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Gay & Bisex

Giovanni 2


di DaddyRic
19.05.2019    |    1.264    |    5 9.9
"Voglio il tuo cazzo!" Do un bacio a quel buchetto, faccio entrare saliva intorno all'aureola, appoggio la cappella, anch'essa ben insalivata..."
Giovanni 2. La presa
Sono passati due giorni e ho visto altri due appartamenti. Certo ci sono agenzie e agenzie, ma quella per cui lavora Giovanni ha, come dire, una marcia in più. Sarà che gli accompagnatori delle ultime visite erano decisamente più brutti dei locali che mostravano. Una poi era una megera da far passare qualsiasi voglia di socializzazione.
Altro che il sorriso e gli occhi di Giovanni!
Non mi esce dalla testa Giovanni. Ripenso alla sua bocca che accoglieva la mia cappella gonfia, a come la succhiava dolcemente come fosse il suo gelato preferito, a come la faceva scivolare giù in gola, spingendo il naso contro il mio corpo a inghiottirmi tutto. Mi è rimasta una voglia insoddisfatta, ancora. Ho stretto nella mano le sue sode mele, ho fatto godere il mio dito stuzzicando la sua rosellina...ma è il mio cazzo che la vuole cogliere.
Chiamo l'agenzia, sperando che mi risponda quella voce che voglio sentire. È lui.
"Buongiorno Giovanni, sono Riccardo M., certamente ricordi. Mi dicevi che avevi qualcosa di nuovo e interessante da farmi visitare. Ho un po di tempo libero e mi domandavo se potevi già mostrarmelo. Veramente sono da solo ma spero non sia un problema tornare per una seconda visita con mia moglie.." "Nessun problema? Grazie. Allora tra mezz'ora a via D'Annunzio."
Un colpo di fortuna! Mi ha risposto con la sua voce calda impeccabile e professionale ma ho avvertito subito la piccola pausa che ha fatto quando ho detto di essere senza mia moglie. Stava per darmi un indirizzo ma poi sono certo che me ne ha dato un altro, forse più adatto allo 'scopo'. Giovanni sa che bastano quattro pareti e un appoggio qualsiasi per le intenzioni che ho, anzi che abbiamo. So già che sarà mio e lui sa che, da come è andata la prima volta, questa è quella decisiva. Non sto nella pelle e sono già eccitatissimo al pensiero di cosa mi attende.
Eccolo, aspetta davanti ad un cancelletto verde. Mi vede e mi fa uno splendido sorriso. Stretta di mano formale, come tra un cliente e un fornitore. Non c'è gente in strada ma meglio contenere l'entusiasmo, almeno finché una porta si chiuda alle nostre spalle.
Giovanni apre una porta già pochi metri dopo l'ingresso del mini condominio. Il locale e al piano terra. Entro mentre lui è ancora alla porta e mi trovo in una stanza semibuia e vuota. Sento che la porta viene chiusa; una mandata.
Non c'è tempo per alcuna parola perché le nostre labbra sono intente subito ad altre faccende e le lingue svolgono il loro compito avvolgendosi l'un l'altra, assaporando ed esplorando.
Io accompagno il bacio stringendo Giovanni a me e gli faccio sentire tutto il mio desiderio stringendo i sui glutei e facendolo aderire a me come una ventosa.
"Ti voglio nudo...Spogliamoci."
"Aspetta, andiamo di là, c'è qualcosa di comodo." Mi dice con un sorriso molto malizioso e soprattutto con quei suoi occhi profondi e vivaci.
La stanza accanto è ugualmente vuota, a parte un divanetto e una vecchia sedia girevole da ufficio.
Ci spogliamo a vicenda tra un bacio e l'altro; gli abiti a terra, tutti.
Giovanni è ancora più bello di quanto già immaginavo. Un corpo armonioso e completamente glabro salvo la discreta peluria del pene. Un pene non eccitato e non particolarmente grosso, anzi. Ma bello esteticamente. Mi appoggio sul bracciolo del divano e lo attiro a me. Il mio cazzo è già ben irrorato e lo offro alla bocca che lo ha già una volta deliziato e che lo desidera. Lui mi succhia semi sdraiato sul divsno. Mi lecca divinamente la cappella. Chiedergli se gli piace il mio cazzo è superfluo ma lo chiedo lo stesso. Mi guarda e sussurra: da morire. E torna a riempirsi la bocca e a leccarmi l'asta che vibra al tocco della sua lingua. Un pompino stravolgente. Sono teso e spingo dentro la sua bocca. Poi gli afferro la testa e lo fermo, voglio essere io a condurre il gioco. Voglio essere io a scoparlo in bocca, col mio ritmo. Entrare, uscire, rientrare, affondare fino in gola. Giovanni si lascia scopare docilmente, non devo neppure più tenergli la testa sul mio cazzo, accompagna i miei movimenti, spinge quando spingo, si ritrae quando mi ritraggo.
Le mie mani scorrono sulla sua schiena e vanno veloci a palpare le rosee e sode mele. La mano più vogliosa striscia nel solco e conquista la tenera umida rosellina. Il medio ruota intorno allo sfintere e ne sollecita le pulsazioni. La prima falange si fa strada tra i petali e si gode la conquista vibrando. Mentre sditalino resto affascinato dalla bellezza sferica di quel culetto che ho davanti. Che sarà mio!
"Resta così" dico a Giovanni sottraendomi alle sue calde labbra e andando alle sue spalle.
"Ora dimmi che vuoi il mio cazzo in culo...so che lo vuoi...chiedimelo! Non vedi l'ora che ti entro in culo, vero?...dimmelo troietta!"
"Sono la tua troia, sì... Ti prego, Scopami...fammi quello che vuoi. Voglio il tuo cazzo!"
Do un bacio a quel buchetto, faccio entrare saliva intorno all'aureola, appoggio la cappella, anch'essa ben insalivata. Una stusciatina dall'alto al basso e mi rifermo sul buchetto. Leggera pressione e anche Giovanni spinge. Spingo un po di più e mi tiro indietro. Appoggio di nuovo e questa volta ne entra un bel po'. Sto fermo, carezzando i fianchi e la schiena. Spinta decisa. Gli sono dentro e sento brividi di piacere che corrono sulle mie gambe. Giovanni si muove lentamente e l'asta inizia il suo saliscendi in sincrono. Si alternano colpi profondi a lenti entra e esci. La colonna sonora è fatta da un continuo sincopato mugolio a due voci e da colpi di piatto prodotti dal mio infierire sulle natiche della mia troietta. Dio. come godo!
Sono travolto da una scarica elettrica che mi corre su tutto il corpo e con un affondo scarico tutta la mia sborra in fondo alle viscere di Giovanni, cha sentendomi venire mi regala una serie di contrazioni mi svuotano completamente. Resto dentro e mi sdraio sul mio amante baciandolo al collo. Con una torsione lui mi offre le sue labbra e mi perdo in un lungo bacio. Ci stacchiamo e riprendiamo la posizione eretta. Mi ricompongo mentre Giovanni in bagno si da una sciacquata.
Usciamo insieme, sono passati forse soloo 45 minuti e ognuno di noi torna alle sue faccende quotidiane. Ma sappiamo entrambi che ci saranno altre visite da fare. E il lavoro di Giovanni è perfetto per dar sfogo ai miei e ai suoi desideri. Sento che diventerà il mio boy.
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