Lui & Lei
Manuela
09.09.2025 |
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"Le mani di entrambi restarono intrecciate nei movimenti fino all’ultimo, fino a quando il silenzio della stanza fu rotto solo dai loro battiti, rapidi e disordinati..."
Nella piccola casa sul mare, il ritmo delle giornate era scandito dal vento che passava tra le persiane e dal profumo salmastro che si insinuava in ogni stanza. Manuela, 44 anni, aveva preso in affitto una camera per qualche settimana: cercava silenzio, una pausa, forse anche un po’ di sé stessa.Il proprietario viveva nella stanza accanto. Si incrociavano di rado: un buongiorno accennato, un cenno di sorriso, il tintinnio delle stoviglie condivise in cucina. Tra loro regnava una cortesia discreta, quasi un patto tacito di rispetto.
Una mattina, però, tutto cambiò. Manuela si alzò presto, attirata dal bisogno di un caffè. Passando davanti al bagno socchiuso, lo vide: Lucio, nudo, con il corpo illuminato da un raggio obliquo che filtrava dalla finestra. Non fu un istante banale. Gli occhi di lei rimasero fermi, il respiro sospeso. In quel frammento proibito, sentì un calore improvviso farsi strada sotto la pelle.
Lucio inclinò la testa, osservandola. Poi, lentamente, le tese una mano bagnata, che ancora odorava di sapone e calore. «Sei sicura di essere entrata per sbaglio?» chiese a voce bassissima, quasi un sussurro che vibrava nell’aria.
Manuela deglutì, incapace di rispondere. Invece posò la sua mano sulla sua, lasciando che le dita si intrecciassero. Sentì il calore della pelle di Lucio, la forza contenuta nella sua presa.
Un istante dopo lui la tirò piano verso di sé, annullando la distanza. Il vapore li avvolse entrambi come un sipario. Il tessuto della sua vestaglia si inumidì a contatto con il suo petto ancora caldo, e il cuore di Manuela batteva così forte da sembrare un tamburo contro di lui.
Lucio le prese la mano con decisione, senza romperne il contatto visivo. La trascinò fuori dal bagno, fino alla sala.
Il divano li accolse come un complice silenzioso. Lucio si sedette per primo, attirandola su di sé con un gesto rapido. Lei si lasciò cadere sulle sue gambe, le vesti ormai aperte che lasciavano la sua pelle nuda contro il calore del suo corpo.
Le loro bocche tornarono a cercarsi, affamate. Il bacio era bagnato, profondo, le lingue intrecciate in una danza febbrile. Le mani non restarono ferme: lui esplorava le curve di lei, stringendo, accarezzando, lasciando ogni volta un fremito lungo la sua schiena; lei rispondeva con la stessa urgenza, scivolando con le dita lungo la sua pancia, fino a scoprire la sua durezza senza più barriere.
La sua mano avvolse il suo uccello , umido, caldo e teso. Con un lento movimento iniziò a scappellarlo senza mai smettere di baciarlo. Lucio fece altrettanto con la propria mano, accarezzando per prime le grandi labbra per poi dolcemente accarezzare il clitoride. Un gemito si perse tra i loro baci, mentre le mani si muovevano all’unisono, lente e decise, regalando piacere reciproco.
Le mani di Lucio risalirono piano lungo il corpo di Manuela, fino a raggiungere i seni. Li accarezzò con lentezza, quasi a volerli scoprire centimetro dopo centimetro, stringendoli appena tra le dita, sfiorando i capezzoli con movimenti circolari che la fecero fremere contro di lui.
Manuela si lasciò andare all’indietro, gli occhi chiusi, le labbra socchiuse che lasciavano sfuggire piccoli gemiti spezzati. Ogni tocco era un incendio che le correva nei nervi. La sua mano, nel frattempo, continuava a muoversi con sicurezza sul sesso di Lucio, sentendolo pulsare, vivo, pronto ad esplodere.
Il ritmo dei loro gesti si fece più veloce, sempre più urgente, fino a perdere ogni controllo. Le bocche non riuscivano a staccarsi: tra un bacio e l’altro, il respiro si trasformava in ansimi profondi, in sospiri che riempivano la stanza.
Fu Manuela la prima a lasciarsi travolgere: il corpo le si tese addosso, un fremito che la attraversò tutta mentre si aggrappava forte alle spalle di Lucio. Un gemito profondo le sfuggì, incontrollabile, mentre il piacere le correva dentro ed in quel momento un’onda calda e infinita le si liberò dalla figa.
Pochi istanti dopo anche lui si abbandonò, il primo schizzo caldo andò dritto sul petto di lei e si mescolava al suo sudore. Lui chinò la testa e con la ligua baciò i suoi seni e raccolse il suo sperma per poi passarlo alla sua complice con un bacio. Un sussulto potente che lo fece piegare in avanti. Le mani di entrambi restarono intrecciate nei movimenti fino all’ultimo, fino a quando il silenzio della stanza fu rotto solo dai loro battiti, rapidi e disordinati.
Rimasero così, avvinghiati sul divano, sudati e tremanti, con il vapore del bagno ancora addosso e la certezza che quel segreto, ormai, li avrebbe legati inesorabilmente.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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