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Gay & Bisex

Secondo incontro


di Membro VIP di Annunci69.it fresbee66
09.12.2022    |    7.488    |    16 9.9
"Lui stava abbastanza fermo e mi accarezzava i capelli corti e la barba per guidarmi dove era più sensibile e ansimando di piacere mi dimostrava che non stavo..."
Lo avevo lasciato vicino casa e appena salutato mi era tornata la voglia di rivederlo, quel giovane biondino mi piaceva troppo!
Tornando a casa iniziai a fantasticare sulla prossima volta e decisi che sarebbe stato diverso, più bello sicuramente per me e speravo anche per lui.
Lasciai passare qualche giorno durante i quali ci scambiammo qualche sms di saluto ma nel frattempo stavo immaginando il nostro prossimo incontro.
Finalmente venne il giorno in cui presi il toro per le corna e mi decisi a chiedergli se avesse voluto passare un pomeriggio insieme a me, non in macchina ma più comodi in motel e lui accettò dandomi appuntamento per la domenica successiva.
Non ci credevo: aveva accettato anche quando gli dissi che avrei preferito farlo in camera e non in auto.
Mi misi a cercare un motel che consentisse una certa discrezione e guardando alcuni profili qui su A69 trovai un nome di motel che non era lontano e che poteva fare al caso nostro o meglio al mio.
Così prenotai un pomeriggio in motel e fissai l’appuntamento.
Mi presentai e quando lo rividi ebbi ancora un tuffo al cuore: era bellissimo o almeno per me lo era e ciò mi bastava, salì in macchina con me e appena partiti mi mise una mano sulla coscia facendomi agitare e rischiando seriamente di farmi andare a sbattere contro qualcuno per la deconcentrazione.
Cercai di non pensarci e grazie a Dio e alla velocità da pensionato che, ne sono certo, mi procurò una buona dose di accidenti arrivammo al motel.
Entrammo nella stanza al centro della quale troneggiava un grande letto su cui avremmo potuto stare molto più comodi che sul sedile di una automobile e anche più al calduccio.
Appena chiusa la porta dietro di noi, forse preso dalla foga giovanile, iniziò a sbottonarmi i pantaloni con la malcelata intenzione di ripetere il pompino imperiale che mi aveva donato pochi giorni prima ma le mie intenzioni erano altre quindi lo fermai dolcemente e lo feci sedere sul letto per iniziare lentamente a spogliarlo.
Mente delicatamente gli toglievo i vestiti lo sbaciucchiavo su quel magnifico corpo notando che era anche tutto piacevolmente depilato.
Partii dal collo scendendo pian piano indugiai sui capezzoli che non insensibili alla mia lingua insistente si erano fatti turgidi succhiando al contempo gli orecchini che li adornavano.
Lui ansimava e sembrava gradire parecchio il mio lavoro ma ero io quello più felice e dopo tanto tempo scoprivo in me una certa indole passiva che non si era mai manifestata prima (anche se per il momento non me la sentivo di andare oltre il soft).
Persi la cognizione del tempo e non so per quanto continuai a leccare e baciargli l’ombelico e il pube avanti e indietro su e giù fino a ritrovarmi al cospetto del cazzo e delle palle che emanavano un dolce profumo.
Il cazzo era turgido ma non del tutto in tiro, ci avrei pensato dopo.
Lui stava abbastanza fermo e mi accarezzava i capelli corti e la barba per guidarmi dove era più sensibile e ansimando di piacere mi dimostrava che non stavo poi andando tanto male data la mia poca esperienza.
Leccai le palle e una per volta le presi in bocca succhiandole trattenendole in bocca come il più prelibato dei cioccolatini poi al culmine dell’estasi pensai che fosse ora di dedicare la mia bocca al suo pisello.
Memore del fatto che non si scappellava e che farlo gli procurava dolore cercai di insalivarlo al massimo e iniziando a leccare e succhiare con lenti movimenti facendo bene attenzione ad usare la lingua e le labbra ben inumidite pronto a fermarmi non appena mi avesse dato l'impressione di provare dolore, succhiavo e leccavo sentendo il suo odore di maschio che però arrivava al cervello come il più sublime dei profumi e mi inebriava i sensi.
Mentre io ero impegnato in una attività per me nuova ma estremamente piacevole lui accomodandosi meglio si era messo seduto sul bordo del letto così gli presi le gambe e delicatamente le sollevai spingendolo un po’ indietro mettendo così in mostra il culo in mezzo al quale si vedeva quel buchetto, forse pensava volessi incularlo ma ancora non era giunto il momento.
Volevo assaggiare quel buchino che, la prima volta che lo avevo incontrato, avevo solleticato con il mio dito inesperto ma che comunque sembrava avergli dato un discreto godimento quindi decisi di provare oltre che usare il dito a leccarlo lì per vedere se gli fosse piaciuto.
Beh da come sospirava e da come si spingeva verso la mia lingua direi che non facevo cosa sgradita, il buchetto pulsava al ritmo dei suoi sospiri e del mio dito e il mio cazzo era nel frattempo diventato di marmo e mi faceva quasi male tanto era in tiro.
Dopo 1 minuto? 5 minuti? Mezz’ora? Non so per quanto andai avanti fino a che lui non si alzò, mi fece stendere supino sul letto e si stese su di me in un classico 69, iniziò a succhiarmi con foga producendosi in una gola profonda fin quasi a soffocare.
Io volevo durasse di più, anche per lui e così gli chiesi di non esagerare anche perché non avevo terminato il mio programma e mentre mi contorcevo per baciare il suo culo alternando la lingua al dito (anche due) sperando di riuscire a solleticare la prostata per cercare di aumentare il suo piacere d’un tratto si irrigidì e capii che era in arrivo così misi il suo pisello in bocca, sentii le prime goccioline poi iniziò a venire e mi donò tutta la sua dolce, calda e densa sborra che finì dritta nella mia gola.
Impiegò qualche secondo per riprendersi e mi guardò con quel sorrisetto malizioso che avevo adorato poi si alzò e dal suo zainetto prese un profilattico, io al solo pensiero mi sentivo già in paradiso e cercai una distrazione per non venire subito tanto ero eccitato, iniziai a pensare alla nazionale di calcio, al lavoro e a qualsiasi cosa mi passasse per la testa per evitare che il mio cazzo mi tradisse sul più bello.
Devo dire che fui bravino ma ancora di più fu bravo il mio “fratellino” che rimase duro e non iniziò a spruzzare il suo succo troppo presto anche se fu dura quando sentii che mi stava infilando il preservativo con la bocca.
Mi guardò negli occhi o almeno credo visto che io ero come in trance poi si lubrificò il buchetto con il contenuto di un tubetto che non gli avevo visto estrarre e si sedette su di me impalandosi sul mio cazzo che sembrava fatto di legno.
Fu una sensazione sconvolgente, era stretto e bollente, si impalò con estrema lentezza sul cazzo in un classico smorzacandela (forse gli avevo detto che è quello che mi sarebbe piaciuto).
Io non so come facesse ma sentivo il suo culo stringersi e si allargarsi quasi stesse usando lo sfintere come una bocca, con pochi movimenti mi portò sull’orlo del baratro e come mi aveva chiesto lo avvisai che stavo per sborrare, lui senza dire niente si sfilò da me, facendomi una carezza tolse il preservativo e mi imboccò il cazzo portando a termine il mio godimento con la sua boccuccia sublime che bevve avidamente tutto quello che usciva dal mio uccello lasciandomi senza fiato al punto che temetti di andarmene di crepacuore ma quale fine sarebbe stata più desiderabile di andarsene attraverso un fiotto di sborra nella bocca di un così bel ragazzo?
Si stese sul letto di fianco a me e con una mano prese la mia, stemmo li per un po’ lui sorridendo e poggiando la sua mano sul mio viso accarezzandomi la barba, io invece i quell’estasi stavo cercando di ritornare in me per recuperare quel tanto di concentrazione che mi avrebbe consentito di guidare la macchina e arrivare entrambi a casa senza guai.
Andai in bagno a sciacquarmi la faccia ma non volevo lavarmi altro per conservare su di me il suo profumo almeno fino a casa.
Dopo di me andò lui e io, già vestito e sdraiato sul letto, me lo rimiravo mentre rivestiva con i suoi abiti alla moda il suo corpo flessuoso donandomi un sorriso.
Ancora qualche minuto di contemplazione e l’incantesimo come ogni cosa bellissima ebbe termine, risalimmo in auto e lo riaccompagnai a casa iniziando già a pensare o meglio desiderare il momento in cui avrebbe accettato di rivedermi, ma questa sarà, spero, un’altra storia.
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