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Gay & Bisex

Un animale da sauna


di loveolder78
13.03.2026    |    1.120    |    2 8.7
"I giovani nordafricani e qualche maturo passavano ogni tanto, guardavano incuriositi dalla porta, cazzi in mano, si masturbavano furiosamente ma non osavano avvicinarsi..."
Simone entrò nella sauna con il cuore che martellava e il cazzo già mezzo duro sotto l’accappatoio. Trent’anni, alto, corporatura normale, capelli mori corti, barba nera curata e quel velo di pelo nero uniforme che gli ricopriva petto, addome, gambe, natiche e persino l’interno delle cosce. Non disse una parola. Il suo corpo parlava per lui: accappatoio aperto sul davanti, sguardo famelico sugli anziani che popolavano il posto. La sauna era piena di uomini di tutte le età, ma prevalentemente maturi e per lo più anziani oltre i settanta: pelosi, barbuti, con quella pelle rugosa e quell’odore di uomo vissuto che lo faceva impazzire. Qualche giovane nordafricano sui venticinque-trenta girava in giro, ma Simone li ignorava completamente.

Si spogliò completamente e andò alle docce aperte. L’aria era già satura di quell’esperienza olfattiva tipica della sauna gay: vapore denso misto a sudore maschile accumulato, un sottofondo muschiato di sperma fresco e vecchio che impregnava ogni superficie umida, e l’odore caldo e pesante di corpi maschili eccitati che si mescolava al legno bagnato. L’acqua calda gli scivolò sul corpo peloso. Si insaponò lentamente, passando la mano sul cazzo che si induriva. Subito un anziano sui settantacinque si fermò sotto la doccia accanto: calvo, pancia enorme coperta di peli grigi e bianchi, cazzo corto e spesso che gli pendeva pesante. Simone lo guardò intensamente, inclinò la testa di lato con un mezzo sorriso e si passò la mano sul petto peloso, invitandolo con il solo sguardo. Il vecchio capì al volo. Si avvicinò, gli mise una mano rugosa sul fianco e iniziò a insaponargli la schiena. Simone inarcò la schiena, spinse il culo peloso contro il ventre flaccido del vecchio e sentì subito il cazzo di lui indurirsi tra le natiche. L’odore si fece più intenso: sudore fresco del vecchio che si mescolava al vapore caldo e al sentore persistente di sperma che saliva dalle piastrelle. Il vecchio gli accarezzò il cazzo con la mano insaponata, masturbandolo lentamente sotto l’acqua. Simone gemette piano, si girò, gli prese il cazzo in mano e lo masturbò a sua volta, occhi fissi nei suoi. Poi si abbassò, prese in bocca quella cappella grossa e violacea, succhiando avidamente mentre l’acqua gli scorreva sul viso e sulla barba; il sapore salato si univa all’odore forte di sudore e sperma che gli riempiva le narici.

Mentre partecipava, altri uomini passavano. Un maturo sui cinquantacinque, corpo snello e peloso, si fermò a guardare incuriosito, mano già sul cazzo che si gonfiava. Poco più in là un giovane nordafricano sui ventotto passò lentamente, occhi spalancati, si toccò il cazzo enorme mentre guardava la scena senza osare avvicinarsi. Simone li ignorò: il suo corpo era tutto per l’anziano. Succhiò più forte, lingua che girava intorno al glande, una mano che gli strizzava le palle pesanti e pelose. Il vecchio gli mise una mano sulla nuca e spinse piano. Simone si alzò, si girò di nuovo, offrì il culo. Il vecchio sputò, infilò due dita rugose dentro il buco peloso e poi spinse il cazzo dentro con un colpo solo. Simone inarcò la schiena, spinse indietro, comunicando tutto con il corpo: mani che stringevano le piastrelle, respiro accelerato, gemiti bassi. L’odore era travolgente: sudore del vecchio che colava sulla sua schiena pelosa, vapore umido e sperma che già si mescolava all’acqua. Il vecchio lo scopò sotto l’acqua per qualche minuto, poi uscì e gli schizzò sulla schiena pelosa, fiotti densi che colavano lungo la spina dorsale; l’aroma muschiato e denso di sperma fresco si sovrappose a tutto il resto. Simone si masturbò velocemente e schizzò sulla parete, mescolando la sua sborra all’acqua.

Uscì bagnato e luccicante, accappatoio abbandonato, e cominciò il giro. Nella piscina si immerse dritto verso due vecchi sui settantotto. Uno aveva barba bianca foltissima, petto e spalle ricoperti di peli grigi bagnati, cazzo lungo e venoso con cappello violaceo enorme. Simone nuotò sott’acqua, sfiorò le cosce pelose del vecchio con la mano, risalì lentamente e gli prese il cazzo in bocca senza dire nulla. Succhiò piano, lingua che girava intorno al glande, occhi alzati a cercare quelli del vecchio. Il suo corpo diceva tutto: schiena inarcata, mano che accarezzava la pancia pelosa, un leggero mugolio di piacere. L’odore di cloro si mescolava al sudore dei corpi anziani, al vapore e al sentore persistente di sperma che saliva dall’acqua.

Nella vasca idromassaggio trovò tre anziani: uno sui settantadue, magro, barba grigia incolta, pancia flaccida pelosa; un altro sui settantacinque, grasso, peli neri e bianchi dappertutto, cazzo piccolo ma già duro; il terzo sui settantasei, peloso come un orso, barba bianca folta. Simone entrò nudo e si sedette in mezzo. Dopo pochi secondi sentì il piede rugoso e peloso del grassone sfiorargli l’interno coscia. Il vecchio lo accarezzò lentamente tra le gambe con la pianta callosa, premendo le dita tra le palle e sul cazzo. Simone chiuse gli occhi, aprì leggermente le gambe, spinse il bacino in avanti e gemette piano, lasciando che il piede gli massaggiasse il glande. L’aria bollente era satura di vapore umido, sudore maschile denso e un sottofondo persistente di sperma secco e fresco. Il suo corpo si abbandonò completamente al preliminare: mani che accarezzavano le cosce pelose dei vecchi, testa reclinata all’indietro, respiro accelerato.

Senza una parola, Simone si girò verso il più peloso, lo baciò sul collo rugoso, gli leccò il petto leccando ogni pelo grigio, succhiò i capezzoli grinzosi. Gli infilò una mano tra le gambe e gli prese il cazzo, masturbandolo con movimenti lenti e decisi. Poi si alzò un po’ nell’acqua, posizionò il proprio cazzo contro il culo peloso del grassone e spinse dentro lentamente, scopandolo con colpi profondi e controllati mentre guardava negli occhi gli altri due. Il suo corpo comunicava: mani che stringevano i fianchi rugosi, bacino che spingeva con forza, occhi che dicevano “godi con me”. L’odore di sudore caldo e vapore si fece più denso, mescolato al primo sentore di sperma che già gocciolava. Uno dei vecchi gli infilò il cazzo in bocca; Simone lo succhiò avidamente, lingua ovunque, mentre un altro gli leccava il culo. Vennero tutti e quattro quasi insieme: sborra calda sulla schiena pelosa di Simone, sulla faccia, dentro il culo, e la sua stessa sborra che riempiva il vecchio. L’aroma denso di sperma fresco invase tutto, sovrapponendosi al sudore e al vapore.

Coperto di schizzi bianchi, continuò. Nella sauna finlandese trovò altri due anziani: uno sugli ottanta, magrissimo, pelle flaccida con peli bianchi radi, cazzo lunghissimo e sottile; l’altro sui settantasei, barba foltissima, pancia enorme pelosa. Il calore era intenso, l’aria carica di vapore rovente, sudore accumulato e sperma. Simone si sdraiò sulla panca. Il magro gli accarezzò il petto con i piedi, pianta rugosa che scivolava sui capezzoli duri. Simone gemette, afferrò quel piede con entrambe le mani e se lo portò alla bocca: leccò dal tallone alle dita pelose, succhiando ogni dito calloso, lingua tra le dita, mordicchiando piano. L’odore acre di piedi sudati si univa al mix opprimente di vapore, sudore maschile e sperma. Il suo corpo diceva tutto: occhi chiusi dal piacere, mano che guidava il piede più a fondo nella bocca, bacino che si muoveva lentamente.

Poi diventò attivo. Fece sdraiare il barbuto a pancia in giù, gli aprì le natiche pelose e gli leccò il buco rugoso con passione, lingua che entrava e usciva. Lo preparò bene, poi gli infilò il suo cazzo duro dentro, scopandolo con colpi lenti e profondi mentre il magro gli succhiava il cazzo del barbuto. Simone alternava ruoli con il corpo: spingeva forte quando era attivo, inarcava la schiena quando si faceva prendere. Vennero tutti: il barbuto schizzò sulla panca, Simone gli riempì il culo, il magro gli scaricò sulla schiena. L’odore di sperma caldo si diffuse denso, mescolato al sudore e al vapore. Simone si passò una mano sulla pancia pelosa, raccolse un po’ di sborra e se la spalmò sul petto, sorridendo ai due vecchi.

Ormai luccicante di sborra, il culo dilatato e colante, Simone tornò alle docce aperte per lavarsi via lo strato spesso accumulato. L’acqua calda gli scorreva addosso, sciogliendo la sborra densa che gli colava dalla faccia, dal petto, dalla schiena, mentre l’aria rimaneva impregnata di vapore umido, sudore persistente e sperma fresco. Mentre si insaponava il pelo nero del torace, due anziani sui settantotto si fermarono sotto le docce vicine. Uno era magro, barba grigia rada, pancia flaccida e cazzo lungo e sottile; l’altro più robusto, peli bianchi folti sul petto e sulle spalle, cazzo spesso e venoso. Simone li guardò con occhi socchiusi, si girò lentamente mostrando il corpo ancora sporco, lasciò che l’acqua lavasse via la sborra dalla faccia e dal collo, poi inclinò il capo e si passò le mani sulle natiche pelose, spalancandole leggermente. I due vecchi capirono all’istante. Il magro si avvicinò per primo, gli accarezzò il culo con le mani rugose mentre l’acqua scorreva, infilò due dita dentro il buco ancora dilatato e bagnato di sperma. Simone inarcò la schiena, spinse indietro contro quelle dita, gemendo piano. Il robusto si mise di fronte, prese il cazzo di Simone in mano e lo masturbò lentamente sotto l’acqua calda, mentre con l’altra mano gli strizzava i capezzoli duri. Simone si chinò in avanti, prese in bocca il cazzo spesso del robusto, succhiandolo con avidità mentre l’odore di sudore fresco, vapore e sperma gli riempiva le narici. Il magro gli entrò nel culo con il suo cazzo lungo, spingendo piano ma profondo. Simone si lasciò scopare, corpo che oscillava tra i due, acqua che lavava via la sborra vecchia mentre nuova ne arrivava: il robusto gli schizzò in gola, poi uscì e gli scaricò il resto sulla barba; il magro accelerò e gli riempì il culo di fiotti caldi. Simone si masturbò sotto l’acqua e schizzò sul pavimento piastrellato, mescolando tutto al getto.

Poco dopo, ancora sotto la doccia, Simone si lavò di nuovo il viso e il petto, sciogliendo gli ultimi residui bianchi. Un altro anziano sui settantacinque, calvo con una barba bianca folta e ispida, petto e pancia coperti di peli grigi, si avvicinò incuriosito. Simone lo fissò, si girò di spalle, appoggiò le mani alle piastrelle e spinse il culo all’indietro, offrendosi. Il vecchio non esitò: gli spalancò le natiche pelose, leccò il buco ancora colante con lingua rugosa e calda, assaporando il mix di sperma, sapone e sudore. Simone gemette, inarcò di più la schiena, lasciò che la lingua entrasse profonda. Poi il vecchio si rialzò, gli infilò il cazzo corto ma durissimo dentro con un colpo secco. Simone spinse indietro ritmicamente, corpo che comunicava tutto il piacere. Un altro anziano passò lì vicino, si fermò a guardare, si masturbò furiosamente e schizzò sui piedi del vecchio che scopava Simone; Simone allungò un piede, lo immerse in quella sborra calda e la spalmò sulla pianta callosa del compagno, poi se lo portò alla bocca per leccarla via. Il vecchio accelerò, uscì dal culo e gli schizzò sulla schiena e sulle natiche, fiotti densi che l’acqua lavò via quasi subito. Simone si girò, prese in bocca il cazzo ancora gocciolante, succhiò gli ultimi residui, poi si masturbò di nuovo e venne forte, schizzando sul petto peloso del vecchio.

Ormai luccicante di sborra fresca mista ad acqua, il culo dilatato e colante, Simone andò al bagno turco. Vapore denso, l’aria satura di vapore umido, sudore maschile denso e sperma fresco. Qui c’era un gruppo di cinque anziani, tutti oltre i settanta, pelosi e barbuti. Si mise al centro. I preliminari furono lenti: un piede rugoso gli si posò in faccia. Simone lo leccò con devozione, succhiando le dita pelose una a una, infilandosene tre in bocca mentre guardava il vecchio negli occhi; l’odore acre di piedi sudati lo fece gemere. Un altro gli accarezzava il cazzo con la mano rugosa. Simone si sdraiò su uno e lo inculò profondamente, mani che stringevano le spalle pelose, occhi fissi nei suoi. Poi si lasciò prendere da dietro da un altro, alternando senza sosta. Il suo corpo comunicava tutto: un cenno del capo per invitare il prossimo, la schiena inarcata per offrire il culo, le mani che guidavano cazzi verso la bocca. Succhiava, leccava piedi, si faceva leccare il culo. Sborra dopo sborra: dentro il culo, in gola, sul petto peloso, sulla pancia. L’odore diventava sempre più intenso, un mix opprimente di vapore, sudore e sperma fresco.

I giovani nordafricani e qualche maturo passavano ogni tanto, guardavano incuriositi dalla porta, cazzi in mano, si masturbavano furiosamente ma non osavano avvicinarsi. Simone li ignorò completamente: sguardo fisso solo sugli anziani, corpo rivolto verso di loro, un leggero movimento della testa come a dire “solo voi”.

L'orgia esplose nella sala illuminata. Simone si sdraiò sul lettino centrale, gambe spalancate, cazzo duro che puntava al soffitto. Non disse nulla. Solo un sorriso ampio e uno sguardo che invitava, poi si abbandonò completamente, braccia aperte, corpo offerto. La vetrata era piena di voyeur: anziani che guardavano, qualche maturo e i giovani che si segavano. Entrarono in sette anziani, dai settantadue agli ottantadue anni.

Tutto iniziò con preliminari: quattro piedi rugosi e pelosi gli si posarono addosso. Simone li leccò uno dopo l’altro con passione maniacale: succhiò dita callose, leccò piante intere, infilò in bocca interi piedi, mordicchiò talloni duri, gemendo piano mentre il suo corpo si contorceva dal piacere. L’odore forte di piedi sudati, vapore umido e sudore maschile lo avvolgeva. Due vecchi gli massaggiavano il cazzo e le palle con le piante dei piedi.

Poi la scopata cominciò e Simone rimase totalmente passivo, al centro di tutto. Due anziani gli aprirono le natiche pelose e lo inculavano contemporaneamente, cazzi che si strofinavano dentro il suo buco dilatato e caldo, spingendo a ritmo alternato. Ma gli anziani non si limitavano a lui: mentre uno fotteva Simone, un altro gli si mise di fianco e gli infilò il cazzo in bocca, succhiandolo avidamente; il terzo si chinò sul primo e iniziò a leccargli le palle pesanti e pelose mentre lo inculava, poi risalì e gli baciò il collo rugoso, lingua che esplorava la barba bianca ispida. Il vecchio grasso e peloso si girò verso il vicino magro, gli prese il cazzo rugoso in bocca e lo succhiò con gusto profondo, ingoiandolo fino alle palle mentre continuava a spingere dentro Simone. Due altri anziani si misero in ginocchio accanto, si masturbavano a vicenda con mani rugose e callose, si baciavano con passione sulle bocche sdentate, lingue che si intrecciavano, barbe che si strofinavano. L’aria era satura di vapore umido, sudore denso e sperma che già iniziava a colare. Quando uno venne, schizzò la sua sborra densa direttamente sui piedi del compagno: fiotti bianchi e cremosi che colavano sulle piante callose, tra le dita pelose e rugose. L’odore di sperma fresco si mescolò al sudore. Il vecchio che aveva ricevuto la sborra sui piedi la raccolse con le dita e se la spalmò sul proprio cazzo, poi si voltò e infilò quel cazzo coperto di sborra nella bocca di un altro anziano, che succhiò con gemiti gutturali.

Le sborrate in faccia arrivavano senza sosta. Un anziano tirò fuori il cazzo dalla bocca di Simone, gli puntò il glande violaceo sulle labbra e schizzò tre fiotti caldi e densi direttamente sulla faccia, colando sulla barba nera, sugli occhi, sulla fronte; l’aroma muschiato e pungente di sperma gli riempì le narici. Subito dopo un altro prese il posto e gli riempì la bocca aperta, poi uscì e gli scaricò il resto sulla guancia e sul naso. Simone teneva la bocca spalancata, lingua fuori, corpo immobile e offerto, lasciando che la sborra gli colasse ovunque sul viso. Un terzo vecchio si unì, masturbandosi furiosamente sopra di lui, e gli schizzò un getto potente sugli occhi chiusi, mescolandosi alla sborra già presente. Intanto, un quarto anziano si fece succhiare da un compagno mentre guardava la scena, poi si girò e schizzò anche lui sulla faccia di Simone, aggiungendo strato su strato di sborra densa; l’odore di sperma fresco e sudore diventava quasi soffocante.

Gli anziani continuavano a interagire tra loro senza fermarsi: uno leccava i piedi coperti di sborra del compagno e poi gli infilava il cazzo in bocca, un altro si faceva inculare brevemente da un terzo mentre continuava a fottere Simone, grugniti e gemiti che si mescolavano nell’aria calda satura di odori. Due vecchi si misero a 69 sopra il petto di Simone, succhiandosi reciprocamente i cazzi mentre le loro pance pelose e flaccide si strofinavano sulla sua pelle. Quando vennero quasi insieme, schizzarono parte della sborra sui piedi l’uno dell’altro e parte direttamente sulla faccia di Simone, che la riceveva con gli occhi socchiusi dal piacere; il mix di vapore umido, sudore e sperma gli invadeva ogni respiro.

Simone veniva usato senza tregua: inculato da tutti e sette, uno dopo l’altro e anche in doppia penetrazione, cazzi che entravano e uscivano dal suo culo peloso, sborra che gli riempiva l’intestino e colava fuori. Ma lui rimaneva passivo, gemendo piano, schiena inarcata, mani che stringevano solo il bordo del lettino, corpo che si offriva completamente, respirando quel mix inebriante di vapore, sudore e sperma.

Simone venne due volte solo per la stimolazione interna, la sua sborra che schizzava sul suo stesso petto peloso senza che muovesse una mano. L'orgia durò quasi un’ora e mezza. Alla fine era completamente ricoperto: faccia, barba, petto, pancia, schiena, culo, gambe… tutto bianco di sborra densa di anziani. Il culo colava fiotti continui. Si limitò a un respiro profondo e a un sorriso stanco, le narici piene di quell’odore che lo faceva impazzire.

Esausto ma felice, si girò sul lettino, aprì le natiche pelose con entrambe le mani e mostrò il buco dilatato e colante, guardando gli anziani fuori dalla vetrata con occhi famelici. Non servivano parole. Tre di loro entrarono subito e lo riempirono di nuovo, mentre Simone, passivo fino all’ultimo, accettava tutto con il corpo abbandonato, lasciando che gli anziani continuassero a fotterlo, a baciarsi tra loro, a succhiarsi e a schizzarsi altra sborra in faccia a lui e sui piedi tra di loro, l’aria sempre più densa di vapore umido, sudore e sperma.

La notte era ancora lunga e Simone, al centro di quell'orgia con soli nonni, sporco, usato, soddisfatto e pronto per altro, era esattamente dove voleva essere. Il suo corpo aveva parlato per tutta la sera, e loro avevano capito ogni singola richiesta.
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