Partito per le ferie...
Mi sono preparato la valigia riempiendola di abbigliamento sportivo, casual, ma soprattutto con i miei immancabili collant, calze, reggicalze, vestitini, corsetti, sandali, scarpe col tacco e tutta la mia collezione di falli in lattice di tutte le misure…. mi sono infilato una maglietta, un paio di collant, un pantaloncino corto attillato e sono partito.
Già durante il viaggio l’eccitazione era tanta e, ad un certo punto, siccome mi scappava la pipì, ho individuato una zona industriale e mi sono avventurato all’interno di essa.
Ho notato un parcheggio molto tranquillo con due camion parcheggiati e mi sono fermato.
Sono sceso dall’auto ed ho estratto il mio gingillo per espletare il mio bisognino.
Finito, come solitamente faccio, ho preso una salvietta umidificata e mi sono ripulito per bene.
Poi, dal momento che mi trovavo all’aperto e speravo che all’interno dei camion vi fosse qualcuno che mi guardasse, ho esasperato le manovre di ripulitura, scappellando perfettamente il mio cazzo esibendolo senza alcun pudore in tutto il suo splendore.
L’eccitazione cominciava a salire prepotentemente tant’è che era già bello duro ed umido ed allora decisi di togliermi i pantaloncini e, successivamente anche la maglietta rimanendo così solamente con il mio collant 15 denari color “polvere dorata”… ed iniziai a massaggiarlo lentamente avanti e indietro.
Ed ecco che ciò che fino ad allora avevo solo fantasticato, iniziava a diventare realtà.
Dal camion più vicino a me scese un uomo sulla quarantina, fisico un po’ abbondante, ma niente male. Era piacevole alla vista ed indossava solamente un paio di bermuda.
Mi si è avvicinato e mi ha chiesto quanto volevo per scopare.
L’ho guardato e gli ho risposto che se avessi voluto dei soldi non mi sarei certo fermato in un parcheggio di una zona industriale al sabato mezzogiorno….
Allora lui, prese in mano il mio cazzo ed iniziò a succhiarmi i capezzoli inturgiditi e lunghi con un’avidità tale da provocarmi quasi un orgasmo.
Io gli presi in bocca il suo cazzo ed iniziai a spompinarlo per bene… era già duro come un sasso ed immaginavo avesse una voglia tremenda.
Infatti, dopo pochissimo, mi rigirò e, dopo avermi abbassato un poco il collant, mi infilò di brutta il suo uccello nel sculettò iniziando a stantuffarmi come un forsennato…. ed ecco che sentii un frotto caldo di sborra inondarmi l’intestino; ma lui non si fermò e continuò imperterrito a sbattermi come una vacca.
Fu a questo punto che notai un altra persona che ci stava guardando trastullandosi freneticamente l’uccello.
Lo invitai ad avvicinarsi e gli succhiai il cazzo mentre l’altro continuava ad allargarmi lo sfintere.
Si diedero il cambio e mi lasciai inculare anche dal secondo camionista che, come l’altro, sapeva fare bene il suo dovere e dopo qualche minuto, mi sborrò dentro pure lui.
Mi portai davanti a loro e ripulii i due bei cazzi contemporaneamente che, per dimostrarmi la loro gratitudine, diventarono nuovamente belli duri.
Uno dei due camionisti, mi rigirò e…. in un istante mi ritrovai con entrambi i cazzi infilati nel culo che mi scopavano nuovamente.
Una libidine, una goduria incredibile. i due cazzi insieme mi allargavano notevolmente l’orifizio anale dilatandolo in tutte le direzioni. Mi sentivo così troia che ne avrei voluti almeno altri tre quattro per le mani, godevo così tanto che continuavo ad implorarli di non fermarsi, di continuare… più forte… più dentro… e venni con un corposo e violento spruzzo di sperma caldo senza nemmeno toccarmi l’uccello!!!!
Loro continuavano a scoparmi entrambi finché sentii nitidamente entrambe le loro sborrate dentro di me, quasi all’unisono…. ed estrassero le loro meravigliose creature invitandomi -come poco prima- a terminare il lavoro di ripulitura.
Mi accovacciai davanti a loro rimanendo in sospensione sui piedi e, succhiando per bene tutto il caldo e dolce nettare, spingevo per fare uscire dal mio ventre la sborra che avevo copiosamente ricevuto.
Succhiavo e sentivo il nettare sgocciolare dal mio buchino, sull’asfalto e mi sentivo decisamente una avida troia succhiacazzi.
Nonostante la poca voglia di farlo (ma altrimenti non sarei più arrivato a destinazione) mi rivestii senza minimamente ripulirmi e, così imbrattato, salutai i due benefattori e ripresi il mio viaggio.
I loro umori mi accompagnarono per tutto il viaggio e di tanto in tanto mi trastullavo facendomi delle seghe…. finché arrivai alla meta.
Il seguito tra qualche giorno!!!!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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