazione tre o quattro volte finendo col rifilare uno sculaccione a Marco.

P: “Ora puoi andare a liberarti, lascia la porta aperta”
M: “Si Padrona”

Lui non capì subito il motivo del lasciare la porta aperta, ma non passò molto tempo per farlo, lei entrò in bagno senza calze e si mise davanti a lui che era seduto sul wc, poi sollevò la gonna e sotto c’era un bel fallo attaccato a lei.

P: “Questo è lo strapon che ti sverginerà il culetto, ma prima va lubrificato con la lingua e con la bocca”

Non gli lasciò nemmeno il tempo di ribattere che prese la sua testa e la spinse verso il fallo nero mettendolo in bocca. Lui inizio così a fare un pompino alla sua dottoressa provando un forte imbarazzo ma subendo senza reagire.
Dopo qualche minuto lo lasciò lì a pulirsi e dando l’ordine di ripresentarsi in studio.

CONTINUA……
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