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Gay & Bisex

Quando vinsi tanti miei tabù


di bramante60
28.01.2026    |    2.735    |    3 9.5
"Continuai a ripulire il suo cazzo, gustandomi fino in fondo ogni goccia di sperma che potesse ancora uscire, Ero stravolto, ma anche molto felice dentro, perchè in una volta sola avevo..."
Dopo il nostro primo incontro, sia a me che a P. era nata una voglia reciproca dell'altrui corpo, del sesso, della dominazione.

Verso la fine dell'estate in cui c'eravamo conosciuti riuscimmo a organizzare di nuovo un incontro.

Era passato un po' di tempo, perchè P. si era dovuto sottoporre ad una piccola operazione che di fatto gli aveva limitato i movimenti.
L'aspetto (per me) positivo era che, con l'occasione, aveva fatto tutti i controlli di routine; già di per sè non era uno sconsiderato, ma sapere che era sano sotto tutti i punti di vista (epatite, hiv, ecc.) poteva aggiungere altra "linfa" ai nostri incontri.

Ci incontrammo un pomeriggio di settembre, ci prendemmo una birra fresca e nel giro di pochi minuti eravamo entrambi nudi.
P. era ancora molto accaldato per il viaggio, ed allora gli proposi di farsi una doccia, ed io l'avrei fatta con lui. Avevo solo una esperienza molto lontana in merito, che si era conclusa con un niente di fatto.

Ci recammo in bagno, ed iniziammo ad insaponarci a vicenda nella vasca.
Era molto gradevole, la schiuma si formava bella e morbida sui nostri petti pelosi, ed iniziammo a strusciare i nostri corpi: era piacevolissimo sentire il suo cazzo che si stava velocemente indurendo passare nel solco delle mie natiche, sentirlo arrivare sotto ai miei testicoli, prenderlo con la mano e stimolarlo per bene.

Giratomi di nuovo verso di lui, ci insaponammo reciprocamente per bene i nostri cazzi e le palle, strofinammo i nostri corpi, e a me venne in mente una richiesta: "Hai bisogno di pisciare?" e lui rispose di sì, poichè non aveva provveduto quando era arrivato.

Non so perchè, ma la pioggia dorata era uno dei miei tanti limiti, che avrei voluto superare, e P. era la persona che più mi ispirava per provare.
Allora lui rimase in piedi nella vasca, con la doccia aperta, ed io mi misi in ginocchio; anche se con un po' di difficoltà da parte sua, ecco finalmente scendere sul mio capo, mista all'acqua della doccia, la sua pipì; gli chiesi di chiudere l'acqua per sentire meglio il suo liquido caldo su di me, sentirlo scorrere sul mio corpo.
"Mi piace, continua, non smettere" gli dissi, e lui rispose, molto eccitato: "Sì, eccoti la mia doccia, brutto porco, ti piace eh...".

Che bello aver vinto un altro mio tabù: con il suo cazzo ancora gocciolante, P. aprì l'acqua, mi prese la testa, mi ficcò il suo uccello ancora gocciolante in bocca, ed iniziò a scoparmi ben bene fino in gola.

Dopo un po' gli chiesi di fare una pausa, io volevo di più, e così, dopo esserci asciugati alla meglio, passammo in camera da letto.

"Accidenti, il tuo cazzo è ancora durissimo", dissi, palpando il suo attrezzo, e lui rispose "Me lo hai fatto rizzare come non ricordavo da tempo, pisciare sul mio porco preferito mi ha eccitato da morire. Adesso dammi il culo!"
Io mi misi alla pecorina sul letto, e lui con me; iniziò a leccarmi il buchetto, ci mise dentro un dito, poi un altro, ma non era ancora abbastanza.

Da sopra il comodino prese una fascia che avevo lasciato a portata, e mi legò stretto le mani dietro la schiena, mi fece distendere sul letto, mi montò sopra la faccia e mi spinse di nuovo il suo cazzo in gola.
Ogni tanto tirava via il cazzo, mi ficcava in bocca le sue dita, mi allargava le labbra, e poi, ben insalivate, mi infilava le dita (non sapevo a quante era arrivato) nel culo, dilatandomelo sempre un po' di più: io sono molto stretto e lui sapeva come prepararmi al suo bell'attrezzo.

Non ci volle molto che mi fece rimettere alla pecorina, ma questa volta poggiò la sua grossa cappella, umida della mia saliva, sul mio buchetto ed iniziò a spingere. Rispetto alla volta precedente, sentii meno male, ed il piacere iniziò molto presto.

"Mi piace, che voglia che avevo di essere scopato così del tuo bel cazzone" gli dicevo; lui rispondeva con grugniti di piacere e con complimenti come "Senti come gode la mia troia, senti com'è stretta, ma adesso ci penso io a riempirla".
Godevo veramente, il suo cazzo, che prima entrava poco per volta, iniziò a pomparmi per bene: sentivo il suo pube sbattere contro il mio corpo, le sue palle mi schiaffeggiavano, e questa musica andò avanti per una decina di minuti.

Anche qui chiesi una pausa: lui si tolse dal mio culo, ma facendomi stare sempre alla pecorina, mi infilò subito il suo cazzo in bocca, ed in quel momento rimpiansi che non fossimo in 3, per avere un cazzo che mi scopava dietro, ed uno in bocca, ma non sprecai nulla.

P. mi fece poi distendere sul letto, con la testa in fuori: era eccitatissimo ed io ero infoiato come lui, avrebbe potuto fare di me qualunque cosa. E così fu: ne avevamo parlato prima, quando mi aveva aggiornato sugli esiti della sua operazione.

Non vedevamo entrambi l'ora che succedesse: ad un certo punto lo sentii irrigidirsi, la sua schiena si inarcò e mi sborrò in bocca, una due tre volte, riempiendomi della sua crema.

Era la prima volta anche per questo, ma non finì lì: io non avevo mai limonato con uomini, ma lui mi mise la sua lingua in bocca, si succhiò parte del suo sperma e crollò disteso sul letto, sfinito. Continuai a ripulire il suo cazzo, gustandomi fino in fondo ogni goccia di sperma che potesse ancora uscire,

Ero stravolto, ma anche molto felice dentro, perchè in una volta sola avevo superato tre dei miei limiti: ero riuscito a farmi pisciare addosso, a farmi sborrare in bocca, e limonare con un altro uomo, Non potevo chiedere di meglio, anche se mi mancava ancora qualcosa. Che poi venne...
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