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Il nuovo compagno d’appartamento: Trio (3)
05.12.2025 |
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"Feci mettere in piedi Manolis, mi avvicinai al pisello di Spiros e, dopo aver raccolto un bel po’ di saliva, ce la lasciai scorrere sopra..."
Il libidinoso piano dello studente universitario greco che divide l'appartamento con altri due è in pieno svolgimento e ha ormai coinvolto sia il più giovane Manolis, che ha suscitato i suoi appettiti sin dal suo recente ingresso nella casa, sia il suo coetaneo Spiros, che ha scoperto avere davvero, come spesso vantato, un incredibile cazzone. Entrambi apparentemente etero sino a poche ore prima.Manolis tornò dal bagno e ci trovò ad accarezzarci e masturbarci il pisello. Non riuscivo a capacitarmi di come ancora non fosse venuto.
"Non avrai mica sborrato mentre eri in bagno, spero!"
"No", mi disse tenendo la testa abbassata come se si vergognasse per quello che era successo. Dovevo riattizzarlo.
"Non ti è piaciuto leccare il pisello?" gli chiesi prendendolo in giro. Non rispose: era urgente fare qualcosa. Gli dissi di avvicinarsi e cominciai ad accarezzargli il pisello che gli si era ammosciato. Con una mano strofinavo il cazzo di Spiros, sdraiatosi sul letto, con l’altra quello di Manolis, che sembrava pian piano abbandonare la vergogna iniziale. Dopo averlo risvegliato, me lo infilai in bocca e cominciai a leccarlo. Per l’eccitazione la cappella era uscita fuori per bene ed era ormai lucida per la mia saliva. Da un momento all’altro avrebbe sborrato, mentre il pisello di Spiros cominciava a indurirsi nella mia mano. Con uno scatto lo presi dalla schiena e lo feci girare di spalle, con le mani appoggiate alla scrivania e il culo sporto in fuori.
Un altro culo che volevo sfondare a tutti i costi: dalla pelle scura, piccolo, senza peli. Senza mollare la presa dal suo pisello cominciai a leccargli le natiche. Erano calde e il sudore le faceva risplendere. Spiros ormai si era eccitato per bene, a giudicare dal fatto che il pisello aveva riassunto la sua enorme dimensione. Volevo assolutamente ricominciare a leccarglielo ma adesso aveva la precedenza Manolis. Dissi a Spiros di avvicinarsi e gli feci afferrare con una mano una chiappa di Manolis, mentre io tenevo aperta l’altra. Il buco apparve proprio davanti a noi: un buchetto scuro, quasi glabro ed ermeticamente chiuso. Per il momento, almeno.
"Ti piace il suo buchetto?", chiesi a Spiros. Lui lo guardava quasi ipnotizzato perché era la prima volta che vedeva così da vicino un buco del culo del genere.
"Accarezzalo", lo incitai. Sembrava non sapese cosa fare, ma appena ci stese sopra la mano prese fuoco: cominciò a massaggiarlo forte, con le sue dita che facevano su e giù e spingendole in avanti e in dentro quando arrivavano al centro. Il respiro gli si fece più pesante, mentre Manolis non faceva che mugolare dal piacere. Era giunta l’ora: mi misi in bocca il dito di Spiros e cominciai a fargli quel che poco prima facevo al suo pisello. L’odore del culetto di Manolis e del pisello di Spiros risvegliarono subito il mio cazzo. Spiros si menava il pisello mentre il suo dito mi scopava la bocca, io con una mano masturbavo il mio e con l’altra quello di Spiros. Mi tirai fuori di bocca il dito di Spiros e sputai sul buco di Manolis. Dopo averlo cosparso della mia saliva, avvicinai il dito di Spiros e ce lo appoggiai sopra.
"Sai quello che devi fare, vero?", gli dissi, e adesso con le mani tenevo aperte le chiappe di Manolis. Spiros cominciò a spingere il dito nel culo di Manolis, che emise un potente “aah...”, più di dolore che di eccitazione.
Portai subito una mano sotto le sue gambe e cominciai a menargli il pisello, perché il dolore non gli facesse perdere l’eccitazione. Il dito di Spiros continuava a entrare nel buco di Manolis e lui a gridare. Quando fu entrato tutto dentro, ce lo tenne per un po’ e poi cominciò a estrarlo lentamente, facendolo urlare di dolore. Quando l’ebbe tirato fuori del tutto, ci sputò sopra, sputò anche sul buco del culo e cominciò a rinfilarlo dentro. Il dolore risultava ancora insopportabile per Manolis, quindi decisi che dovevo intervenire in qualche modo: lo tirai più in avanti rispetto alla scrivania, mi ci inginocchiai davanti e gli presi il pisello in bocca.
I suoi “aaah...” di dolore si mischiavano ormai ai “mmm...” di eccitazione. Il pisello gli era diventato d’acciaio e dalla cappella non smetteva di fuoriuscire liquido prespermatico. Sentii Spiros sputare un’altra volta e dopo un po’ capii che glielo aveva rinfilato in culo. Questa volta Manolis non gridava più, si godeva soltanto il bocchino che gli stavo facendo. Dopo un po’ Spiros cominciò a scoparlo regolarmente con il medio. Ogni volta che glielo infilava dentro, il suo pisello affondava ancor più nella mia bocca.
"Che razza di culo stretto hai… Ti piace che te lo rompo con il mio dito del cazzo, eh? Fammi sentire che lo dici: ti piace, eh?"
"Aaaaah sì, mi piace, così, scopami il culo… aaah… così!"
Non credevo alle mie orecchie. Il mio compagno d’appartamento si era ormai arreso alla libidine. Il dolore aveva fatto spazio al piacere, mentre Spiros gli scopava il buchetto e lui mi scopava la bocca con il suo cazzo. Improvvisamente lo sentii indurirsi nella mia bocca e capii che stava per eiaculare.
"Vengo", mi disse con voce tremante.
"Rompigli il culo più velocemente", dissi a Spiros. Lui cominciò a fare su e giù come un matto con il dito nel buco di Manolis, gemendo di piacere, mentre io tirai fuori il suo cazzo dalla mia bocca masturbandolo.
Ma Manolis fece qualcosa che mi spiazzò: se lo prese di scatto con una mano e con l’altra mi afferrò la testa e ce la avvicinò. Prima che riuscissi a reagire sulle mie labbra atterrò un getto bollente di sperma. Manolis gridava dall’eccitazione mentre scaricava il suo carico sul mio viso. Provai a tirarmi indietro ma mi teneva stretta la testa. Mentre stava venendo aprii la bocca e uno schizzo di sperma mi piombò sulla lingua. L’assaggiai e me la lasciai colare sul mento, ormai pieno di sborra che ramazzava col pisello. Me l’infilò di scatto in bocca, farcendola con i suoi umori. Cominciai a leccarglielo raccogliendoli sull’orlo delle labbra e facendoli scorrere sul suo pisello. Lo afferrai e cominciai a menarlo per bene, lo sperma me lo faceva scivolare nella mano.
"Ti è piaciuto?", gli chiesi. Rispose affermativamente. "Ne vuoi ancora?", chiesi di nuovo con il sorriso più osceno che mi uscì.
"Sì, sì!", rispose.
"Vieni che te ne do io", sentii dire a Spiros e guardai dalla sua parte. Si era sdraiato sul letto e si trastullava quella bestia di attrezzo che si ritrova. Dalla posizione in cui era sembrava ancora più grande, con i coglioni che gli pendevano dalla radice e le vene che si erano gonfiate. Manolis non perse neppure un minuto. Gli si inginocchiò di scatto davanti e glielo prese in mano. Ci riusciva a stento. Lo masturbava con la mano e lo guardava con un espressione di meraviglia.
"Che cazzone incredibile!", gli sentii dire.
"Ti piace, eh? Se te lo metti in bocca, ti piacerà ancora di più."
Non se lo fece ripetere un’altra volta. Aprì la bocca e ci infilò dentro la cappella. Abbassò un po’ la testa cercando di prendere quanto più gli riuscisse di quel pisello divino. Poco oltre la metà si fermò e cominciò a risalirci spingendo le sue labbra sul pisello di Spiros. Con una mano l’aveva preso dalla base e lo stringeva, mentre con l’altra massaggiava i suoi coglioni pesanti. Spiros gli mise una mano sulla testa e spinse giù con forza, facendo affondare il suo cazzo ancor ancor di più nella bocca di Manolis. Lo sentivo emettere brevi e intermittenti “mmm...” ogni volta che la sua testa si abbassava sul cazzo di Spiros e lo invidiavo: volevo provare anch’io di nuovo quel pisello in bocca.
Mi inginocchiai a fianco di Manolis, levai la sua mano dal cazzo di Spiros e ci misi la mia stringendolo e sentendo le sue vene disegnarsi sulla mano. Incominciai a masturbarlo fin dove c’era il mento di Manolis, che gli stava leccando la cappella. Mi avvicinai ancora di più e presi a leccarlo da lì in giù: era ancora più caldo di prima e durissimo. Abbassai la testa di Manolis sulle palle di Spiros, scoprendo così il suo glande umido. Aprii la bocca e ce lo affondai dentro, caldo com’era e scivoloso per la saliva di Manolis. Spiro non smetteva di gemere, dato che ora Manolis gli stava succhiando le palle e io leccandogli il suo enorme pisello. Prese le nostre teste e le spinse sul suo cazzo: leccavamo entrambi come matti. Dopo un po’ Manolis alzò la testa e la portò accanto alla mia, tirando fuori la lingua e cominciando a leccargli insieme a me la cappella. Le nostre lingue avevano ormai preso fuoco concentrandosi esclusivamente sul cappellone di Spiros, che stava impazzendo dal piacere.
"Ecco così, leccatemi il cazzone… aaah, sì, così… aaah..."
Afferrai la testa di Manolis e cominciai a fargli fare su e giù sul suo cazzo allo stesso ritmo con cui abbassavo la mia. Non so se ero più eccitato perché stavo leccando un cazzo così imponente o dalla vista di come Manolis se lo stesso godendo quanto me. Il pisello di Spiros si era pericolosamente gonfiato e dal suo buchetto gocciolava ormai liquido prespermatico: il momento era arrivato.
Lasciai che il pisello glielo leccasse solo Manolis e mi misi dietro di lui. Avevo dimenticato quanto volessi scoparmi il suo culo. Senza perdere un minuto aprii le sue chiappe e ci infilai in mezzo la faccia. Manolis, senza farsi uscire di bocca il cazzo di Spiros, gemeva dal piacere. Io gli leccavo vorticosamente il suo buchetto che non sapeva quel che lo attendeva. Sputai sul dito e ce lo infilai: questa volta si infilò facilmente, facendomi eccitare come un matto al pensiero che fosse ormai pronto per il cazzo. Presi a scopargli il buco, come faceva prima Spiros: ogni volta entrava con maggiore facilità. Manolis gemeva per il ditalino che gli stavo facendo e che non avevo intenzione di interrompere. Sputai sul suo buco e ci infilai due dita, aspettandomi che sarebbero entrate con difficoltà, ma vedendole sparire nel suo buchetto stavo quasi per venire: era ormai aperto e le prendeva con grande facilità.
"Vedi come il tuo buchetto è fatto per il cazzo, eh? E mi facevi pure il difficile? Te lo rompo ora, stronzetto."
Volevo ripagarlo per ogni volta che mi aveva fatto innervosire. Presi a scoparlo più velocemente e più a fondo, gemendo dal piacere. Lui si tolse il pisello di Spiros dalla bocca, dopo un bel po’, soltanto per cominciare a gridare.
"Aaah… sì, infilamelo dentro, così, scopami il culo..."
Quelle parole mi eccitarono ancora di più, ma non mi accontentavo solo delle dita. Mi alzai di scatto e portai il cazzo davanti al suo buco del culo. Già solo a quella vista dalla cima della mia cappella cominciarono a uscire gocce di liquido. La avvicinai e lasciai che gocciolasse sul suo buco. Mi chinai e cominciai a leccargli il buco, facendo eccitare il mio cazzo ancor di più. Lo presi in mano e presi a sbatterlo sulle sue chiappe. L’unione di saliva e liquido dal mio pisello era quanto di più adatto per quel che avevo in mente.
Lo presi dai fianchi e lo tirai su. Gli dissi di andare a prendere alla sua scrivania un profilattico...
"Sei pronto per quello che ti ho promesso?", chiesi a Spiros sdraiato che aveva capito al volo cosa intendessi, sorridendomi. Mi inchinai velocemente tra le sue gambe, assaggiando un po’ di quel cazzo divino. Manolis era ora dietro di me e mi sorprese ancora una volta. Mi stava accarezzando il culo spingendoci dentro due dita che scomparirono ben presto nel mio buco. Era diventato un esperto libidinoso! Sorpreso, rimasi così per un po’, con il cazzone di Spiros in bocca e Manolis che mi scopava con le dita.
Quando però mi ricordai quel che dovevo fare, mi alzai subito e presi in mano il profilattico, lo tirai fuori, afferrai il cazzo di Spiros dalla base e glielo infilai. Ci sputai sopra e per spalmarlo meglio usai la bocca (altra scusa per un bocchino…). Dopo averlo inumidito ben bene, afferrai Manolis e lo girai con la schiena verso Spiros.
Lo guardai negli occhi e dissi: "Sieditici sopra".
Senza pensarci due volte si avvicinò ancor più e cominciò ad abbassarsi. La cappella di Spiros si trovava a qualche millimetro dal culetto vergine del mio compagno d’appartamento. Solo a questa vista il cazzo prese a farmi male dalla libidine. Spiros teneva il cazzo dritto con una mano e con l’altra teneva aperta una chiappa di Manolis. La punta del cazzo era ora appoggiata sul buco del culo di Manolis. Entrambi avevano la stessa espressione sul viso ed emettevano esattamente gli stessi suoni: eccitazione al massimo!
"Metti il culo sul mio cazzone che te lo rompo, dài...", sentii dire a Spiros. Manolis si abbassò ancora e la cappella di Spiros iniziò a infilarsi nel suo buchetto. Ovviamente il dolore era grande, come potevo capire dai suoi guaiti. Ma per fortuna i miei liquidi e la saliva fecero da lubrificante e con un altro po’ di spinta la cappella di Spiros sparì del tutto nel culo di Manolis.
"Ti scopo, bel culo… Ma quanto è stretto questo buco, stronzo… aaah".
Ma a quanto pare solo Spiros stava godendo, perché l’espressione sul volto di Manolis non era affatto di piacere. Serviva altro lubrificante. Feci mettere in piedi Manolis, mi avvicinai al pisello di Spiros e, dopo aver raccolto un bel po’ di saliva, ce la lasciai scorrere sopra. Girai anche Manolis verso di me, aprii il suo culetto e sputai sul buco, infilando due dita perché si aprisse. La facilità con la quale entravano mi sembrò incredibilmente eccitante. Lo girai velocemente e gli dissi di sedercisi sopra di nuovo. Questa volta la cappella di Spiros scivolò con nel buchetto facilità e ora provava piacere anche Manolis. Mi piegai subito sotto il suo culo e presi a leccare il cazzo di Spiro per farlo scivolare più facilmente, mentre con una mano avevo preso Manolis dal fianco e lo spingevo verso il basso.
Il cazzo mi stava per scoppiare. La mia lingua lubrificava il pisello di Spiros e sopra alla mia testa il culetto di Manolis ne prendeva sempre di più. Dopo averlo affondato un altro po’, dissi a Spiros di fermarsi per farlo abituare un po’ alla sua grandezza e mi misi a leccarglielo per non fargli perdere l’eccitazione. Anche il mio non restava comunque indietro: aveva tirato fuori tutta la cappella ed era duro come acciaio. Con l’altra mano un po’ più in basso massaggiavo i coglioni di Spiros: ribollivano e preparavano un altro carico pesante e godurioso.
Dopo un po’ mi tirai su e appoggiai le braccia di Manolis sulle mie cosce, dicendogli di sollevarsi lentamente. Tirò su il bacino strofinando il suo buchetto sul pisello duro di Spiros; gli faceva male ma non protestò. Dopo gli dissi di sedercisi di nuovo lentamente, così come fece. Questa volta fu più facile, ora lo faceva da solo: un lento su e giù sul cazzo di Spiros, che non smetteva di gemere dal piacere.
Ma non mi bastava. Volevo vedere questo pisello enorme scomparire nel culetto di Manolis e spaccargli il buco, come avevo tante volte immaginato di fare io stesso.
(segue finale)
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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