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Sottomessa al Piacere-Natale perverso-Cap7#5


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
08.06.2026    |    3.946    |    4 8.0
"Nessuno finge di non aver visto, anzi, molti ci sono venuti più vicino, hanno formato una specie di cerchio tribale..."
Natale Perverso Capitolo 7 – Capodanno

PARTE 5 di 6

*** DANIELA ***

Mi incurvo su di lei, allungo la mano e la accompagno a centro pista nel punto in cui la luce è più spietata. Sento gli sguardi che ci seguono, come se avessimo acceso un fuoco d’artificio in una stanza buia, e la pompa del cuore mi rimbomba in gola. Claudia lascia che la spinga indietro con un gesto deciso, il suo volto è una maschera di abbandono totale. Lo spacco del suo vestito le apre la coscia come una ferita bellissima, e io ci infilo la mano, scoprendo che la sua figa è già inondata di calore, le labbra gonfie che fremono d’impazienza.

Prima una, poi due, poi tutte le dita, le infilo dentro senza resistere alla tentazione, la sento allargarsi e stringermi come se non aspettasse altro. Claudia barcolla, si piega, mi stringe il braccio come se fosse la sua unica ancora di salvezza. Le faccio scivolare le dita sempre più in profondità, poi ruoto la mano, cerco il punto esatto dove posso ferirla di piacere e di potere, e sento subito la scarica: grida, non si trattiene, le parole le scoppiano in bocca come petardi.

«Sto godendo!» urla, e la sala sembra vibrare. Le sue cosce si contraggono, poi si rilassano, e da quella figa allagata mi scivola tra le dita un liquido caldo e salato, che raccolgo avidamente. Ingoio la scena, la lecco come se volessi assorbirla tutta, divorare anche l’anima della voglia che la attraversa. Mi rialzo, la guardo negli occhi - sono lucidi e disarmati, un misto di gratitudine e di timore - e le dico, a voce bassa ma ferma, che ora tocca a lei farmi volare. Claudia non esita nemmeno un istante: si inginocchia, la stoffa si apre ancora di più, le sue gambe sono una danza di nervi e di piccole scosse, e la faccia non ha bisogno di maschere. C’è solo fame, una fame che conosco benissimo.

Mentre mi lecca la figa, la lingua si muove a spirale, spingendo e affilando ogni centimetro delle grandi labbra, affondando nei solchi del mio piacere. Ci gioca, tira leggermente il mio clitoride, lo molla e poi ritorna ad attaccarvisi con una voracità che mi fa girare la testa. I miei anelli tintinnano, Claudia li prende tra i denti, li tira e poi li lascia andare. La sensazione è un lampo che mi corre fino alla base della spina dorsale. Sento il sesso che pulsa, si allarga, mi sembra di essere un vaso che trabocca. E proprio allora, la sua mano si fa largo tra le mie natiche, trova il plug rosso che mi decora il culo, lo accarezza come un oggetto sacro, poi con un movimento fluido - lento, come se volesse prolungare la tortura - lo estrae completamente. Il vuoto che sento dopo la sua uscita è immediatamente colmato dalle dita di Claudia, che entrano, esplorano, scavano e accarezzano contemporaneamente. Mi sta fistando il culo in mezzo alla pista, davanti a tutti, e io provo uno spasmo di piacere che mi fa tremare le gambe.

Attorno, la pista si è fermata. Gli altri sono spettatori muti, non c’è nessuna voce che si alzi a condannare o a deridere, solo occhi spalancati e bocche aperte a immaginare sé stessi al nostro posto. Poi, dal lato opposto della sala, vedo Vanessa. Fino a un secondo fa ballava stretta a una ragazza che non conosco, ma ora la lascia andare con un gesto da regina che si annoia degli amanti occasionali. Vanessa attraversa la sala e arriva da me; mi afferra la testa con entrambe le mani, mi bacia con una violenza che mi toglie il respiro. Le sue labbra sono una specie di morsa tenera, la lingua entra in bocca, saliva e profumo di vino e adrenalina. Poi le sue mani corrono sui miei fianchi, mi alzano il vestito e in un attimo i miei seni sono scoperti, capezzoli e barretta in bella vista, appuntiti come un’arma.

Vanessa lecca il mio seno, lo morde piano, poi più forte, alternando il dolore e il sollievo in una specie di ritmo tribale che mi fa perdere ogni contatto con il tempo reale. Claudia intanto non smette di lavorare tra le mie gambe, la lingua e le dita orchestrate come una squadra di professioniste. La combinazione è devastante: nel giro di pochi secondi sento il piacere che si impila, diventa una valanga, e mi travolge in un orgasmo così potente che urlo senza nemmeno rendermene conto. Spruzzo, letteralmente, sulla faccia di Claudia che si beve tutto, ride e si lecca le labbra come una bambina davanti a un gelato. Poi raccoglie il plug rosso dal pavimento - che ora brilla di umori e di riflessi di luce - e me lo rimette dentro, con una lentezza che sembra quasi una punizione. Quando si rialza, ci baciamo tutte e tre, io, Claudia e Vanessa, e le nostre lingue si intrecciano in un bacio a più voci, umido e animalesco, senza la minima vergogna.

Intorno, la folla si è fatta più densa. Nessuno finge di non aver visto, anzi, molti ci sono venuti più vicino, hanno formato una specie di cerchio tribale. Tra questi, noto Paola: è seduta su una sedia, la gonna tirata su fino alla vita, le cosce larghe e il culo che deborda sul bordo della seduta. Michela le sta inginocchiata davanti, la lingua già affondata tra le grandi labbra di Paola, che sono più rosa e più gonfie di quanto avessi mai immaginato. Michela lavora con dedizione: la sua lingua è rapida e precisa, il gioiello blu che indossa sulla lingua sembra un’arma segreta, ogni volta che la punta lambisce il clitoride di Paola, questa si irrigidisce e si agita ancora di più. Michela non si limita alla figa: trovo irresistibile il modo in cui le sue mani si fanno strada dietro, insinuano prima un dito poi due, poi tre nel culo di Paola, che non fa che urlare e incitare.

Un piccolo gruppo di persone, uomini e donne, si è raccolto attorno a loro. Nessuno si nasconde: anzi, le voci si moltiplicano, gridano, incitano Michela come se fosse la protagonista di un torneo erotico.

«Dai, fammela godere, voglio vedere come la fai urlare!»

«Aprile il culo, brava, così!»

«Guarda come gode, la troia!»

La scena è una detonazione di piacere collettivo, ogni tabù è evaporato. Paola inarca la schiena, si afferra i seni con le mani, li strizza e li mostra agli spettatori come trofei, poi raggiunge il picco del piacere: urla, si contorce, e senza preavviso inonda la bocca di Michela con uno squirting che sembra non avere fine. Ma non è solo piacere: Paola, ricordandosi probabilmente della serata precedente, accompagna l’ondata con una pioggia di urina calda che scende lungo la lingua di Michela, lambisce le sue mani e si riversa sui pavimenti lucidi della sala. Michela non si sottrae: beve, si lascia colare tutto sulla faccia e poi ride, la bocca le brilla di liquidi e soddisfazione.

L’effetto domino coinvolge gli altri ospiti: le coppie si accendono, qualcuno si spoglia spontaneamente, si formano gruppi, si toccano, si scambiano. È come se avessimo aperto una valvola di sfogo in un sistema a pressione troppo alta, e ora il desiderio fluisce libero, senza più confini. L’odore di sesso e sudore riempie la sala, si mescola al profumo delle candele e al dolciastro dello champagne.

Vedo che la mia schiava è diventata il fulcro di un piccolo rituale: Paola la sta tirando per i capelli, la costringe ad alzare la testa, e tra la saliva e i liquidi vari, Michela ha il viso di una Madonna rovesciata, gli occhi smarriti in un orgasmo che la scuote tutto. Dietro di lei, un uomo che non conosco si è avvicinato, le ha sollevato il vestito e ora la sta scopando con movimenti ritmici e possenti. La sua schiena si piega e si tende, le mani cercano appiglio sul pavimento, e ogni volta che l’uomo spinge, lei emette un suono gutturale, mezzo gemito e mezzo risata.

La scena che ci lasciamo alle spalle è un campo di battaglia di piacere e stordimento, un’orgia che si trascina ancora tra le ombre colorate dei fari e l’odore persistente di sesso e alcol. I corpi sono interamente sudati, le voci rotte dalle urla di piacere e dagli applausi. Mi sento parte di una tribù primitiva che celebra il ritorno della luce dopo un inverno lunghissimo, e la mia energia è così alta che ogni gesto, ogni sguardo, ogni parola mi sembra diventare un atto sacro.

*** NOTE ***

---CAPITOLO 7: Tuffo nel 1999 (Recuperate i primi sei!)---

Allacciate le cinture: vi porto in un 1999 audace, decadente e senza filtri. Non aspettatevi un raccontino, questo è un romanzo vero e proprio con una forte dose di esibizionismo. Se apprezzate, fatemelo sapere con un pollice in su e un commento!

---La Musa e lo Scrittore---

Questa storia non è autobiografica, ma nasce dalle confidenze reali e bollenti della mia amica "Damabiancaesib" (potete ammirarla qui su a69, cercatela). Altri hanno provato a raccontarla, ma lei ha scelto mia penna, anzi la mia tastiera, per svelare le sue fantasie più oscure. Nessun plagio, solo la magia di trasformare i suoi segreti in letteratura. Io sono "solo" l'autore e vivo senza catene, ma lascio sempre la porta socchiusa a chi sa stupirmi con proposte intriganti.

---A Voi la Mossa---

Incoronatemi Maestro dell'Erotismo con un bel voto, o lasciate un commento spudorato. E se vi sentite audaci, scivolate nei miei messaggi privati: chissà che una proposta indecente non trasformi la fantasia in realtà in qualche Club Privé di Bologna...
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