Gay & Bisex
Luca e Marco 2
27.03.2026 |
2.450 |
5
"Le dita si sfiorarono, poi si intrecciarono piano, come se stessero imparando un gesto nuovo..."
Il cielo era ormai diventato di un blu profondo, attraversato dalle ultime sfumature calde lasciate dal tramonto. Le luci dei primi lampioni iniziavano a punteggiare il lungomare, e la spiaggia si era quasi del tutto svuotata.Luca si alzò lentamente, scrollandosi la sabbia dalle gambe. Non aveva fretta di andare via, ma nemmeno sapeva bene cosa fare adesso. Quella sensazione sospesa non se n’era andata, anzi, sembrava essersi fatta più intensa.
Marco, invece, sembrava perfettamente a suo agio in quel momento.
“Di solito, dopo il tramonto, vado a bere qualcosa a casa,” disse, con tono semplice, come se stesse parlando del tempo. Poi lo guardò. “Se ti va, puoi venire.”
Luca sentì una leggera tensione nello stomaco. Non era paura, né disagio. Piuttosto, un misto di curiosità e di quella consapevolezza sottile che qualcosa di importante stava per succedere.
“Vivo poco lontano,” aggiunse Marco, indicando con un cenno della testa verso una fila di case basse dietro la strada principale.
Luca esitò appena. Non era il tipo che accettava inviti così, da uno sconosciuto incontrato poche ore prima. Eppure, Marco non gli dava alcuna sensazione di pericolo. Al contrario, c’era qualcosa di incredibilmente rassicurante in lui, in quel modo diretto ma mai invadente.
“Va bene,” disse infine.
Camminarono insieme lungo il lungomare. L’aria era cambiata: più fresca, più leggera. Le loro spalle si sfioravano ogni tanto, in modo casuale, ma ogni contatto lasciava una traccia sottile.
Marco parlava poco, ma quando lo faceva, Luca lo ascoltava con attenzione. Scoprì che dipingeva, e non semplicemente per hobby.
“Faccio quadri… particolari,” disse Marco, cercando le parole. “Non sono paesaggi o ritratti classici. Sono più… visioni.”
“Visioni?”
“Sogni, incubi, cose che stanno nel mezzo.”
Luca lo guardò con curiosità. “Dev’essere… intenso.”
Marco sorrise appena. “A volte sì. Ma è anche l’unico modo che ho per dare forma a certe cose.”
Arrivarono davanti a una casa semplice, con una facciata chiara leggermente consumata dal tempo. Nulla di appariscente. Marco aprì il cancello e lo fece entrare.
Dentro, però, era un altro mondo.
L’odore di vernice e tela riempiva l’aria. Le luci erano soffuse, calde. Le pareti erano quasi completamente coperte da quadri: figure indistinte, corpi che si mescolavano a ombre, paesaggi che sembravano usciti da un sogno inquieto. Alcuni erano belli in modo immediato, altri mettevano quasi a disagio.
Luca si fermò, osservando.
“Wow…”
Marco appoggiò le chiavi su un tavolo. “Troppo?”
“No… cioè, sì, ma in senso buono. Non ho mai visto niente del genere.”
Si avvicinò a un quadro più grande degli altri. Raffigurava una figura umana appena accennata, come se stesse emergendo da un’ombra liquida. Non era chiaro se stesse nascendo o scomparendo.
“Questo… è inquietante,” disse Luca, senza staccare gli occhi.
“È uno dei più sinceri,” rispose Marco, avvicinandosi a lui. “Parla di quando non sai bene chi sei.”
Luca deglutì leggermente. Quelle parole lo toccarono più del previsto.
Si rese conto, con un certo stupore, di essere completamente a suo agio lì dentro. Nonostante l’atmosfera intensa, non si sentiva fuori posto. Anzi, era come se qualcosa di lui trovasse spazio proprio in quel tipo di oscurità.
Marco si mosse verso la cucina.
“Ti preparo da bere?”
“Va bene, grazie.”
Mentre Marco era di spalle, Luca continuò a guardarsi intorno. Ogni quadro sembrava raccontare qualcosa di non detto, qualcosa che andava oltre le parole.
Quando Marco tornò, gli porse un bicchiere.
Le loro dita si sfiorarono.
Stavolta, nessuno dei due si ritrasse subito.
Rimasero così per un istante, il vetro del bicchiere tra loro, ma il contatto reale altrove.
Luca alzò lo sguardo. Marco era vicino. Più vicino di prima. La luce calda della stanza gli disegnava il volto in modo morbido, quasi irreale.
“Non sei obbligato a restare,” disse Marco, con voce bassa. “Se vuoi andare, lo capisco.”
Luca scosse la testa.
“No. Voglio restare.”
C’era qualcosa di nuovo nella sua voce. Più deciso, più consapevole.
Marco annuì appena.
Si spostarono verso il soggiorno, dove un grande divano occupava il centro della stanza. Si sedettero, inizialmente con una distanza minima ma ancora presente.
Parlarono ancora un po’, ma le parole si facevano sempre più lente, interrotte da pause che non avevano bisogno di essere riempite.
A un certo punto, Luca si accorse di non stare più ascoltando davvero quello che Marco diceva. Era concentrato su altro: il modo in cui si muoveva, il tono della sua voce, la vicinanza.
Si girò leggermente verso di lui.
Marco fece lo stesso.
Questa volta, non c’erano onde a spingerli l’uno verso l’altro. Nessuna casualità.
Solo una scelta silenziosa.
Le loro mani si incontrarono sul divano, quasi timidamente. Le dita si sfiorarono, poi si intrecciarono piano, come se stessero imparando un gesto nuovo.
Luca trattenne il respiro per un attimo.
Non era mai stato così.
Non così lento, non così pieno.
Marco si avvicinò ancora un po’, lasciando a Luca lo spazio per fermarlo, se avesse voluto.
Ma Luca non si mosse.
Chiuse leggermente gli occhi.
E quando le loro labbra si incontrarono, fu un contatto lieve, esplorativo. Non c’era fretta, né bisogno di andare oltre.
Solo quel momento, denso e sospeso, in cui tutto il resto sembrava essersi fermato.
Fuori, la notte era ormai completa.
Dentro, qualcosa era appena iniziato.
Si baciarono appassionatamente, le loro lingue danzavano sotto il vento caldo estivo che proveniva da una finestra aperta e un ventilatore che timidamente spostava l'aria.
"Siamo pieni di salsedine e crema solare, una doccia calda farebbe proprio al caso nostro, che ne dici?" disse Marco.
"Hai proprio ragione, sarebbe rigenerante" rispose Luca.
Si presero mano nella mano ed entrarono in doccia insieme, continuarono a baciarsi mentre l'acqua calda scorreva sui loro corpi...
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Luca e Marco 2:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
