Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Gay & Bisex > La gerarchia dei cazzi 7
Gay & Bisex

La gerarchia dei cazzi 7


di MASQUARATE
20.10.2026    |    1.588    |    3 8.8
"Mentre lo faceva, Salvo gli aprì di nuovo le gambe e gli infilò due dita nel buco ancora pieno, muovendole piano, come per tenerselo aperto..."

Roberto era ancora in ginocchio quando Salvo gli mise una mano pesante sulla nuca.
«Apri bene. Tutti e due.»
Il cazzo di Salvo gli entrò per primo in bocca, spesso e già duro. Roberto lo prese come aveva imparato, usando la lingua, scendendo il più possibile senza tossire. Kofi non aspettò il suo turno: si avvicinò di lato e gli sfregò il membro lungo e scuro contro la guancia, lasciando una scia calda e umida. Quando Salvo si ritirò, Kofi subentrò immediatamente. La testa larga gli riempì la bocca in un colpo solo. Era più lungo, e Roberto dovette rilassare la gola per non soffocare.
I due si alternavano senza fretta, come chi sa di avere tutta la notte. Salvo teneva i capelli di Roberto e guidava il ritmo; Kofi preferiva spingere con i fianchi, più profondo, più lento. Ogni tanto si fermavano e si toccavano a vicenda, guardando il ragazzo in ginocchio tra di loro.
«Ha una bella bocca », disse Kofi con voce bassa, roca. «Marco l’ha istruito bene.»
Salvo rise. «Adesso lo istruisco io.»
Dopo un po’ Salvo lo fece alzare e lo spinse verso il suo letto. Gli abbassò i pantaloni e i boxer in un solo gesto, poi lo fece mettere a quattro zampe. Kofi si sedette davanti a Roberto e gli infilò di nuovo il cazzo in bocca mentre Salvo, dietro, gli apriva le natiche con le mani grandi.
«Ancora aperto dalle guardie… e da me ieri.» Salvo si sputò sulla mano, se ne passò un po’ sul cazzo e spinse.
Roberto gemette intorno al membro di Kofi. L’entrata fu più facile del previsto, ma la circonferenza di Salvo lo riempì comunque fino a fargli mancare il respiro. Salvo non andò piano. Iniziò subito a scoparlo con spinte lunghe e pesanti, tenendolo fermo per i fianchi. Ogni botta faceva avanzare Roberto contro il cazzo di Kofi, che ne approfittava per spingere più a fondo in gola.
I suoni riempivano la cella: carne contro carne, gemiti soffocati, respiri pesanti. Kofi tenne la testa di Roberto ferma quando iniziò a venire, sparando caldo e denso in gola. Roberto deglutì perché non aveva scelta. Pochi secondi dopo anche Salvo accelerò, spinse fino in fondo e si svuotò dentro di lui con un grugnito basso, restando conficcato mentre gli ultimi getti uscivano.
Quando uscì, lo sperma gli colò subito lungo le cosce. Roberto restò a quattro zampe, ansimante, le labbra lucide, il culo che pulsava.
Salvo gli diede una pacca sulla natica.
«Alzati. Non abbiamo finito.»
Lo fece sdraiare sulla schiena sul materasso. Kofi si mise a cavalcioni sul suo petto e gli posò il cazzo ancora semi-duro sulle labbra.
«Puliscimi.»
Roberto leccò. Il sapore era misto: il suo, quello di Salvo, quello di Kofi. Mentre lo faceva, Salvo gli aprì di nuovo le gambe e gli infilò due dita nel buco ancora pieno, muovendole piano, come per tenerselo aperto.
«Domani mattina ti prendo di nuovo prima della conta», disse Salvo. «E Kofi pure, quando vuole. Qui non c’è bisogno di chiedere. Tu sei disponibile. Punto.»
Roberto annuì, la lingua ancora sul cazzo di Kofi.
Quella notte lo usarono ancora due volte. Una volta Salvo lo prese di nuovo da dietro mentre Kofi gli veniva in faccia. Un’altra volta Kofi lo inculò lentamente, tenendolo fermo per i polsi sopra la testa, mentre Salvo guardava e si segava. Roberto venne solo alla fine, quando Kofi gli strinse il cazzo in mano mentre lo scopava, e lo fece quasi per sorpresa, con un gemito rotto.
Quando finalmente si addormentarono, Roberto era steso sul materasso di mezzo, nudo, lo sperma che gli asciugava sulla pancia, sulla faccia e tra le natiche. Salvo russava leggero da una parte. Kofi dall’altra aveva una mano ancora posata sulla coscia di Roberto, come un possesso silenzioso.
Roberto fissò il soffitto al buio.
Il gradino era cambiato. La gerarchia era più alta, più pesante, più esigente.
E, mentre il corpo gli doleva in modo familiare e caldo, si rese conto che una parte di lui — quella che un mese prima tremava di paura — adesso aspettava già la mattina.
Aspettava di essere preso di nuovo.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.8
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per La gerarchia dei cazzi 7:

Altri Racconti Erotici in Gay & Bisex:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni