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La mia estate... 2 - l'assalto al culetto
28.06.2026 |
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"Usai il manico di una spazzola che era lì come un dildo e mi stantuffai il sedere per un po'..."
Passò circa un anno da quella estate. Era inizio giugno e si avvicinava il momento di trasferirsi di nuovo nella piccola dimora estiva. E si avvicinava di nuovo il momento di rivedere mio cugino. Nonostante avevamo un rapporto intenso e passavano 2 o 3 mesi all'anno praticamente inseparabili, durante i mesi invernali non ci vedevamo né tantomeno sentivamo affatto. Era da sempre così. Io avevo trascorso un anno tranquillo con amici ed avevo avuto anche qualche storiella interessante con ragazzine molto carine. Il tempo dei pompini e delle bevute di sborra era ormai un ricordo lontano. Per questo l'idea di rivedere mio cugino mi metteva un pochino di ansia. Pensavo di mettere subito in chiaro che avevo avuto conferma di quanto mi piaccia il sesso femminile e che quindi quella parentesi dello scorso anno doveva ritenersi conclusa. Ma come l'avrebbe presa? Avrebbe subito rispettato questo mia volontà? Temevo che, conoscendolo, avrebbe potuto dire tipo - "si si ok, bravo. Sono d'accordo... Però ora va giù in ginocchio e apri la bocca. Mi sta scoppiando il cazzo giuro e voglio sborrare dentro la tua bella boccuccia! Dai non rompere, mi svuoti le palle l'ultima volta e poi tranquillo, facciamo come dici tu" - o qualcosa del genere...Il tempo volò, in men che non si dica mi trovai lì nel solito villaggio.
Vi risparmio i momenti del nostro incontro e delle mie ansie a riguardo. Vi dico solo che, con mia grande sorpresa, le mie preoccupazioni si sciolsero quasi all'istante. M fu affettuoso come al solito, ma lo percepii molto diverso. Più maturo, cresciuto. Era passato un anno certo. Io ero appena diventato maggiorenne e lui ne aveva 17. Ma nel giro della prima settimana non ci fu alcun episodio. Nulla. Come se l'anno prima nulla fosse accaduto. Come se fosse stata solo mia immaginazione. Non mi spiegavo come fosse possibile che nemmeno una parola o un pensiero o una battuta fosse uscita dalla sua bocca a riguardo. Appena un anno prima, cioè l'ultima volta che ci eravamo frequentati, il suo cazzo era stato più nella mia bocca che nelle sue mutande. La mattina quando ero solo mi veniva a svegliare picchiettando la mia faccia con il cazzo già duro "bussando" con esso sulle mie labbra finché, una volta aperte, lo infilava prepotente muovendo il bacino avanti e indietro offrendomi, al posto del caffè, la prima sborrata espressa. E la sera quasi sempre, nel giardino delle nostre casette adiacenti, pretendeva il pompino della buonanotte, dietro la siepe. A volte, dopo che glielo avevo già succhiato da poco, protestavo: - Dai, ti prego è tardi. Ho ancora il sapore del tuo sperma in bocca. Ma che cazzo ma non ti basta mai!! Sono stanco morto, basta...
E lui: - No ce l'ho duro dai sennò non dormo bene, che ti costa?! Vai giù e apri la bocca, faccio tutto io.
E puntualmente, arrendevole, mi mettevo in ginocchio. Lui mi prendeva la testa tra le mani e in 2 minuti si scopava la bocca fino a scaricare dentro l'ultima sborrata del giorno. Io tornavo a casa furtivo sempre con la bocca impastata e qualche volta con vistose macchioline di sperma sulla maglietta.
E ora tutto questo era scomparso all'improvviso. Silenzio assoluto. Feci riflessioni su come affrontare la situazione. Pensai cosa dire, come chiarire l'argomento. Ma alla fine, dato che le cose si erano messe nel migliore dei modi, pensai di lasciare tutto così e comportarmi anche io trattando il rapporto dell'anno precedente come un capitolo chiuso. D'altronde era proprio quello che volevo.
Arrivò dopo qualche altro giorno, una sera in cui nel villaggio era organizzata una delle solite feste estive a tema. Una festa in maschera. Il tema era "cinema, serie tv ecc". Durante la mattina, al mare, venivano fuori idee e se ne bocciavano altre. Non era facilissimo organizzare qualcosa di carino ed originale, considerando il guardaroba molto ridotto delle case di vacanza. Volevamo, tra l'altro, cercare di creare due costumi legati tra loro. Tipo Batman e Robin, o un cow boy ed un indiano o qualcosa del genere.
La sera eravamo a casa sua. I "grandi" erano tutti usciti per cenare fuori a Sperlonga. C'erano vestiti a terra, cassetti vuotati, indumenti provati e scartati. Nel vuoto di soluzioni più totale. Finché passò mia cugina, la sorella più grande di M, che aveva qualcosa da prendere a casa per uscire poi con gli amici che la stavano aspettando fuori.
- Che macello! Ma che dovete fa'? Possibile che ancora così state? Ma che ci vuole dai, no vi organizzo io. - disse.
M, che stava tentando di vestirsi da qualcosa, aveva un pantalone attillato e una camicia. La sorella ebbe una intuizione. Dato il taglio di capelli con basetta piuttosto pronunciata, disse: - Vieni qua, a te ti risolvo subito.
Gli mise una cravatta e una giacca rossa un po' oversize che aveva nell'armadio. Infine gli sistemò i capelli e mettendogli una sigaretta fra le labbra esclamò: - vi presento Arsenio Lupin!
Ridemmo stupiti all'istante. Effettivamente era davvero somigliante! L'entusiasmo si spense però sul mio viso quando le dissi scoraggiato: - E ora io che personaggio faccio?
Lei: - mammamia ci sono centinaia di possibilità! Ora vediamo...
Io: - perché noi volevamo fare qualcosa di collegato... Però jigen è difficile perché non c'è nulla di nero e soprattutto non ci sono cappello e pistola, fondamentali. E Goemon ancora peggio perché servirebbe un kimono e la spada.
Seguirono attimi di silenzio, poi lei esplode: - Siiii, ci sono! Fai Margot è perfetto!
Io: - Margot?? Mi dovrei vestire da femmina? Sei già ubriaca?
M seguiva il battibecco in silenzio, divertito.
Poi lei concluse: - che pesantezza, è una festa. Sarà divertente! Sentite sono in ritardo e mi stanno aspettando qui fuori. Ho 5 minuti contati. Quindi mo zitto zitto vieni con me e ti fai preparare. M Tu aspetta qua sennò facciamo casino e non combiniamo niente. Poi dopo se vi piace bene, sennò vi cambiate e vi vestite da quel cavolo che vi pare!
Intimorito la seguii nella sua stanzetta in silenzio.
Le chiesi: - come è vestita Margot, non ricordo...
Lei: - te lo dico, è facile. Da gnocca zoccola!
Ridemmo. Nei successivi 10 minuti mi stravolse del tutto.
Mi attaccò i capelli in testa con un chilo di gelatina. Mi mise velocemente smalto rosso sulle unghie delle mani. Passò a quelle dei piedi.
- Sui piedi no! Non serve dai.. - provai a protestare.
- Sui piedi è fondamentale per sembrare una puttanella - Affermò lei.
Mi mise delle calze a rete con maglia medio larga, una minigonna nera a filo culo, una magliettina elastica rossa con manica cortissima (sopra la spalla) e stretta da una molla sopra l'ombelico. Io non avevo peli sul corpo. Quei pochi sulla pancia vennero sradicati da una striscia adesiva. Poi passò al viso. E qui diede il meglio di sé, con rossetto rosso fuoco che mi raddoppiò le labbra, trucco che mi esaltò gli occhi dandogli un taglio un po' orientale e fard o ciprie che mi scavarono le guance e modellarono il viso. Tutto ciò in 10 minuti esatti. Era un talento. Ma tutto questo lo posso dire adesso. Mentre mi preparava non potevo guardare uno specchio. Non avevo idea del suo operato perché, data la fretta, non mi permetteva di fare nulla se non stare fermo e lasciarle fare tutto.
Appena finì mi guardò e disse: - Mammamia quanto sei gnocca! Davvero non me l'aspettavo. Stai attento stasera e stai sempre con M mi raccomando che c'è gente strana in giro! Ora devo scappare, divertiteviii!! - e sparì.
Lentamente mi diressi nell'altra stanza, dove era M. e dove c'era un grande specchio di fianco al letto. La curiosità di vedere l'opera di mia cugina era tanta. Mista ad una sensazione di imbarazzo e vergogna, sapendo di stare per mostrarmi a mio cugino in versione "lady".
Entrai nella stanza con un sorriso stupido stampato sul viso. Anche lui sorrideva. Poi, quasi all'istante, quel sorriso svanì e divenne molto serio. Mi fissava. Senza più ridere. Io continuai quella risata idiota e un po' isterica dovuta all'imbarazzo. Poi, vedendo la sua faccia seria e quasi preoccupata, mi fermai.
- che c'è - gli chiesi. - è successo qualcosa?
Lui mi fissava, impassibile.
Avanzai fino allo specchio e mi guardai. Anche lui spostò lo sguardo sullo specchio.
Entrambi fissavamo quella immagine riflessa. L'immagine di una ragazza. Non c'era più nulla di me. C'era solo una bellissima ragazzina. Di una bellezza mozzafiato. Quella strega di mia cugina aveva cancellato ogni minima ombra maschile da quel corpo, sostituendolo con quello di una ragazzina tosta, provocante, sexy e vogliosa. Gli zoccoletti aperti (gli unici che forzando un po' si erano adattati) lasciavano intravedere piedini smaltati e fasciati da rete nera. Quel po' di tacco mi dava una postura tale che per mantenere l'equilibrio dovevo per forza spingere fuori il culetto stretto nella minigonna nera. Le chiappette che si intravedevano erano praticamente nude perché ero stato costretto ad indossare una mutandina quasi a filoculo. Il trucco mi donava lineamenti da bambolina sexy con una boccuccia a cuoricino rossa.
Restammo un po' così, muti. A fissare quella "lolita" nello specchio. Poi all'unisono ci guardammo negli occhi. Provando a parlare, ma senza dire nulla.
Lui mi toccò il viso, con una carezza leggera. Quasi per capire se tutto ciò fosse reale. Mi passò l'indice sulle labbra. Tutto intorno. Le aprì leggermente e mi toccò i denti. Mi venne spontaneo aprire un po' la bocca e accogliere quel dito sulla lingua. Gli chiusi le labbra intorno. Quando lo estrasse uscì bagnato e un po' colorato dal rossetto. Lo guardò, lo portò alla sua bocca. Delicatamente assaggiò. Erano momenti lunghi dettati da movimenti lenti. Si avvicinò per odorarmi. Sentivo il suo respiro sulla pelle, provocandomi brividi. Il naso mi sfiorava il collo. Girai la testa e senza volerlo toccai le sue labbra con le mie. Mi staccai subito, ma restarono comunque pochi centimetri tra le nostre bocche. Non mi piacciono gli uomini, nonostante tutto. L'idea di baciare un maschio mi ha sempre nauseato. Ma in quel momento il tempo si era fermato e non c'era spazio per ragionare. M. portò una mano giù, sotto la gonna, e mi accarezzava una natica. La punta delle dita era nel solco e lo percorrevano tutto, avanti e indietro, accarezzando appena il buchetto coperto dal filo della mutandina. I battiti del mio cuore erano accelerati. Non c'era il tempo per pensare. Era una situazione assurda. La mente avrebbe voluto dirmi di fermarmi. Invece cominciai ad ansimare sommessamente. La sua mano continuava l'esplorazione del mio culetto sodo. Con un dito spostò la mutandina al lato del buchetto e lo accarezzò esternamente. Chiusi gli occhi, sospirai rumorosamente e poggiai leggermente le mie labbra sulle sue nel tentativo di bloccare il mugolio. Poi all'improvviso la punta del suo indice entrò dentro il buchetto. Non me l'aspettavo, sobbalzai e mi staccai da lui.
- Scusa scusa ... - disse lui.
- No, non fa nulla... cercai di accomodare.
Poi continuai: - vabbè dai abbiamo perso il controllo e ci siamo lasciati andare... Ricomponiamoci. Forse è meglio che mi cambio... Che dici?
Dissi ridendo e feci un passo indietro cercando di allontanarmi ma lui mi afferrò forte il polso, bloccandomi.
Riprese a fissarmi senza lasciare la salda presa sul polso. Infine portò la mia mano sulla patta dei suoi pantaloni. Era gonfio e duro come il marmo. Tastai bene. Sentii chiaramente l'asta nella mano, che strinsi e feci scorrere su e giù più volte. Dalla base alla cappella. Era da tanto che non gli toccavo il cazzo. Era passato un anno. - Eh... Stai messo male! Sarei io a provocare tutto ciò? - Commentai con un sorriso provocante, stringendogli ancora il cazzo in mano. Lui, serio, annuì.
- e ora come la mettiamo? - continuai maliziosamente.
- non so... Sei... pazzesca!! -
- ma dai, che dici! Fai il serio.. - dissi sorridendo. - E poi... Semmai pazzesco! Sono tuo cugino, non ti scordare.
- Sono serissimo - puntualizzò con sguardo deciso. - più ti guardo e più mi fai impazzire.
Poi, infilando la sua mano sotto la minigonna continuò - ma guardati. Hai un culetto da urlo! -
Strizzando prima una natica nella mano e infilando poi le dita nel solco disse: - non ti piace? -
La sua mano percorreva tutta la zona tra le chiappe. Saliva e scendeva giù fino alle palle. Leggermente e delicatamente passando accarezzava il mio buchetto.
- è liscio e morbido. Non c'hai un pelo! - commentava
- Lo.. lo so - risposi imbarazzato - non so perché ma lì non mi crescono.. -
- che meraviglia! - disse tra sé. - almeno fammelo vedere bene. -
Mi prese le spalle, mi girò verso lo specchio. Lui era dietro di me. Mi fece una delicata pressione verso il basso. Seguii i suoi movimenti e mi trovai piegato. Poggiai le mani sulla consolle attaccata al muro sotto lo specchio.
- resta così - mi disse nell' orecchio e si inginocchiò dietro di me
Sentii le sue mani alzarmi quella piccola gonna fino in vita, lasciando il culo scoperto. Infilando le dita nella rete delle calze le strappò. Con le mani prese ad accarezzare e stringere entrambe le natiche. Poi schioccò un sonoro bacio su ognuna di esse. Sentivo che parlava da solo: - io non ho mai visto una ragazza con un culetto così bello -
Ignorandomi del tutto continuò a trafficare alternando baci, morsi e strizzate con le mani. Poi si fece più audace. Senza dire nulla mi divaricò leggermente le gambe. Scostò su un lato il filo di mutanda che mi copriva ed allargò le chiappette. Infine si fiondò con la bocca sul buchetto ormai scoperto. Lo leccò con passione, come fosse l'oggetto del suo più grande desiderio. Percorse tutto il solco con la lingua più volte, riempiendolo di saliva. Ad ogni passaggio si soffermava sull'ano facendovi roteare la lingua intorno e premendo con la punta cercando di entrare.
Fu tutto improvviso. Fui travolto da sensazioni sconosciute. Quel trattamento mi provocò brividi lungo la schiena. Le gambe tremanti a stento mi sorreggevano e avevo il volto in fiamme. Stavo godendo. Era diverso dal piacere che ti dà una sega, ma era un grande piacere. Quando sentivo la lingua sul buco provavo a rilassare per permetterne l'ingresso. Si perché l'avrei fatta entrare. Lui dovette accorgersene perché sentii che sostituì la lingua con le dita. Massaggiò con il pollice e l'indice e, approfittando del culetto tutto bagnato di saliva provò a farne entrare un pochetto. Io non lo ostacolai. Con la mente annebbiata dal piacere provai addirittura a spingere contro il dito per accoglierlo maggiormente. Lui infilò mezzo indice dentro. Con il buco così ben lavorato, bagnato e con la mia collaborazione quel dito non incontrò molta resistenza. Lentamente M. estrasse il dito lasciandone una puntina dentro. Poi lo spinse piano ma fino in fondo. Mi penetrò con altri 3 o 4 affondi, accompagnati dai miei gemiti sommessi. Poi si alzò e si mise in piedi davanti a me. Io, ancora scosso, restai piegato con le gambe leggermente divaricate e la testa sulle braccia incrociate poggiate sulla consolle.
- Dai proviamo.
- cosa?
- voglio provare a mettertelo nel culo - disse.
Quelle parole mi riportarono improvvisamente alla realtà.
- Ma sei pazzo?!??
- Si... Pazzo del tuo culetto!
- No! Serio, ho paura. Mi faresti male - risposi
- e dai facciamo piano piano. Come con il dito. Ti ci metto la capocchia che è morbida e basta. Ti stava piacendo lo so! Se vuoi smettere comunque basta che dici "stop" e ci fermiamo. Ok? -
- No niente ok. Non mi equivocare, io non lo prendo dietro. E non mi travesto. È successo per via della festa, lo sai.
- uff che palle che sei!
- Guarda, capisco. - dissi - Capisco la situazione che si è creata. Capisco come stai. Lo vedo. Non ti lascio così. Te lo succhio. Ti faccio una bella pompa e ti faccio sborrare. Una volta scarico sarai calmo e sereno lo sai. È un anno che non te lo prendo in bocca e se devo essere proprio sincero un po' mi manca. - tentai il diversivo per convincerlo.
- D'accordo - disse lui sbottonando i pantaloni - Mi piace che me lo lecchi un po, manca anche a me. Però lo stesso vorrei scoparti il culetto.
Chiusi gli occhi e aprii la bocca. Guidai quel cazzo marmoreo all'interno di essa. Con le labbra serrate intorno all'asta leccai voracemente la cappella. Roteai la lingua attorno ad essa velocemente. Risucchiai più volte voracemente piantandomi il cazzo per intero fino in gola. Poi appoggiai la testa sulla consolle, presi la sua mano e ce la poggiai sopra, in modo che me la bloccasse. infine gli presi una chiappa in mano e spinsi il suo bacino e cazzo eretto nella mia bocca spalancata, invitandolo a fottermi la gola come già più volte era successo l'estate scorsa. Tutto senza parole. Non volevo altre distrazioni che sentire appieno quel sapore che ben conoscevo ma di cui ero privato da mesi. Lui capì al volo e prese a martellare incessantemente il mio faccino truccato da puttanella. Accolsi le sue spinte allargando al massimo bocca e trachea facendo così in modo che le palle si schiantassero sul il mio viso ad ogni affondo.
- Ammazza cuginè, ci siamo allenati? - chiese stupito fermandosi un attimo per recuperare fiato.
- arghgrhag - risposi con la bocca piena di cazzo. Poi M. indietreggiò togliendomi il cazzo dalla bocca per farmi parlare.
- No no, ti giuro - ripetei. - Credimi, avevo deciso di smettere con i pompini e ho avuto solo ragazze. Ed infatti è quello che voglio. Non mi interessano gli uomini. Solo che non so.. credo di avere proprio un debole per il tuo cazzo.
- Ecco appunto, ti piacerebbe anche nel culo sono sicuro - disse. Proviamo solo. Se mi sbaglio, amen. Ma se dovesse piacere ad entrambi, perché dobbiamo perderci una bella esperienza? Abbiamo l'estate davanti, potrei scoparti per bene tutto il tempo.
- Uffa però! Ti ho detto che non sono uno che lo prende nel culo... - dissi con lo sguardo abbassato.
- Senti però non diciamo stronzate! - Disse in tono di rimprovero. - Stai qui in ginocchio, sbavando letteralmente per il mio cazzo, adorandolo, affogandoti quasi per il desiderio di ficcartelo tutto in bocca e aspettando il momento di berne la sborra ad occhi chiusi fino all'ultima goccia. Non mi puoi dire "io non faccio... Io non sono...". Siamo tra di noi e non ti ho mai giudicato.-
Spostandosi velocemente dietro di me appoggiò l'asta turgida lungo il solco delle mie chiappette. Allargò bene le natiche in modo che il tronco aderisse bene anche all'ano.
- Sei stupenda e provocante. Giochiamo solo un po'. -
Indicando lo specchio mi invitò a guardare l'immagine riflessa.
- Facciamo finta..- e iniziò a spingere.
Mi girai e mi vidi nello specchio, a 90 gradi con la testa poggiata sulle braccia sulla consolle e le gambe leggermente divaricate. E M, dietro di me, che cingendomi i fianchi picchiava nel culo. Le sue spinte mi facevano sbattere la testa contro il muro. Poi mi prese e mi adagiò di schiena sul letto, sempre a favore di specchio. Prese le mie gambe e le sollevò sulle sue spalle, e riprese a spingere fingendo di scoparmi. Io mi guardavo in quelle pose oscene, tutta in tiro come una puttanella. Era eccitante. Prese le caviglie nelle sue mani e aprì oscenamente le mie gambe fino a poggiare il cazzo duro sul buchetto. Lo sentivo bene. Schiacciando forte lo strusciava in su e giù. Era un bastardo che ci sapeva fare e che sapeva bene come innescare il desiderio. Infine spinse via uno zoccoletto liberando un piede che subito portò alla bocca. Quella fu la goccia che fece traboccare il vaso. La visione del mio piedino dipinto di rosso fuoco avvolto dalla calza a rete, bagnato dalla sua lingua che si faceva strada tra le maglie della calza e tra le dita mi fece capitolare.
- Si d'accordo.- dissi
Si bloccò un attimo perplesso.
- Si, si.- Ribadii. - Dai proviamo, inculami.
- Sei... Sei sicuro?..
- Dai, forza. Non perdiamo tempo. Hai vinto. Però se dico basta è basta. Come mi metto?
- si si ok! Aspetta - disse frettolosamente e si allontanò, tornando 30 secondi dopo con una boccetta di olio in mano.
- questo ci aiuterà. Mia sorella lo compra per i piedi che al mare si seccano. Almeno così dice. Io lo uso per farmi le seghe. Mettiti piegato e ti reggi con le mani sul materasso...
Mi versò una quantità direttamente sul culo. Lo massaggiò per bene intorno al buchetto ed entrava con il dito, stavolta facilmente, per lubrificare il più possibile. Poi se ne mise un bel po' su tutta l'asta. Posò la boccetta e si mise in posizione dietro di me.
Disse: - dai farò piano...
Sapevo la teoria dai porno visti e dai racconti letti. Rilassare e spingere un po' come per andare di corpo per favorire l'entrata.. sentii la cappella alla porta. Allargai un po' le gambe. Restai poggiato con una mano sul letto e con l'altra afferrai una natica e la aprii un po'. Lo sentii spingere. Sembrava enorme. Sentivo il fastidio ma non mi fermai perché ero effettivamente in calore e dentro di me desideravo quel cazzo dentro al culo. Desideravo riuscire a dare piacere a quel cazzo anche con questo buco. Diede una spinta e sentii la cappella entrare. Si fermò un po'. Poi mi strinse i fianchi e diede un'altra spinta. Un altro pezzo di cazzo entrò ed io emisi un "ahiii". Si fermò ancora per diversi secondi. Poi disse: - mi muovo un po'.
Iniziò dei lenti brevi affondi. Io sopportavo quel fastidioso pezzo di carne nel culo, per niente piacevole. Poi all'improvviso, impaziente, diede un'altra forte spinta e ne infilò un bel pezzo. Urlai, il braccio venne meno ed andai a finire con la testa sul materasso. Lui dietro di me mi venne addosso per inerzia infilando violentemente tutto il cazzo dentro al culo.
- AHIAA cazzooo! - urlai.
- scusa scusa - disse lui - sono caduto. Mi tolgo?
Io stringendo i denti gli risposi: - Aspetta un attimo, ma non ti muovere. Ahia.. Penso che mi hai rotto il culo.
Lentamente, senza staccarci, tornammo in posizione. Io a pecora e lui dietro. Poi gli dissi di iniziare a muoversi. Seguirono attimi di silenzio. Io provavo solo fastidio. Tutta la fantasia era sparita. Lui dovette accorgersene perché si fermò e disse: - Basta lo vedo che non ti piace. Mi vado a lavare così mi fai un pompino.
E si sfilò. Io restai lì, piegato. M andò via e io vidi il mio culo riflesso nello specchio in primo piano. Allargai le natiche per vedere se c'erano stati danni. Tutto sembrava a posto e notai il buchetto ancora un po' aperto. Quell'immagine del mio buco così aperto, appena sfondato da quel cazzo duro riaccese qualcosa in testa. M. tardava a tornare, sentivo il rumore della doccia aperta. Mi stesi sul letto su un fianco sempre con il culo a favore di specchio. Alzai una gamba, aprii il culetto e ci infilai un dito dentro. Nemmeno lo sentii. Poi due, poi tre dita. Il mio ano, ancora ben lubrificato, era decisamente più aperto. Continuai a giocarci. Pensai al fatto che mio cugino mi avesse appena rotto il culetto e mi eccitai. Usai il manico di una spazzola che era lì come un dildo e mi stantuffai il sedere per un po'. Non mi dava piacere ma era terribilmente eccitante. E ora non era doloroso. Quando M rientrò mi trovò così. Steso su un fianco, con una gamba in aria e la spazzola nel culo.
Perplesso chiese: - cosa fai?
- vieni in attimo...- risposi.
Si avvicinò. Notai che nel frattempo il suo membro si era messo a riposo. Approfittai e lo presi in bocca, tutto, arrivando fino alle palle ed affondando il naso nei peli pubici. Lo lavorai per bene con la lingua fino a sentirlo di nuovo bello duro. Solo allora lo lasciai, dicendo: - vieni qui sul letto, dietro di me.
Si distese nella mia stessa posizione, alle mie spalle. Alzai la gamba e gli dissi: - dai, è bello aperto e ancora ben lubrificato. Prova a rimetterlo.
- Ma sei sic..
- Zitto! - lo bloccai. Fa ciò che dico senza parlare per favore.
Lui, stupito, poggiò subito la cappella sul buco. Ci guardavamo solo attraverso lo specchio, che rifletteva il suo cazzo ed il mio culetto in primo piano. La infilò senza troppi sforzi.
- Ancora un po' - lo incoraggiai.
Lui spinse fino a che mezzo cazzo fu dentro al culo.
- Basta, fermati. - gli ordinai.
A quel punto fui io che muovendo il culetto andai un pochino su e giù, donandogli piacere accompagnato dai suoi gemiti sommessi. Poi gli presi in mano la base del cazzo e me lo tolsi dal culo. I miei occhi erano puntati sul mio buco. Amavo guardare come rimaneva qualche secondo bello aperto. Ripetei l'operazione più volte. Tenendo il cazzo di M in mano, lo usavo come un dildo. Me lo infilavo nel culo per un po' e poi lo toglievo e vedermi così "aperto" mi eccitava da morire. Avevo il cazzetto duro anche io. E incularsi a cazzetto duro cambia tutto. Si, perché così si sollecita il pavimento pelvico direttamente collegato donandoti un piacere immediato. Infilandomi quel cazzo dentro al culo ricevevo delle sensazioni nuove, paradisiache, che si irradiavano dalle palle alla cappella. M nel frattempo gemeva, ad occhi chiusi. Si godeva la mia mano sulle palle ed il mio culetto stretto a massaggiargli la cappella. Lo "svegliai" dicendo: - muoviti dai, tocca a te. Sono pronto, fammi vedere che sai fare.
- Cosa devo fare? - chiese perplesso.
- Scopami dai!
Lui si riprese, un po' stupito: - ehm si.. ci penso io. Faccio piano non ti preoccupare.
- Non voglio che fai piano - precisai - voglio che mi scopi per bene il culo. Prima me lo hai rotto, ora me lo devi aprire.
M a queste parole oscene e dirette reagì. Si mise in posizione, fece passare un braccio sotto al mio e mi afferrò la spalla per tenermi fermo. Poggiò la cappella sul buco ancora lubrificato. Ne fece entrare un paio di centimetri piano, poi spinse forte tutto il cazzo dentro fino a sbattere le palle sulle mie chiappe.
- Aahhh - uscì dalla mia bocca.
- faccio piano, faccio piano - si scusò lui.
- No no.. bravo! Non pensare a me, scopami forte!
Lui, stupito, disse: - Certo che sei davvero un po' zoccola cuginetta mia.
Io: - si si, come vuoi. Ma non parlare più. Concentrati a chiavarmi fino a che mi sborri nel culo.
M iniziò quindi a sbattermi il cazzo fino in fondo senza esitazione. Più spingeva e meglio entrava. Dopo ogni affondo, il successivo era più forte e il cazzo entrava più fluido. Io ero pervaso da spasmi fin dentro al cazzetto. Gemevo dal piacere tanto che M, preoccupato che i rumori si potessero sentire all'esterno di quella piccola casetta di legno, mi mise una mano sulla bocca. Io ero all'apice, sentivo di non riuscire a trattenermi più. Gli afferrai la mano tra i denti, urlai dal piacere e sborrai copiosamente. M, incredulo, a quella vista si eccitò. Diede gli ultimi forti affondi e raggiunse il piacere. Mi infilò il cazzo dentro fino all'ombelico e scaricò nella mia pancia un fiume di sborra calda.
Ci fermammo esausti. Ancora con il cazzo nel culo, dato che a lui non si ammosciava mai subito. Poi riprendemmo lentamente il respiro.
Dopo qualche minuto di silenzio, M disse: - Certo cavolo, non me lo aspettavo. Sei venuto. Ma mica ti sei masturbato? Non ti ho visto toccarti.. cosa è successo?
Io: - sei stato tu a masturbarmi. Cioè il tuo cazzo, scopandomi... è complicato... poi te lo spiego bene.
Lui: - Io? Cioè hai sborrato solo perché ti ho inculato. Ma è normale? Cioè io non l'ho mai sentita questa cosa. Hai tipo una fighetta al posto del culo. Davvero. Ahahahah! Perdonami ma sei proprio una troietta. È stupendo. Dobbiamo rifarlo, non ti puoi rifiutare.
- Si si...- abbozzavo io disinteressato.
- No davvero, scusa. Pensaci. Quando mi fai i pompini godo solo io. Tu magari mentalmente credo che sia soddisfatto perché ti piace il mio cazzo. O perché ti piace farmi godere e sentire il mio piacere riempirti la bocca. Ma così è un'altra storia! È come chiavare con una femmina. Veniamo in due! E hai anche riempito il mio orgoglio di uomo per averti fatto raggiungere l'orgasmo. Grazie..
Dopo una mezz'ora ci alzammo dal letto. Non andammo alla festa perché il trucco era sconvolto. Lacrime e sudore avevano reso il mio viso un disastro. Mi lavai in fretta e mi rimisi i miei abiti. Poi decidemmo di uscire. Sulla soglia però lo fermai un attimo.
- Mi è piaciuto molto essere scopata da te. - gli dissi, per la prima volta appellandomi al femminile. Glielo dovevo.
Mi inginocchiai, abbassai i suoi pantaloncini. Gli presi il cazzo in mano e lo avvicinai alle labbra. Le schiacciai fortemente sulla cappella, chiusi gli occhi e schioccai un grande bacio.
- Grazie - gli dissi - per avermi fatto godere così tanto. Spero di riaverti presto dentro di me.
E andammo via.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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