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Gay & Bisex

Cronache dal mondo reale


di BratPeed
22.10.2025    |    5.894    |    12 9.4
"Come in questo caso parlo di incontri davvero casuali tra persone che, come lui e io quel giorno, stanno semplicemente rientrando alla fine di una giornata di lavoro..."
Accade sempre più spesso che due uomini etero che non si conoscono tra loro finiscano a fare sesso. Se prima o poi questo segreto di Pulcinella verrà a galla, la sorpresa sarà tutta delle donne, che da queste tresche sono perlopiù escluse. E lo sdegno sarà dei benpensanti, che spesso invece sono i primi a esserne parte.
L’ultima volta mi è successo solo un paio di settimane fa. È un episodio banale in sé, ma quel che continua a eccitarmi solo a ripensarci è proprio la facilità con cui lui e io ci siamo intesi, uno sguardo appena nel bagno di un autogrill: la mia occhiata di sfuggita, in uno specchio, all’ingombrante attrezzo di lui sfoderato senza malizia per liberarsi in un orinatoio. La sua occhiata interrogativa di rimando a me, che già mi sciacquavo le mani e stavo per uscire. Poi nel parcheggio affollato altri sguardi sfuggenti e discreti mentre entrambi, in piedi accanto alla propria automobile, fumavamo e fingevamo di compulsare i rispettivi telefoni. Infine quel suo mettersi al volante, come a un mio segnale, proprio mentre io me ne stavo andando. Io che rallento dopo alcune decine di metri, lui che si affianca, i finestrini che si abbassano, lui che esclama deciso «Ciao, hai qualche idea?». La mia timida risposta imbarazzata e rivelatoria, e quel suo cenno sorridente come a intimarmi di seguirlo verso il parcheggio dei camion.
Dove mi sarei accomodato sul sedile del passeggero della sua macchina.
Dove durante un breve dialogo gli avrei sbottonato con cura la patta dei pantaloni.
Dove avrei preso in mano il suo membro percependone le pulsazioni.
Dove lo avrei succhiato con voracità e dedizione per regalargli un orgasmo, mentre lui avrebbe giocato con due dita a inumidire, titillare e penetrare il mio ano. E dove infine avrei ripulito il suo seme, badando bene che non sporcasse i lembi della sua camicia o i pantaloni, ché erano ormai le sei di sera e la fede al dito sembrava portarla per ricordarmi che, poco dopo, avrebbe dovuto riprendere i panni dell’integerrimo padre di famiglia.
Nella vita sono un maschio piuttosto deciso, qualcuno mi definirebbe un alpha, aggettivo che non amo. Le donne con cui faccio sesso, a iniziare dalla mia compagna, apprezzano la miscela di dominazione e attenzione al loro piacere che metto nei nostri incontri. Ma quanto al mio lato bisex ormai mi è finalmente chiaro che quel che questi maschi adorano in me è la timidezza, reale e non simulata, che mi assale quando mi trovo di fronte alla loro mezza proposta. E solo in apparente contrasto con ciò, la determinazione che dimostro a voler accettarla, aggiungendo l’altra metà. È davvero difficile che io dica di no in queste situazioni.
È vero. Nel bagno avevo intravisto che lui era davvero dotato. E sarei un ipocrita se negassi di avere una preferenza in questo senso. Ma se anche non avessi avuto la fugace visione del suo membro avrei accettato comunque, per la situazione, per la casualità dell’incontro, per l’immediatezza di quell’intesa, e per il suo coraggio. Un po’ ce ne vuole per abbordare un altro maschio che esteriormente non dà assolutamente l’idea di essere un appassionato dispensatore di piacere ad altri uomini.
Accade sempre più spesso, perlomeno questa è la mia percezione, si diventa sempre più espliciti. E non sto parlando di luoghi di ritrovo per carsex conosciuti come tali, tra persone che si fanno riconoscere. Come in questo caso parlo di incontri davvero casuali tra persone che, come lui e io quel giorno, stanno semplicemente rientrando alla fine di una giornata di lavoro. Magari mi sbaglio, ma credo che la diffusione del web e quindi quella delle app di incontri abbiano avuto un ruolo, cambiando i costumi intendo, modificando poco a poco la mentalità. Al riguardo ci sarebbe molto da dire, perché di certo lo hanno fatto anche in negativo, come con la vigliaccheria del revenge porn. Ma la notizia è un’altra: negli ultimi due anni ho fatto sesso più facilmente con persone incontrate nel mondo reale, senza che le cercassi, che in quello virtuale delle app e dei siti di incontri, dove perlopiù ho perso un sacco di tempo. A naso pare una buona notizia, l’indizio di una tendenza. Chissà.
Intanto mi godo il ricordo del breve dialogo che abbiamo avuto mentre entravo in macchina sua e allentavamo ognuno la cintura dei propri pantaloni.
«Ti capita spesso…?», ho mormorato con imbarazzo.
«No! Per niente», ha risposto lui, deciso, ridendo.
«E come mai stavolta…?».
«Non lo so, è tutto il giorno che avrei voglia di qualcosa, e quell’occhiata che ci siamo scambiati, la tua bocca… Mentre uscivi dal bagno ho pensato che devi avere un culo magnifico».
Ecco, anche questo mi ha colpito. Fin dal primo momento i nostri ruoli sono stati chiari. Senza quelle deprimenti chat che capitano spesso in rete, dove io dichiaro da subito di appartenere alla folta, foltissima schiera dei passivi, e spesso, troppo spesso, trovo maschi che fingono di essere attivi solo per incontrarmi e poi tentare di cambiare le carte in tavola.
Qualcuno nella vita mi definirebbe un alpha (e sì, con chi mi fa incazzare e perdere tempo lo sono...), ma appunto, appena si stabilisce un contatto reale non ho mai incontrato un maschio che abbia tentato seriamente di farmi assumere un ruolo da attivo. Anche gli switch che ho incontrato, una rara categoria di persone consapevoli, hanno sempre assunto ruoli attivi con me, e io ho ricambiato regalandogli qualcosa che di solito riservo solo alle donne. Credo sia per il mio aspetto fisico, ma soprattutto per quella timidezza che appunto, anche volendolo, non saprei controllare. E poi la determinazione che dimostro nell’accettare il ruolo.
«Va bene», ho detto mentre alzavo il sedere, «allora mentre mi do da fare con la bocca, tu controlla pure il resto».
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