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La segretaria Cap:2
Diego19
11.04.2026 |
1.407 |
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"La aiutò a uscire da sotto la scrivania, la fece alzare e la strinse tra le braccia, baciandole la fronte con tenerezza..."
Venti minuti dopo, Sofia era di nuovo impeccabile: camicetta perfettamente abbottonata, gonna sistemata, capelli raccolti in uno chignon ordinato. Solo un leggero rossore sulle guance e il piccolo tremore nelle gambe tradivano ciò che era appena successo.Alessandro era già seduto alla scrivania, il computer acceso, la videocamera pronta per la chiamata. Le lanciò uno sguardo caldo e autoritario.
«Sei pronta?»
Sofia annuì, mordendosi piano il labbro inferiore.
«Sì, Master.»
«Bene. Allora sai cosa devi fare.»
Con il cuore che le batteva forte, Sofia si abbassò con grazia e scivolò sotto la grande scrivania di mogano. Lo spazio era ampio abbastanza da permetterle di stare in ginocchio tra le sue gambe. La moquette morbida le accarezzava le ginocchia. Alessandro spinse leggermente indietro la poltrona per farle più spazio, poi la guardò dall’alto.
«Mani dietro la schiena. Bocca aperta. E ricorda: silenzio assoluto, a meno che io non ti dia il permesso.»
Sofia intrecciò i polsi dietro di sé e aprì la bocca, obbediente. Lui le accarezzò una guancia con il dorso della mano, un gesto di affetto che le fece sciogliere lo stomaco.
«Brava la mia segretaria.»
Poi si avvicinò al microfono, cliccò su “Unisciti alla riunione” e il suo tono cambiò completamente: professionale, sicuro, da direttore generale.
«Buonasera, signori. Alessandro Rossi, grazie per essere qui.»
Le voci dei tre dirigenti francesi risuonarono dagli altoparlanti. La chiamata era iniziata.
Sotto la scrivania, Sofia aspettava in silenzio, il respiro già accelerato. Alessandro abbassò una mano e le sfiorò le labbra con due dita, invitandola. Lei capì al volo. Si sporse in avanti con cautela e prese tra le labbra la punta del suo membro, che era già mezzo duro per l’eccitazione del gioco.
Iniziò a leccarlo lentamente, con movimenti misurati e silenziosi, mentre sopra di lei la conversazione procedeva in tono serio.
«…il nuovo progetto di espansione in Francia procede secondo i piani. Abbiamo rivisto i numeri questa mattina…»
Alessandro parlava con voce ferma, una mano posata sul mouse, l’altra che ogni tanto scendeva a sfiorarle i capelli, guidando con delicatezza il ritmo. Sofia lo accolse più in profondità, muovendo la testa con attenzione per non fare rumore. La sensazione di essere usata mentre lui discuteva di affari la faceva sentire incredibilmente eccitata. Tra le sue gambe sentiva di nuovo quel calore umido crescere.
Ogni tanto Alessandro stringeva leggermente i capelli per fermarla quando doveva rispondere a una domanda più complessa, poi le dava un piccolo segnale con le dita per farla riprendere.
«Certo, possiamo aumentare la quota di produzione del 15% entro il terzo trimestre» disse con tono sicuro, mentre sotto la scrivania Sofia lo prendeva fino in gola con dolcezza, gli occhi lucidi di piacere e sforzo.
Uno dei francesi fece una battuta sul mercato europeo. Alessandro rise piano, un suono basso e controllato, e in quel momento spinse appena i fianchi in avanti, facendole sentire quanto fosse duro.
Sofia soffocò un gemito contro di lui, le mani ancora ferme dietro la schiena. Sentiva le lacrime di piacere formarsi agli angoli degli occhi, ma continuò con dedizione, la lingua che lavorava con cura intorno alla cappella, succhiando piano quando lui glielo permetteva.
La chiamata durò quasi quaranta minuti. Per tutto il tempo Sofia rimase lì, sotto la scrivania, a servirlo in silenzio: a volte lenta e adorante, a volte più decisa quando lui le stringeva i capelli per indicarle il ritmo. Ogni tanto Alessandro le accarezzava la guancia o le passava il pollice sulle labbra tese intorno a lui, un piccolo gesto di apprezzamento che la faceva sciogliere.
Verso la fine della riunione, mentre salutava i colleghi francesi con cortesia («Ci sentiamo la prossima settimana, buona serata»), Alessandro abbassò la mano libera e le strinse delicatamente la nuca.
Sofia capì. Accelerò i movimenti, attenta a non fare rumore, succhiando con più intensità. Lui rimase perfettamente composto, la voce calma mentre chiudeva la chiamata.
Non appena lo schermo diventò nero, Alessandro emise un respiro profondo e basso.
«Cazzo… brava ragazza» ringhiò piano, tutta la professionalità svanita in un istante. «Non fermarti.»
Sofia obbedì con entusiasmo. Pochi secondi dopo lui venne con un gemito trattenuto, riversandosi nella sua bocca calda. Lei inghiottì tutto senza perdere una goccia, continuando a leccarlo con dolcezza fino a quando non si calmò.
Solo allora Alessandro spinse indietro la poltrona e la guardò dall’alto: Sofia in ginocchio, le labbra gonfie e lucide, gli occhi lucidi di eccitazione, le mani ancora dietro la schiena.
La aiutò a uscire da sotto la scrivania, la fece alzare e la strinse tra le braccia, baciandole la fronte con tenerezza.
«Tutto bene?» le chiese sottovoce, tornando il suo Alessandro premuroso.
Sofia sorrise, la voce un po’ rauca.
«Più che bene, Master. Mi è piaciuto tantissimo.»
Lui le asciugò una piccola lacrima di piacere dalla guancia e le diede un bacio leggero sulle labbra.
«Sei stata perfetta. La mia segretaria ideale.» Le accarezzò la schiena con la mano aperta. «Ora vai in bagno a sistemarti. Quando torni, ti voglio seduta sulle mie ginocchia mentre finiamo di rivedere i contratti di oggi. E dopo…»
Le sfiorò l’orecchio con le labbra.
«…dopo andiamo a casa e ti lego come si deve. Ti meriti una ricompensa lunga e intensa.»
Sofia rabbrividì di anticipazione e annuì, gli occhi brillanti.
«Sì, Master. Grazie.»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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