Gay & Bisex
Legato al letto, la prima volta
31.07.2025 |
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"Esausto, sbacalito, mi sentivo tutto rotto, mi sembrava di essere venuto un'infinità di volte anche se la scopata aveva solo fatto uscire del precum..."
La prima volta che incontrai S. non fu un'esperienza entusiasmante.C'eravamo conosciuti qui su A69, e dopo pochi messaggi decisi di andarlo a trovare a Racconigi.
S. mi accolse in slip, la casa era in penombra, la tv accesa; devo dire che non mi piaceva molto il suo fisico, aveva un torace molto sporgente, quasi fosse stato un busto, ma sapevo bene – dalle foto postate nel suo annuncio - che aveva un bel cazzo.
Dopo esserci accomodati sul divano, mi disse che voleva scoparmi subito, ma io sono timido e psicologicamente facevo fatica ad ammettere che mi attirava il cazzo; inoltre sono molto stretto dietro, e così, quella volta, dopo che ebbe tentato inutilmente di infilarmelo nel culo, ci limitammo ad un reciproco smanettamento con pompino, durato neanche una mezz’ora e terminato però con una abbondante sborrata.
La seconda volta che andai a trovarlo ne parlammo prima, gli spiegai quali erano le mie difficolta, e tutto andò per il verso giusto. Vi racconto come...
Siamo a fine estate, pomeriggio, io arrivo in pantaloncini corti e larghi ed una maglietta aderente.
Come la volta prima, la casa è in penombra e lui è già in slip.
Ci mettiamo comodi sul divano, ed iniziamo a guardare un video con dei trans che ne facevano di tutti i colori; ad entrambi piacciono i trans, entrambi siamo bisessuali e ci piace anche l’aspetto femminile, e in quel video c'erano dei trans spettacolari, ma con dei cazzi da paura.
Come gli avevo chiesto la volta precedente, per aiutarmi a sbloccarmi, si era procurato della vodka, e mi ha offerto un abbondante bicchiere gelato, bevuto mentre guardavamo il film.
Dopo pochi minuti S. iniziò ad accarezzarmi le gambe, poi si infilò dentro i pantaloni corti con la mano e a me è subito venuto duro.
Non ci ha messo un attimo per lasciarmi in slip (indossavo slip rigorosamente bianchi e non boxer, in quanto erano il suo feticcio preferito), e, tra un sorso e l’altro, ha tirato fuori il suo bel cazzo, è salito in piedi sul divano e me lo ha infilato in bocca, ancora barzotto, iniziando a pomparmi.
Per me che sono quasi astemio, la vodka fece un effetto liberatorio: ormai non vedevo più il film e sentivo che stavo iniziando a lasciarmi andare; poco per volta, facendosi strada nella mia bocca, il suo cazzo diventava sempre più grosso, ed io alternavo pompate sempre più profonde a leccate a quell'asta bella turgida che iniziava a gocciolare, con succhiate golose alle sue palle, riempiendomene la bocca. Ed il suo cazzo mi arrivava fino in fondo alla gola, quasi soffocandomi.
S. mi fece poi distendere sul divano, con la testa sporgente all’indietro, per passare ad un 69: sentivo il suo membro che mi arrivava alle tonsille, e cercavo, ansimando, di apprezzare anche la sua bocca molto calda e vorace attorno al mio. Ecco, finalmente anche il mio uccello aveva la sua dose di piacere, ma non riuscivo a concentrarmi su quello, perchè ogni tanto mi trovavo la bocca piena dei suoi coglioni, e mi piaceva, cazzo se mi piaceva!
Peraltro, dopo poco, S. mi prese letteralmente per l'uccello e mi portò in camera da letto; in un incontro successivo mi costrinse ad andare prima nello studio dove aveva il computer e poi in camera da letto rimanendo a carponi. Comunque, arrivati in camera, riprendemmo il 69 da dove l’avevamo lasciato, con l’aggiunta delle sue dita che iniziavano a ravanarmi il buchetto.
Fino ad allora ero quasi vergine, e speravo proprio che S. riuscisse a liberarmi da questo limite: avevo voglia di essere finalmente scopato per bene, non solo in bocca, ma anche nel culo, fino in fondo. Avevo paura del dolore, ma sapevo che lo volevo dentro!
Ad un certo punto S. mi lasciò e iniziò a frugare in un cassetto; la camera era molto in penombra e non vedevo, ma dopo pochi attimi mi mise una benda sugli occhi, e mi ordinò di mettermi a X, con la testa dal lato dei piedi; dopo avermi sfilato gli slip, iniziò a legarmi mani e piedi ai bordi del letto con delle bende da psichiatria di contenzione.
Io gli avevo spiegato prima che mi sarebbe piaciuto essere dominato in qualche modo, senza violenza, ma con decisione, e che volevo essere un oggetto di piacere per lui. Ma tra il dire e il fare… avevo qualche reticenza, avrei voluto oppormi, ma forse l’effetto della vodka mi aveva un po’ intontito e a quel punto mi lasciai andare.
Poi avevamo fatto un patto: lui mi legava, ma se qualcosa non mi fosse andato bene, mi avrebbe liberato, e S. ha sempre rispettato l'accordo.
Non mi ci volle molto per capire perché mi aveva fatto mettere in quella posizione: stando in piedi al bordo del letto, mi infilò il cazzo in bocca, fino in gola, stando sopra di me, facendo sporgere la mia testa oltre la fine del letto, come prima sul divano. Sentivo il sangue che cominciava a fluire al cervello, ma soprattutto mi rendevo conto di quanto a fondo mi scopasse il suo cazzo in bocca e non potevo muovermi!
"Succhia troia, senti il mio cazzo fino in fondo alla tua gola", era eccitatissimo, il suo cazzo era diventato durissimo; mi mise una mano sul collo, a guisa di guinzaglio, ed una sul petto; mi venivano dei conati di vomito, e pensavo di non farcela più.
Ad un certo punto, però, si tolse dalla mia bocca e, mentre stavo per lamentarmi, mi infilò le mie mutande in bocca, mi slegò e mi ordinò con tono deciso di girarmi, chiamandomi "la mia puttana e troia"; obbedii subito, scoprendo quanto mi piace essere trattato così! Mi legò nuovamente, questa volta a pancia in giù, mi infilò un cuscino sotto l'addome ed iniziò ad occuparsi del mio buchetto: avvertii che prendeva qualcosa di freddo, gelatinoso, e me lo spalmò, facendo entrare un dito, poi forse due, poi non capii più niente.
Poi sentii un rumore di un preservativo che si apre e dopo pochissimo ecco le sue mani che mi allargano le chiappe ed il suo cazzone che inizia a spingere.
"Dai, puttana, spingi e goditi questo cazzone dentro. Fatti fottere come una vera troia, senti come questo cazzo ti sta aprendo il culo".
Provavo un forte dolore, ma i miei mugolii non servivano assolutamente a fermarlo, lui – imperterrito - senza brutalità ma con decisione, cercava di vincere le mie resistenze. Come da sua indicazione, iniziai a spingere, come per mandarlo via, ma questo, fortunatamente per me, lo agevolò: finalmente la sua grossa cappella riuscì a passare, e poco per volta sentii il suo cazzo entrarmi dentro, millimetro dopo millimetro, a conquistare il mio sfintere, per poi iniziare ad andare su e giù nel mio culo.
Al dolore per la penetrazione iniziò a sostituirsi il piacere di sentirmi pieno, e poco per volta mi accorsi di volerlo sempre più in fondo: "dio, che bello, lo voglio ancora più dentro, scopami bastardo, scopami come sai fare tu".
Tutto dentro freme, non capivo più niente, la sua cappella mi massaggiava la prostata, il mio sfintere accoglieva il suo cazzo e lo stringeva con forza e sentivo solo le sue parole che mi dicevano "sei stretto da paura, ma mi ecciti ancora di più, voglio sfondarti, sei una vera puttana, una brutta troia vergine..." e giù di lì…
Avevo perso la cognizione del tempo, ero in una bolla di piacere indescrivibile: ecco, finalmente qualcuno che sapeva come scoparmi, come vincere le mie resistenze mentali e fisiche, e stavo godendo dentro da morire. Dopo non so quanto tempo uscì dal mio culo, mi tolse le mutande dalla bocca, si sfilò il preservativo e mi slegò, mi fece coricare a pancia in su, appena in tempo per sedersi sul mio petto con le ginocchia che mi bloccavano le braccia. Anche in quella posizione, con il suo peso su di me, impossibilitato a muovermi, godevo ancora di più con il suo cazzo che mi arrivava in bocca mentre lui se lo smanetta velocemente, per poi coprirmi di sborra tutta la faccia (ero ancora bendato), come diceva lui, in segno di disprezzo per la sua puttana, e mi spalmò sul viso la sua copiosa sborra usando il cazzo come pennello.
Esausto, sbacalito, mi sentivo tutto rotto, mi sembrava di essere venuto un'infinità di volte anche se la scopata aveva solo fatto uscire del precum. Lui però aveva ancora voglia di qualcosa; io non ero riuscito a toccarmi durante la scopata ma S. non mi lasciò a palle piene: si imboccò il mio cazzo divenuto moscio, mi infilò un dito in culo molto dolorante ed iniziò a pomparmi da dio, massaggiandomi la prostata, facendomi tornare un’erezione spettacolare, per poi farmi sborrare nella sua bocca avida di sperma. Alla fine ero stravolto, madido di sudore, ma ho finalmente capito che farmi legare per poi farmi fare di tutto (o quasi) poteva essere molto piacevole, anzi, proprio quello che mi eccitava di più!
Con S. ho continuato a sperimentare e provare nuove sensazioni, anche in 3 o addirittura in 4 persone... Poi negli anni l’ho perso di vista..
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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