Le sorelle francesi pt1
La casa era una di quelle tipiche del sud Sardegna, bianca, con le finestre azzurre e l’attico che dava sul mare. I genitori avevano preso la camera grande al piano di sotto. Louise e Marie, invece, avevano l’attico: un letto matrimoniale, un bagno piccolo ma nuovo, e un bidet che nessuna delle due aveva mai usato davvero.
Era la loro prima sera. Dopo cena i genitori erano già andati a dormire. Le due sorelle erano salite in camera, ancora un po’ ubriache di sole e di vino bianco. Louise, la maggiore, si era tolta il costume e aveva messo solo una maglietta larga. Marie, più piccola di un anno ma con le tette già più piene, era rimasta in mutandine e canottiera.
Vado in bagno, annunciò Marie, entrando e chiudendo la porta.
Il bagnetto era stretto, con il water, il lavandino e il bidet di ceramica bianca proprio accanto. Marie non sapeva bene come funzionasse. Si abbassò le mutandine bianche, le lasciò a metà coscia e si sedette sul bordo freddo del bidet. Aprì il rubinetto con cautela. Un getto d’acqua tiepida partì dritto verso l’alto, colpendola esattamente sul clitoride.
Marie sussultò. Il getto era preciso, insistente, caldo. Le labbra della figa si aprirono da sole sotto la pressione e l’acqua le entrò un po’ dentro, bagnandola tutta. Il clitoride, già sensibile dopo una giornata di costume bagnato e sale, si indurì immediatamente. Marie aprì di più le gambe, quasi senza rendersene conto, e lasciò che il getto continuasse a battere lì, dritto su quel punto. Un piccolo gemito le uscì dalla gola.
L’acqua scorreva, il rumore era distinto nella quiete dell’attico. Louise, sdraiata sul letto, alzò la testa.
Marie? Hai lasciato l’acqua aperta?
Nessuna risposta, solo il rumore costante del getto e un altro gemito soffocato.
Louise si alzò, bussò una volta e aprì la porta senza aspettare. Marie era ancora seduta, le cosce divaricate, le mutandine tirate giù, il viso rosso e gli occhi lucidi. Il getto le batteva ancora sulla figa, e tra le labbra si vedeva già un filo di liquido più denso dell’acqua.
«Cazzo, cosa stai facendo?» chiese Louise, chiudendo la porta alle spalle.
Marie tentò di alzarsi, imbarazzata.
«Non… non so come si usa. L’ho aperto e mi ha colpito lì… e mi ha fatto…»
Louise si avvicinò, si chinò e guardò meglio. La figa della sorella era gonfia, lucida, le labbra leggermente aperte. L’acqua continuava a spruzzare e Marie tremava appena.
Stai ferma disse Louise con voce bassa. Anche io non l’ho mai usato per bene. Fammi vedere.
Si inginocchiò davanti a lei. Con due dita della mano destra allontanò delicatamente le labbra della figa di Marie, esponendo il clitoride già rosso e duro. Il getto ci batteva dritto sopra. Louise sentì subito quanto fosse appiccicosa: non solo acqua, ma un liquido caldo e denso che le scivolava tra le dita.
Sei tutta bagnata… e non è solo l’acqua. Sei eccitata, vero?
Marie abbassò lo sguardo, le guance in fiamme.
Sì… il getto mi fa venire voglia. E… devo anche fare la cacca. Mi è venuta all’improvviso, forte.
Louise non si ritrasse. Anzi, premette il pollice contro il clitoride della sorella e lo strofinò lentamente, sentendo quanto fosse gonfio.
Allora falla qui, adesso. Ti tengo aperta così non sporchi tutto quanta.
Marie esitò un secondo, poi spinse. Un primo pezzo duro uscì piano, scuro, e cadde nell’acqua del bidet con un tonfo umido. L’odore forte e caldo si sparse subito nel bagnetto. Louise tenne le labbra della sorella aperte con le dita e guardò il buco del culo contrarsi. Un secondo pezzo, più lungo e morbido, scivolò fuori e si spezzò a metà. Poi Marie spinse ancora e un getto di diarrea più liquida uscì di colpo, schizzando un po’ sulle dita di Louise.
Brava… continua sussurrò Louise, la voce già roca. Falla mentre ti tocco.
Marie gemette, un suono misto di sollievo e vergogna. Louise non smise di strofinarle il clitoride con il pollice, mescolando acqua, piscio e un filo di merda che le era rimasto attaccato alle labbra. Con l’altra mano le tenne il culo ben aperto, osservando ogni contrazione.
Puzzi di merda e sei tutta bagnata di figa disse, portandosi le dita sporche al naso e annusando a fondo. Poi le leccò lentamente, senza esitazione, sotto lo sguardo della sorella. Sapore forte. Ti piace che ti guardi mentre caghi?
Marie annuì, le cosce che tremavano. Il getto del bidet continuava a battere e Louise aumentò la pressione sul clitoride, strofinando la merda calda direttamente sul punto più sensibile.
Marie si irrigidì, emise un gemito acuto e venne. Le cosce si chiusero di scatto intorno alla mano di Louise, il corpo scosso da un orgasmo lungo e sporco mentre ancora qualche goccia le usciva dal culo. Louise non smise di toccarla finché i tremiti non si calmarono.
Poi ritirò la mano, tutta lucida di sborra, acqua e merda, e se la portò di nuovo alla bocca, leccando ogni dito con calma.
Adesso tocca a me disse, alzandosi e sfilandosi i pantaloncini. La sua figa era già gonfia e bagnata solo per aver guardato. Siediti per terra. Ti metto la figa in faccia e mi lavi con la lingua. Se ti viene ancora da cacare… falla dritta sul pavimento tra le mie gambe. Voglio sentirti e vederti.
Marie, ancora ansimante e con la figa che pulsava, scivolò in ginocchio sul pavimento freddo. Louise si sedette sul bordo del bidet, le gambe ben aperte, e le premette la figa calda e umida contro la bocca della sorella minore.
Lecca. Piano. Voglio sentire la lingua fino in fondo.
Marie aprì la bocca e cominciò a leccare, il sapore salato e forte della sorella che le riempiva la lingua. Louise gemette basso e le afferrò i capelli, spingendola di più contro di sé...
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