Gay & Bisex
Angelo Biondo - 1
1occhineri
14.06.2023 |
453 |
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"Gli dico che eravamo grandi amici e colleghi da tempo, e che il suo difetto era famoso dappertutto, dall’ambiente universitario a quello forense e persino con gli amici..."
Era parecchio che non avevo rapporti con altri uomini. Tra il lavoro, mia moglie, il tempo per ritagliarmi spazio per questo mio angolo segreto era davvero ridottissimo. E visto che io ho sempre ridotto al minimo qualsiasi rischio di sgamo, praticamente non riuscivo a concludere nulla. L’occasione si presenta quando mia moglie deve accompagnare mia suocera fuori città per una settimana a causa di una visita.
“…amore vuoi che ti accompagni?…” era stata la mia domanda subito, ma mia moglie sapendo i miei tantissimo impegni lavorativi, disse che non era un problema per lei accompagnarla da sola. e così nella mia testa iniziai subito a fantasticare su come cercare qualcuno di interessante. Iniziai la ricerca qui su A69, su amigos, su bakeka per giunta, ma essendo estremamente selettivo, non riuscivo a trovare nulla che mi soddisfaceva. Ho sempre preferito il maturo elegante e distinto, sia fisicamente, sia per come si pone, adoravo l’uomo in giacca e cravatta. Ma proprio non trovavo nulla.
Arrivó il lunedì, giorno di partenza di mia moglie. Portai lei e mia suocera al treno. Baci, saluti, e poi mi misi subito alla ricerca sui vari canali che utilizzavo per incontrare. Arrivo in ufficio, posso prendermi del tempo, e continuai la ricerca. Ma nulla. Niente. Solo buzzurri, tamarri e gente che non faceva al mio caso. Tra la ricerca e il lavoro si fece orario di pranzo. Staccai tutto e andai in una mensa posizionata sotto il mio ufficio. Posto frequentato da tantissimi che lavoravano in zona, ma anche da parecchi universitari, vista l’immediata vicinanza della fermata dell’autobus che accompagnava avanti e dietro tanti ragazzi da li. Scelsi cosa mangiare e mi sedetti in un tavolo un po in disparte rispetto al resto della sala per poter comunque continuare a chattare e proseguire nella ricerca. Dopo due tre minuti mi chiese se potesse sedersi un ragazzo. “…posso?…” mi disse, con un tono di voce dolcissimo ed educato. Alzai lo sguardo e quasi rimasi senza parole. Un bellissimo ragazzo, dai lineamenti dolcissimi, senza un filo di barba, biondo, sarà stato sul metro e settanta, sui sessantacinque chili. “…prego accomodati…” dissi rispondendolo col sorriso. Sono bsx versatilissimo senza problemi ad esser attivo o passivo, ma quel ragazzo con un semplice sguardo aveva attivato una scintilla che non pensavo possedere. Avevo sempre scelto maturi o comunque più grandi di me. Io sulla quarantina non avevo mai pensato di avvicinare o cercare qualcuno sui ventanni. Dal libro che poggia sul tavolo capisco che frequenta giurisprudenza. Con una battuta attacco bottone. “…ricordo che anche ai miei tempi c’era quel libro e l’ho divorato, l’esame credo più facile che abbia mai fatto…” mi guarda, sorride, e mi dice “…beato te! A me proprio non entra in testa…”. ribatto dicendo “…e ci credo, il Prof bianchi è di una moscieria unica…” . Sorride. Chiedendomi come conoscessi il suo professore. Gli dico che eravamo grandi amici e colleghi da tempo, e che il suo difetto era famoso dappertutto, dall’ambiente universitario a quello forense e persino con gli amici. “…bene…” mi disse e sorridendo continuó “…allora puoi mettermici una buona parola…” . Io avevo ben in mente cosa volevo da quell’angelo biondo, e dovevo far colpo seriamente su di lui.
Gli chiesi come si chiamava. Mi disse nome e cognome. Io senza dir nulla presi il cell e chiamai il professore. Lui era a bocca aperta, divertito.
“…grande prof bianchi come stai??? Bene bene sono contento, è da tanto che non ci si vede, senti volevo chiederti se non fosse un problema ma con te penso che che posso, e poi non ti ho mai chiesto nulla, se puoi darmi una mano con un mio cugino che deve fare un esame con te??? Guarda è un ragazzo eccezionale ma sta attraversando un non bel periodo e questo esame è per lui fondamentale…” gli dissi nome e cognome e il prof bianchi mi disse che non ci sarebbe stato nessuno problema e che in un modo o in un altro glielo faceva passare.
“…GRAZIEEEEE…” era felicissimo e per nulla indispettito di quanto comunque mi fossi spinto con la confidenza in quel modo. Erano comunque solo cinque minuti che ci conoscevamo. Continuammo a parlare per altri 20 minuti, e notavo una scintilla nei suoi occhi. Non sapevo se dover spingere ancora di più sull’acceleratore o meno. Disse che doveva andarsene, e io gli chiesi whatsapp e il contatto instagram (così da poter vedere anche come vestiva, che abitudini avesse) e lo giustificai dicendo che volevo sapere se il prof bianchi era stato di parola.
Accettó immediatamente, mi ringrazió e scappó via.
CONTINUA.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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