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incesto

Fratello e Sorella pt.1


di SelvaggioSardegna
30.01.2026    |    207    |    0 8.0
"Quando finì, Luca si inginocchiò di nuovo e le infilò la lingua dentro, bevendo il mix schifoso di piscio e umori..."
**ATTEZIONE** RACCONTO DAI CONTORNI FORTI-PISS E SCAT

Erano le due e mezza di notte, la casa era silenziosa tranne per il ronzio del frigo in cucina.
Martina (21 anni) e suo fratello maggiore Luca (24) si erano scolati troppe birre guardando Netflix sul divano fino a tardi. Entrambi avevano la vescica che stava per esplodere.
Martina si alzò di scatto, stringendosi tra le cosce.
«Cazzo, devo pisciare subito o me la faccio addosso.»
Luca si alzò nello stesso momento, con la mano già premuta sul pacco dei pantaloni della tuta.
«Anch’io, muovi il culo che sto scoppiando.»
Corsero insieme verso il bagno piccolo del corridoio, quello con il water unico della casa. Si scontrarono spalla a spalla sulla porta.
«Prima io!» ringhiò Martina.
«Col cazzo, sto per pisciare sui pantaloni» ribatté Luca spingendola di lato.
Alla fine entrarono insieme, spalla contro spalla, ridendo e imprecando.
Chiusero la porta per abitudine, anche se in casa c’erano solo loro due.
Martina si abbassò i leggings e le mutandine fino alle ginocchia in un secondo, si accovacciò sul water e lasciò partire un getto lunghissimo, rumoroso, che sembrava non finire più.
«Ooooh porca puttana quanto ne avevo…» sospirò di sollievo, occhi socchiusi.
Luca, accanto a lei, si era già tirato fuori l’uccello mezzo duro (le birre + la vista del culo nudo della sorella mentre pisciava lo avevano tradito subito).
Pisciò anche lui nel water, mirando malissimo, schizzando un po’ sulle cosce di Martina.
«Coglione, mi stai pisciando addosso!» rise lei, ma non si spostò.
Finirono quasi nello stesso momento.
Rimasero lì, ansimanti, ancora mezzi nudi, con l’odore di piscio caldo che riempiva il bagno minuscolo.
Martina allungò la mano verso il porta-rotolo.
Niente.
Guardò meglio.
«Luca… non c’è più carta.»
Silenzio di due secondi.
Poi Luca, con l’uccello ancora in mano e ormai completamente duro, fece un sorrisetto schifoso.
«Sorellina… o ti lecco la fica o ti pulisci con le dita.»
Martina lo fissò, con le mutandine ancora abbassate e la figa ancora bagnata di piscio e di eccitazione.
Si morse il labbro inferiore.
«Se mi lecchi per primo giuro che dopo ti faccio pisciare in bocca.»
Luca non rispose nemmeno con le parole.
Si mise in ginocchio davanti a lei, le allargò le gambe con le mani e ci infilò la lingua direttamente sulla fica stretta ancora umido di gocce.
Le leccò lento, cerchiando, poi spinse la punta dentro mentre con due dita le apriva la figa e ci strofinava il clito gonfio.
Martina gli afferrò i capelli e gli spinse la faccia ancora più a fondo.
«Cazzo sì… puliscimi bene, porco schifoso…»
Luca mugolava, leccando ogni traccia salata, mentre con l’altra mano si segava l’uccello violentemente.
Dopo un minuto buono si tirò indietro, con la bocca lucida e il mento bagnato.
«Tocca a te.»
Martina si girò, lo fece appoggiare con le mani al lavandino, gli abbassò la tuta fino alle caviglie e gli spalancò le chiappe.
Il buco di Luca era già bagnato di sudore e di eccitazione.
Ci passò la lingua piatta dall’ano fino alle palle, poi tornò indietro e iniziò a fottergli il buco con la lingua mentre gli segava l’uccello da dietro con la mano piena di saliva.
Luca gemeva come un animale.
«Cazzo Marti… se non la smetti ti vengo in gola tra tre secondi…»
«Non venire ancora» gli ordinò lei, tirandosi indietro di colpo.
Si rimise a sedere sul water aperto, allargò le gambe al massimo e si infilò due dita nella figa fradicia.
«Piscia ancora. Qui. Dentro di me.»
Luca capì al volo.
Si mise in piedi davanti a lei, le puntò l’uccello dritto sulla figa spalancata e lasciò partire un secondo getto caldo, forte, direttamente dentro il buco della sorella.
Martina urlò di piacere, si strofinava il clito furiosamente mentre sentiva il piscio caldo riempirla e colarle fuori.
Quando finì, Luca si inginocchiò di nuovo e le infilò la lingua dentro, bevendo il mix schifoso di piscio e umori.
Martina venne così, con un urlo strozzato, schizzandogli in faccia.
Dopo restarono lì, ansimanti, sporchi, con il bagno che puzzava di sesso, piscio e sudore.
«Domani compriamo tre pacchi di carta igienica» disse lei con un filo di voce.
Luca rise rauco.
«Oppure lasciamo sempre finire la carta…»
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