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Gay & Bisex

Conoscermi


di Libertinum
31.10.2026    |    4    |    0 6.0
"Passò una decina di minuti e nel mentre ero chinato ad aspirare i sedili posteriori ritraendomi sbattei contro qualcosa che pensai fosse la portiera, mi girai per aprirla e vidi un paio di jeans, ..."
L’estate irrompeva nella pianura rendendo l’aria rovente prima delle agoniste ferie.
Quale momento migliore per pulire l’auto se non le tredici di un banale venerdì? Idea folle ma con l’acuta volontà di non fare coda al lavaggio, sistemai l’auto accanto alla colonnina attrezzata per pulire l’interno stando bene attento a neppure sfiorarne il metallo per non incorrere in gravi ustioni, aprii sportelli, baule, levai le pedane e quant’altro. Mentre mi accendevo una sigaretta però notai che non ero solo, nelle colonnine di fronte immerso nel mio stesso volontario masochistico supplizio stava un ragazzo, più o meno della mia età intento ad aspirare accuratamente una rara golf familiare. Mi si svuotò il cervello per un attimo, non so descrivere esattamente la sensazione in quanto provata una sola volta in vita mia con un uomo, un’attrazzione fisica fortissima non controllabile, un groviglio nello stomaco. Continuai in modo quasi meccanico e ipnotizzato a guardarlo, schermato solo dagli occhiali da sole e dall’aria rilassata di chi sta solo fumando una Marlboro prima di accingersi nel lavoro,
era a busto nudo più per il caldo che per mostrarsi in quanto con ogni probabilità avesse avuto il mio medesimo pensiero che solo un pazzo potesse mettersi a pulire la macchina, invece…
La pelle abbronzata, poi sudore, sudore visibile tra i capelli ed il busto.
Pensai che era veramente strano, sono etero e a volte mi concedo a qualche uomo si ma, no era rarissimo, rarissimo che con un colpo d’occhio mi attizzasse un uomo.
Di solito era normale con le donne, questa cosa mi prese tremendamente in contropiede, non era particolarmente palestrato o il classico cliché, nulla di tutto ciò ma questo busto glabro, abbronzato sudato e quest’aria seria e indaffarata fece centro.
Spensi la sigaretta e cercai di non pensarci più, era indaffarato e di certo non ha notato il mio guardare di qualche minuto e misi un gettone nell’aspirapolvere e iniziai le operazioni.
Passò una decina di minuti e nel mentre ero chinato ad aspirare i sedili posteriori ritraendomi sbattei contro qualcosa che pensai fosse la portiera, mi girai per aprirla e vidi un paio di jeans, una cintura in pelle marrone charro e poi lui che mi guardava dall’alto, rimasi impietrito.
Mi spinse sui sedili e lentamente molto lentamente guardandomi iniziò a slacciarsi la cintura, vide che non reagivo ero quasi impietrito e la testa non era in grado di montare pensieri logici in quel momento, lui vedendomi restare fermo continuò slacciandosi il bottone dei pantaloni e la cerniera, poi si fermò guardandomi, il caldo era soffocante ma quel corpo sudato mi faceva impazzire, mi avvicinai a lui aggrappandomi alle sue gambe trascinandomi al bordo del sedile, presi ad accarezzargli l’addome avvicinandomi con la bocca sfiorandone la pelle, cogliendo il salato del sudore incastrato tra quella piccola striscia di peluria che scendeva verso i boxer, sentii la sua mano sopra la testa spingermi in basso, lenta verso quell’angolo di lui ancora misterioso, succhiai quello che ancora l’intimo celava mentre con la mia mano sinistra presi ad abbassare delicatamente.
Scoprii un poco di peluria e poi il suo cazzo era lì per me, presi il glande tra le mie labbra passando la lingua e assaporandone il sapore vivo, pieno e pungente, succhiavo così tenendomi alla sua coscia destra, lui cresceva e mi resi conto che faticavo a contenerlo mentre lui con la mano aumentava la pressione sulla mia nuca, sapeva di salato del sudore e un poco di urina che via via scomparve lasciando a pieno il sapore di lui, ero preso da un istinto primordiale che mi portava a desiderarlo tutto per me in quel momento, la cappella liscia e bollente sotto la lingua, sentire dove finiva ed iniziava il tronco che non riuscivo a fare entrare nonostante la sua pressione, avvertivo potente la sua eccitazione.
Si staccò lentamente, senza parole, non servivano, mi girai col culo verso di lui alzandomi e mettendomi a carponi sui sedili posteriori, mi abbassò i pantaloncini e le mutande insieme, ero consciamente in sua balia ora, non riuscivo a pensare a nulla se non alla voglia che passava in ogni mio muscolo, passò un po’ di saliva sul mio orifizio, io abbassai la testa allungando le braccia in avanti, quasi tremavo per quell’attesa non sapendo cosa aspettarmi ma non ebbi tempo, il suo glande era lì a fare i conti col mio buco, le sue mani sulle chiappe, una di staccò e capii che ora stava mirando l’obbiettivo. Entrò deciso avvertendo la cappella irrompere ed il mio culo in un sussulto chiudersi dopo il suo passaggio, dolore, una fitta attorno a quel pezzo di carne conficcato in me, cercai di smorzarlo massaggiandomi la chiappa vicino al buco e allargai con entrambe le mani sfiorando le sue poggiate sempre lì, un brivido mi avvolgeva completamente.
Un colpo, un secondo colpo la mia testa istintivamente si reclinò all’indietro e percepii chiaramente l’ingresso, mi piaceva, eccome mi piaceva, prese ad incularmi lento e profondo, mi lasciai andare completamente a lui, affondi decisi intervallavano ad uscire complete per poi rientrare nuovamente fino all crescere della sua eccitazione dove mi stese completamente sul sedile, il suo peso sopra di me, prese a succhiarmi e mordermi il collo, poi la sua bocca sul mio orecchio sinistro prese a leccarmelo mentre affondava e mi scopava, il suo sudore sulla mia schiena mischiato al mio, avvertii dai colpi più decisi e veloci che stava venendo, non aveva intenzione di staccasi, un colpo più fondo e duro, non sentii il suo seme fino a quando non si staccò, lasciandomi lì, piacevolmente usato.
Andai col dito verso il mio animo dilatato, sentendo la sua sborra sgorgare fuori calda, la raccolsi ricacciandolela dentro nuovamente, mi portai il dito alla bocca e lo pulii.
Quando mi rialzai e ricomposi, non c’era più nessuno, sorrisi, presi una marlboro e lentamente pa portai alla bocca accendendomela, mischiando il sapore di fumo a quello del suo seme.
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