Gay & Bisex
Quando si ama...
01.01.2013 |
3.035 |
2
"In quello stesso albero dove qualche minuto prima ci sbattesti il mio corpo nudo possedendomi con tutto il desiderio accumulato dal giorno in cui ci conoscemmo..."
Il rumore delle ante sbattute dal vento mi fa trasalire distogliendomi dai pensieri. Sono ancora seduto sul pavimento gelido, poggiato sull’unica parte di parete che abbiamo lasciato libera nella nostra camera e che se fossi ancora qui sono sicuro avresti riempito. Mi guardo attorno, osservo gli oggetti sulle mensole, il grande quadro dietro il letto, i mobili. Tutto mi parla di te.
Ogni singola cosa è legata a un ricordo di te, di noi, la nostra storia, la nostra casa. Il mio sguardo ora si ferma sul letto disfatto, così come lo hai lasciato quella mattina, disfatto come me adesso. Fra le mani stringo i boxer che hai indossato nella tua ultima notte qui…amavi buttarli dove ti capitava quando te li toglievi e lo stesso facevo quando ero io a levarteli.
Li ho raccolti in un angolo imprecisato della stanza e li tengo dolcemente fra le dita, sento ancora il tuo odore, l’odore del tuo cazzo e istintivamente me li porto in bocca sfiorandole con le labbra.
L’improvviso trillo del campanello mi fa sussultare, guardo verso la porta ma non mi muovo incredulo. Mille pensieri mi attraversano la mente.
Sei tornato?? No, non è possibile …hai le chiavi… avresti aperto tu. E se le hai perse? Per forza devi suonare per entrare a casa, per tornare da me. Mi alzo si scatto e barcollo, un po’ perché le mie gambe sono rimaste ferme da molte ore ma nello stesso tempo il sangue mi sale alla testa al solo pensiero che mi sarai davanti una volta aperta la porta. Mi avvicino all’ingresso, un sorriso isterico mi si stampa sulle labbra. Apro…l’anziano condomino del piano di sopra mi guarda…bofonchia qualcosa che non capisco…”Buonas…Buong…Ciao“…deve essersi accorto della delusione che ha preso forma nella mia faccia. Lo saluto e allunga un braccio verso di me porgendomi qualcosa.
“Ti ho riportato il quadro che il tuo ragaz…ehm amico mi ha pregato di riparare…ho riattaccato la cornice”
“Grazie” rispondo io con un filo di voce. Lo saluto stancamente e mi chiudo la porta alle spalle. Accendo la luce, guardo l’immagine dentro la cornice e un pugno mi colpisce qui, alla bocca dello stomaco. Due lettere…una “M” e una “A” dentro un cuore…incise sulla corteccia di un albero. Qualche istante dopo realizzo. Lo facesti tu quel pomeriggio quando addentrandoci nella pineta per la prima volta entrasti dentro di me, quando abbandonando qualsiasi remora e noncuranti di eventuali sguardi indiscreti ci impadronimmo l’uno dell’altro. In quello stesso albero dove qualche minuto prima ci sbattesti il mio corpo nudo possedendomi con tutto il desiderio accumulato dal giorno in cui ci conoscemmo. D’un tratto mi sembra di sentire il tuo rantolo di piacere…
Lo abbiamo fotografato e ne abbiamo fatto un quadro. Alcuni giorni fa, al culmine del piacere, mentre io ero appoggiato allo stipite della porta e tu mi scopavi il culo poderosamente, hai fatto vibrare la parete facendolo cadere. L’indomani hai provveduto a portarlo al vecchio per farlo riparare. Non riesci a sopportare gli spazi vuoti….
….chissà se adesso stai pensando al più grande vuoto che hai mai provocato….al vuoto nel mio cuore…
Sei andato via senza alcuna spiegazione lasciandomi incredulo e incapace di reagire…solo molte ore dopo aver ricevuto il tuo freddo sms ho cercato di capire, provando a chiamarti ripetutamente non ricevendo alcuna risposta, chiamando i nostri amici nel caso ti avessero visto e sapessero cosa ti stesse passando per la testa…solo a tarda notte sono stato rassicurato da Alex, il nostro mentore, informandomi che stavi bene, che ti avrebbe parlato e che per il momento volevi startene da solo.
Il freddo vento che poco fa entrava prepotente nella nostra casa ha smesso di soffiare lasciando spazio alla pioggia che adesso copiosa sta annegando la città. Poggio il quadro per terra, spengo la luce e vado verso il bagno. Ho lo stomaco in subbuglio, sento che sto per vomitare. Accelero il passo nel buio del corridoio, passo accanto alla finestra illuminata dall’esterno dal lampione sulla strada. Entro nel bagno mi dirigo nella tazza del cesso mi chino e vomito anche l’anima…qualche istante dopo mentre osservo i chicchi di riso, mangiati svogliatamente qualche ora fa, galleggiare dentro il water mi blocco.
No … non è possibile” penso…”sarà stata una mia impressione”….
Un brivido mi sale per la schiena fino alla testa…mi giro e come un automa torno verso la finestra che dà sulla strada…mi fermo. Un ombra, una sagoma e li fuori a pochi metri dalla finestra. La apro, e mi sporgo leggermente incredulo…
… sei li, sotto la pioggia…mi fissi per qualche istante e poi abbassi lo sguardo…io non ci penso su due volte…esco e ti raggiungo. Nonostante qualche secondo dopo io sia bagnato fradicio non sento la pioggia che mi cade addosso, non sento niente…siamo entrambi in mezzo alla strada…io mi avvicino a piccoli passi, tremante … ti guardo…Dio mio come sei bello…istintivamente mi avvicino per abbracciarti ma tu indietreggi di un passo, allunghi le braccia con i palmi delle mani rivolte a me impedendomi di proseguire…la pioggia sulla sua faccia non mi impedisce di capire che le lacrime stanno scendendo sul suo viso…
“Perché non entri?” “Dai vieni” dico io …tu scuoti la testa…ora il tuo corpo è scosso dai forti singhozzi…piangi e mi sembri ancora più bello…l’emozione mi travolge e comincio a piangere anch’io….
“Perché non vuoi venire?”…lo dico mentre mi riavvicino ma stavolta rimani fermo…alzo un braccio verso di te e la mia mano dolcemente ti accarezza la faccia…chiudi gli occhi…porto l’altra mano su di te, ora tengo la sua testa fra le mani…mi avvicino e i nostri corpi si uniscono sotto il diluvio…ti bacio dolcemente, ti guardo negli occhi e ti dico: “Dimmi che non mi ami più”…. “Dimmi che adesso te ne vai e mi lascerai qui da solo”…ti bacio ancora…tu rimani fermo…faccio per allontanarmi ma tu apri gli occhi e mi fermi aggrappandoti con le mani alla mia felpa…mi tiri a te … ti avvicini e strofini il tuo naso sulla mia faccia…allunghi le braccia intorno al mio collo…
“Dai…dimmi che non mi ami più” ti ripeto…” Non ti amo più” sussurri e mi baci una volta, poi ancora…”Non ti amo più” ripeti con la voce tremante e la tua lingua invade le mie labbra, profondamente…ti avvinghi a me, la tua mano scende per la mia schiena e comincia a toccarmi il culo, sempre più forte, insinuando le dita proprio in mezzo. Sento che sto per perdere il controllo, non rendendomi conto che siamo in mezzo alla strada, sotto la pioggia e a vista di chiunque capiti da queste parti e soprattutto proprio davanti alla nostra palazzina.
Tu alzi un poco la mano per cercare l’elastico della mia tuta, lo trovi e ti insinui dentro…sussulto quando le tue dita raggiungono il mio ano…ti chiedo di fermarti… ma tu continui…ti dico di andare dentro…ma tu mi prendi per le mani e mi trascini piu avanti dove c’è un giardinetto con una panca di marmo…mi ci stendi sopra e ti butti addosso a me facendomi perdere definitivamente il controllo. Completamente inzuppati dalla pioggia battente ci togliamo i vestiti…tu mi tiri a te facendomi scivolare sul marmo…avanzi un po’ sopra di me e col tuo cazzo penetri la mia bocca stantuffandomi vigorosamente…io ti passo le mani dappertutto in modo convulso poi mi soffermo sul suo culo perfettamente rotondo come se scolpito da Michelangelo…esci dalla mia bocca, riscendi su di me mi alzi le gambe … mi penetri facendomi gemere di piacere…cominci a muoverti avanti e indietro sempre piu forte…io quasi perdo i sensi…ti dico dico che sono qui, che sono tutto tuo, tutto per te e tu mi rispondi con una serie infinita di “Amore mio”…la pioggia è quasi cessata, sembra quasi si sia accorta di noi e voglia aiutarci… sento che sussurri qualcosa, cubito non lo capisco ma poi lo ripeti: “Perdonami” mi dici, una volta e poi un’altra…io ti stringo a me, non riesco a parlare…sento il tuo respiro che cambia ritmo e so che stai per venire, ti conosco perfettamente, e il solo pensiero mi fa partire un brivido da sotto che fa venire me…senti che rantolo di piacere e portentoso mi vieni dentro e pian piano ti lasci andare su di me…
…siamo ancora qui, stretti nei nostri giovani corpi…tu mi guardi come per dirmi qualcosa ma io ti fermo: “Non voglio sapere perché lo hai fatto…per l’importante è che tu sia qui”… mi sorridi, mi baci e mi stringi fortissimo…mi guardi negli occhi e con voce angelica mi dici “ Ti amo”…
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Quando si ama...:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
