Gay & Bisex
Camera in affitto, l'iniziazione
22.04.2026 |
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"Ad un certo punto forse Ciccio perse la pazienza, e infilò di forza il fallo nel culo, maledicendo: “Sto frocetto era ancora vergine, ma adesso finisco io di sfondarlo”..."
Per motivi di lavoro dovevo scendere a Roma per almeno un mese.Non volevo viaggiare, e, per contenere i costi, ho cercato in affitto una camera con uso cucina e bagno.
Eravamo in luglio, fuori dal periodo scolastico/universitario, e con un pizzico di fortuna trovai la sistemazione adatta a meno di un km dal mio posto di lavoro.
Con Telegram contattai il proprietario per metterci d’accordo: un signore sulla sessantina, sembrava molto robusto, lo sguardo sveglio, e si dimostrò subito molto gentile.
Ci mettemmo d’accordo il venerdì, e la domenica io partii in treno per Roma.
Arrivato a Termini nel tardo pomeriggio, presi la metro, ed in meno di venti minuti arrivai, camminando per poco meno di un chilometro, all’indirizzo dell’alloggio.
Faceva molto caldo, e il trolley mi aveva fatto sudare non poco sui marciapiedi e sanpietrini.
Suonai e rispose una voce maschile, mi presentai, e mi venne aperta la porta di accesso; era un edificio di 4 piani, e l’alloggio era al quarto, con ascensore.
Mi accolse un uomo alto almeno 1,85, molto robusto, con barba grigia e capelli radi. Mi invitò ad entrare, ci presentammo: “Ciao” mi fa “sono Francesco, ma tutti mi chiamano Ciccio, anche perché, come vedi, non sono proprio snello”!
Mi misi a ridere, e la tensione si sciolse.
Ciccio mi mostrò la mia camera, ampia e comoda, il bagno con una bella doccia e la cucina, non molto grande, ma funzionale.
Avevo a disposizione anche asciugamani e accappatoio, e chiesi di poter fare una doccia, visto la sudata che avevo fatto.
Ciccio mi disse che non c’erano problemi, potevo fare quello che volevo, ma che la porta del bagno non si poteva chiudere a chiave. “Io non ho problemi” risposi “avendo fatto il militare ho perso un po’ la timidezza dell’intimità”.
Mi feci la doccia, ordinammo 2 pizze e cenammo insieme, raccontandoci un po’ la nostra vita. Scoprii così che Ciccio era stato nell’esercito per tanti anni, sergente, che da poco si era messo in pensione, e che arrotondava affittando la camera che era di suo figlio, ormai all’estero da anni.
Finita la cena, mi portò nel salotto e ci mettemmo comodi su un divano a guardare la Tv; mi offrì una vodka molto fredda, che io accettai con piacere, specificando però che di solito non bevevo alcoolici, perché non li reggevo.
Infatti non resistetti a lungo sveglio, ero stanco anche per il viaggio, e mi ritirai in camera dove crollai.
Il mattino mi svegliò il profumo del caffè appena fatto! Feci colazione con Ciccio, e mi fiondai subito al lavoro.
I primi giorni filò tutto liscio, ed il mercoledì Ciccio organizzò una cena con un ex collega e mi invitò a mangiare con loro. Antonio, l’ospite, era la copia di Ciccio, anche lui alto, ben messo, con mani molto grandi, ma era molto divertente.
Ciccio aveva preso un antipasto in gastronomia, preparato una cacio e pepe da favola e l’abbacchio.
La cena fu molto divertente, i due se la intendevano, e raccontavano delle cose successe durante il servizio nell’esercito, ed il vino bianco freddo servito a cena mi aveva completamente liberato dalle tensioni della giornata.
Concludemmo la cena con un affogato alla vodka, preso direttamente sul divano.
Antonio chiese a Ciccio di mettere su un video, di quelli che piacevano a loro.
“A te crea problemi vedere un film hard?” mi chiese Ciccio; “Per niente” risposi, e trovavo la cosa molto goliardica, ma era l’effetto del vino e dell’alcool!
Ero seduto tra i due, e mi sentivo molto accaldato dai loro corpi, così mi tolsi subito la maglietta, imitato da loro: accidenti, che fisici avevano, ancora ben muscolosi, pelosi il giusto, con un leggero afrore che mi colpiva.
Ed ecco il video, una storia di soldati (manco a dirla!) machi, che poi scoprivi gay, che ne facevano di tutti i colori tra di loro; arrivati poi davanti al “nemico”, ecco la parte più hard, con altri uomini legati, scopati duramente, violentati in vari modi.
Istintivamente presi a toccarmi l’uccello, che diventava duro, e si notava pure, perché avevo dei pantaloncini corti.
Ma anche i due davano importanti scrollate ai loro gioielli, e tanto fecero che dopo poco comparvero i loro due membri svettanti. Come per il loro fisico, anche i cazzi erano veramente super! Quello di Ciccio bello spesso, mentre quello di Antonio più normale per grandezza, ma lungo, molto lungo!
Io non feci in tempo a liberare il mio uccello che le loro mani si erano impossessate delle mie braccia e mi costrinsero a prendere in mano i loro uccelli; per me era un piacere sentirli belli caldi e pulsanti, diventare belli rigidi, e la mia parte bisessuale si era completamente risvegliata.
Mentre ormai il video non lo vedeva nessuno, Ciccio prese l’iniziativa: si alzò dal divano e andò nella sua stanza, tornando poco dopo, tutto nudo, con una borsa di stoffa.
Anche Antonio si alzò, si tolse pantaloni e mutande, e mi sfilò molto grossolanamente i miei pantaloncini e gli slip. Anche il mio cazzo era finalmente libero.
A quel punto io ero in fibrillazione, perché vedevo due bei cazzi, con grossi coglioni penzolanti, che mi si avvicinavano, e onestamente ne avevo proprio voglia.
Ciccio mi disse: “Adesso inizia il gioco, e vediamo fin dove si arriva”. Detto ciò, estrasse dalla borsa che aveva portato una serie di spessi nastri di tessuto, una ball gag, dei falli di silicone, delle manette, un collare in pelle…
Io avrei voluto prima parlarne, ma Antonio mi bloccò le braccia, e mi legò i polsi dietro la schiena. Io cercavo di fare resistenza: “Cazzo, cosa fate?” dissi, ma per tutta risposta Ciccio mi fece lo stesso trattamento ai piedi, lasciandoli non troppo stretti tra loro. Mi infilò poi il collare, con una catena, al collo, e mi bendò gli occhi con una mascherina.
I due si divertivano, ridevano, poi mi minacciarono dicendo che se non collaboravo sarebbe stato peggio per me.
Ormai insalamato, venni disteso di forza sul divano con le chiappe in su e la testa fuori dal bracciolo; due dita mi strinsero le narici, obbligandomi ad aprire la bocca, dove si infilò il cazzo di Antonio, quello meno grosso, che iniziò a pomparmi.
Nel frattempo due mani robuste mi allargarono le chiappe, dove si infilò una lingua a leccare il mio buchetto, e dove poco dopo iniziarono ad infilarsi un dito, poi due, poi uno dei falli che avevo visto uscire dalla borsa: non era enorme, ma io sono molto stretto, e non riusciva ad entrare.
Ciccio fece scostare per un attimo Antonio, mi trovai il fallo finto dentro la bocca, con l’ordine “Succhialo e bagnalo per bene, così ti entra meglio”! Il tutto accompagnato da un tiro al collare, che Antonio usava per avvicinare la mia testa verso di lui.
Tolto il fallo, riecco in bocca il più gustoso cazzo di Antonio, che poco per volta era arrivato al fondo della mia gola, facendomi venire conati paurosi e fiotti di saliva.
E dietro sentivo di nuovo il fallo sintetico premere, mentre una mano mi allargava le natiche; provavo un forte dolore, ma non potevo lamentarmi troppo, perché, oltre ad avere un cazzo in bocca, ad ogni mio lamento mi arrivava una sberla sul culo, ancora più dolorosa.
Ad un certo punto forse Ciccio perse la pazienza, e infilò di forza il fallo nel culo, maledicendo: “Sto frocetto era ancora vergine, ma adesso finisco io di sfondarlo”. Tolse brutalmente il fallo dal culo, ormai un po’ allargato, ma non abbastanza per il suo cazzone. “Spingi, troietta, e vedrai che poi godi!”, ed io iniziai a spingere. Tutto d’un tratto la sua cappella inizia a entrare nel mio buchetto e di colpo mi infila tutto il cazzo nel culo.
Mi colavano lacrime di dolore, sbavavo da fare schifo, ma i due se la ridevano, e dopo pochi minuti decisero di invertirsi. “Ciccio, ma ormai me lo hai sfondato” disse Antonio, e Ciccio rispose “Vai tranquillo, e poi lo sai già che io non arrivo fino in fondo dove arrivi tu”. Infatti il cazzo di Antonio entrò con meno sforzo, ma me lo sentivo arrivare fin nello stomaco, e ad un ritmo implacabile.
Intanto alle mie narici era arrivato un odore familiare, ed ecco che il cazzo di Ciccio mi entra in bocca. Era grosso, veramente tanto grosso, e sapeva di culo e di precum, e anche lui iniziò a pomparmi in bocca.
Ad un certo punto Antonio dice: “Dai, facciamo la sedia”; Ciccio si tolse dalla mia bocca e Antonio, quasi senza sforzo, sempre con il suo cazzo piantato nel culo, mi gira e con un solo movimento, si siede sul divano ed io sopra di lui, impalato al suo cazzo.
Ciccio non perde tempo, mi sembra che salga sul divano, e mi trovo di nuovo il suo cazzo enorme in bocca, ma non gli basta: mi prende per i capelli e, restando fermo, mi usa per continuare a succhiarglielo, dando il ritmo alla mia testa! Ogni tanto toglie il cazzo e mi ficca i suoi coglioni belli grossi in bocca, e quasi mi soffocano.
Per i due un bel gioco dura poco, e ad un certo punto Antonio, sempre con il suo cazzo nel culo, mi regge con le braccia e riesce a portarmi alla pecorina, e così finalmente realizzo il mio sogno: preso a 90 gradi, con un cazzo in bocca.
I due sono infoiati, io anche, il dolore nel culo ormai è voglia senza freni, e vorrei che continuasse per sempre!
Poi scatta il segnale “All’attacco!” e Ciccio inizia a scoparmi in bocca in modo frenetico, e altrettanto fa Antonio dietro; gemono, iniziano a respirare forte e quasi contemporaneamente escono da dentro di me: Ciccio si smanetta sulla mia faccia e viene senza freni, Antonio fa altrettanto e sento la mia schiena bagnata da sperma caldo. I loro cazzi poi spennellano le mie labbra e il mio buchetto, finché non mi mettono di nuovo seduto sul divano e mi tolgono benda, collare e legacci.
“E brava la mia troietta “ disse Ciccio “sei stata all’altezza dell’operazione di sfondamento del fronte! Mi sa che prima che tu parta avremo altre manovre in vista”. Anche Antonio mi sembrava soddisfatto, ma giusto per gradire mi costrinse a chinarmi e leccare il suo cazzo ormai moscio “Puliscilo bene, troietta, per la prossima volta…”
Che dire: ero stato violentato contro la mia volontà, mi faceva male dietro, qualcosa colava, ma avevo goduto come non mai, e avevo ancora 25 giorni da passare in quell’alloggio! E non vedevo l’ora di ricominciare.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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