Il mio primo vero...amore (parte 3)
Mi feci coraggio: - Ora o mai più, pensai. Alzai la testa e gli diedi un bacio sulla guancia, ma subito dopo gli girai il viso e tentai di baciarlo. -No, Andrea cosa fai! Il mio viso si fece scuro, non riuscii neanche a scusarmi. Lui aggiunse: - Ascolta Andrea non fraintendere, non mi scandalizza la cosa, te l'ho detto, ho capito subito, ma ti rendi conto di quello che stavi per fare? Qualcosa che ti avrebbe fatto stare male per tutta questa situazione. E poi non dovresti farlo con qualcuno della tua età a cui tieni molto? E so che non può essere Roberto perché etero. Io e lui ne abbiamo parlato molte volte, gli ho parlato di bisessualità dicendogli anche che a me durante la leva militare è successa una cosa fortuita con un commilitone, proprio per fargli capire che non c'è nulla di male e che a me non sarebbe cambiato nulla, in caso a lui fossero piaciuti i ragazzi.
Io ero basito a sentire lui confidarmi che fosse probabilmente bisessuale. E anche se scoraggiato dal suo richiamo a fermarmi, decisi di insistere a modo mio: - Alessandro, so che è tutto assurdo e capisco il tuo discorso corretto da padre, ma tu mi hai colpito per la tua bellezza disarmante, la protezione che mi trasmetti e l'apertura mentale che possiedi. E poi vorrei chiederti una cosa con la massima lealtà: ti piaccio fisicamente almeno? Lui rimase in silenzio un attimo poi disse:- Non è quello, è innegabile, sei un bel ragazzo, anzi se fossi coetaneo al posto di Roberto, sicuramente scoprirei qualcosa in più di te che un po' mi affascina, sarà il tuo sorriso, il modo di porti con delicatezza e rispetto...ma il punto è...- Il punto è, lo interruppi- che sento un'attrazione fortissima per te, Alessandro, e anche se non dovrei dirlo, ho una voglia matta di baciarti per cui ti prego, riportami a casa così finisce questo momento imbarazzante ed emozionante come non mai. Ho fatto solo una bruttissima figura, lo so, ma mi hai fatto capire che bisogna provare ad esprimersi e lo sto facendo. Perdonami.
Accese l'auto, poi la spense dopo un attimo: - Cazzo, Andrea, cosa mi hai fatto! Lo guardai in basso, era in tiro di brutto, ma evidentemente non voleva compromettersi. Erano quasi le otto, dovevo rientrare. Mi guardò con indecisione, sapevo che se avessi riprovato a baciarlo, non avrebbe resistito.
-Baciami, Alessandro e fammi provare l'emozione più bella che aspettavo da tanto e poi se vorrai sparisco per sempre senza chiederti più nulla. Mi riprese il viso con la mano, mi accarezzò la bocca col dito e mi disse: - Sei proprio sicuro che vuoi che lo faccia? Io annuii leggermente, lui si avvicinò delicatamente, appoggiò la sua bocca sulle mie labbra che erano ormai asciutte per l'emozione, il cuore impazziva. Il mio cazzo era duro che sembrava esplodere. Alessandro aprì leggermente la bocca io feci altrettanto. Si staccò un secondo, riprese più deciso, mi baciò, lo baciai, aprimmo la bocca, le lingue iniziarono a intrecciarsi con passione, avidamente. Mi stava baciando come un maschio, sapeva di maschio, il suo sapore era buono, dolce, ma maschio. La sua lingua mia avvolgeva. Non riuscivamo a staccarci, iniziò una limonata pazzesca. Intanto io gemevo delicatamente e lui ricambiava. Si fece scappare un piccolo -Sì- mentre gli avevo preso il viso con le mani. Poi presi a mordicchiarlo leggermente, il labbro, il mento, poi di nuovo la bocca. Ci staccammo. Gli chiesi se gli era piaciuto, perché a me aveva mandato in estasi. Lui rispose sorridendo:
- Direi di sì, mostrandomi con gli occhi la sua tua. Era gonfissimo, doveva avere una mazza esagerata sotto quel rigonfiamento. L'uccellone di un bel "daddy" vissuto. Notai che si era addirittura leggermente bagnato, mi disse che era una sensazione non provata da tempo. Lo accarezzai, volevo sentirlo in mano, ma lui mi fermò. Erano quasi le otto e mezza, troppo tardi per proseguire. Io capii e non mi opposi. Mi portò a casa e mi disse che ora era nelle mie mani se avessi voluto metterlo nei casini. Gli dissi di stare tranquillo e che se lui avesse preferito, avremmo cancellato tutto l'accaduto e non sarei più andato a studiare a casa. Mi disse di continuare l'amicizia con Roberto e aggiunse che era stata una serata emozionante anche per lui.
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