La scoperta del piacere gay
Ero sempre stato attratto dai maschi, e in verità prima di questa storia, avevo avuto delle piccole esperienze tra maschietti ma nulla di che come il guardarsi i peni, tentare maldestre masturbazioni reciproche, ma nulla di più.
Devo anche aggiungere che ai miei tempi non era facile consumare certi piaceri o approfondire certe curiosità, c’era il pericolo di diventare lo zimbello del quartiere e di essere messo all’indice come persona da evitare.
Tutto è cominciato per scherzo e per gioco, tanto per passare del tempo insieme evitando le solite cose, come televisione, musica ecc. (non esistevano ancora internet e cellulari) ed è stato cosi che parlando del più e del meno, io e G.R. siamo scivolati sull’argomento sesso.
Eravamo compagni di banco a scuola e lui aveva un fratello più grande e quindi potevamo sfogliare alcune riviste spinte, dove si cominciavano a vedere i primi rapporti sessuali, anche se semi-censurati ma sufficienti per fantasticare.
Su una delle pagine, c’era un servizio sugli omosessuali e la cosa ci incuriosì. Capimmo così che per noi l’unico modo di sperimentare il sesso era quello tra noi, ma bastava solo che non si venisse a sapere ne potesse trasparire qualcosa.
Lui era un po’ più smaliziato di me, e il nostro primo incontro sessuale avvenne a casa sua in assenza dei suoi genitori.
Mi portò in bagno e dopo esserci sfilati i pantaloncini corti e le mutande, contemplammo i nostri membri duri e svettanti (eravamo per i nostri tredici anni entrambi ben messi).
Cominciai io a masturbarlo lentamente e dopo poco fui ricambiato. Poi mi chiese se volevo prenderglielo in bocca e gli dissi di si, ma non sapevo come si facesse, allora lui si inginocchiò di fronte a me e me lo prese tra le labbra in maniera impacciata leccandomi la cappella con un movimento circolare.
Dopo pochi minuti si alzò e mi chiese di ricambiare ed io lo feci con molto piacere, sentendomi la sua cappella violacea tra le labbra darmi una sensazione mai provata prima. Lui cominciò a fare avanti e indietro con il bacino, per qualche minuto, poi mi disse che mi avrebbe fatto vedere come si poteva fare una sega tra le natiche.
Mi chiese di sdraiarmi a pancia sotto e poi dopo avere inumidito il mio buchino con della saliva, mi si appoggiò sopra mettendo la sua bellissima asta tra le mie chiappe con la sua cappella a contatto del mio buchino e comincio a muovere il bacino in un movimento lento e costante mentre mi sussurrava all’orecchio se mi piacesse quel gioco.
Io ero felice e confuso allo stesso tempo, ma gli dissi che mi piaceva molto e che continuasse se voleva all’infinito.
Purtroppo di lì poco lo sentì dire “sto per venire” e dopo pochi istanti, un fiotto caldo si andò ad aggiungere all’umido della saliva.
Sentì distintamente che i fiotti furono più di uno e ogni volta nuova sborra si aggiungeva alla precedente fino a che non si svuotò completamente.
Restammo così per alcuni minuti, poi ci alzammo e prima di ripulirmi, mi masturbai di fronte a lui con voluttà e venni come un maiale, anche se ancora non eiaculavo come lui.
Ci ricomponemmo e decidemmo di ripetere ancora quell’esperienza ma con più calma e comodità.
La storia continuò e la tecnica scopereccia si venne sempre più ad affinare nel corso degli anni a seguire.
Avevo casa libera perché i miei lavoravano e potemmo cosi consumare in un letto comodo e nudi per il resto che della storia. Fu così che via via assunsi naturalmente il ruolo di passivo. Gli unici rammarichi erano due, che non riuscivo a fagli i pompini e farlo venire nella mia bocca perché mi faceva un po’ senso, non è facile farsi sborrare in bocca e poi ingoiare soprattutto se si è mancanti di esperienza, e che non riuscivo a essere penetrato nonostante le sue insistenze, anche se da parte mia lo desideravo tantissimo.
Per farla breve, passarono circa quattro anni, ma senza riuscire a essere penetrato, quando un pomeriggio, a casa mia, mentre eravamo intenti nei soliti giochi di corteggiamento, tanto per aumentare l’eccitazione, dopo esserci spogliati e accomodati nel mio letto e, dopo le solite strusciate, semi pompino ecc., mi chiese di girarmi a pancia sotto.
Io mi sistemai come lui mi aveva chiesto e misi un cuscino del divano sotto la pancia e bagnai di saliva abbondante il mio buchino.
Lui si lubrificò con cura la sua sempre più bella cappella e si sistemo sopra di me con il cazzo puntato sul buchino. Provai una sensazione di rilassamento totale e gli chiesi di provare a spingermelo dentro. Fu delicatissimo e cominciò spingere con lentezza costante, mentre il mio buchino si schiudeva alla sua cappella.
Così, con lentezza la sua asta si fece strada nelle mie viscere e quando fu tutto dentro provai una sensazione di felicità mai provata prima, non avevo avvertito nessun dolore ne fastidio.
Gli chiesi di fermarsi dentro di me prima di continuare e restammo diversi minuti così l’uno dentro l’altro prima che lui cominciasse lentamente a fare avanti ed indietro con i suoi poderosi reni.
Non so per quanto tempo mi pompò, so solo che lo sentì mugulare e poi avvertì un calore colarmi nel buco in profondità a fiotti sempre più copiosi e lui che si irrigidiva spingendolo tutto in profondità mentre mi donava un ultimo spasmo della sua verga ormai diventata gigantesca.
Ci girammo su un fianco e con ancora il suo cazzo dentro, prese il mio cazzo in mano e mi masturbò fino a quando anche io non eiaculai con poderosi schizzi.
Restammo così finche il suo membro non si ritirò, ci alzammo e dopo esserci ripuliti e vestiti, ci salutammo.
La storia continuò ancora, ma purtroppo, dopo avere terminato le scuole superiori, le nostre strade si divisero e non ci siamo più rivisti, nonostante i social network.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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