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Un bicchiere d'acqua a Nuoro


di SelvaggioSardegna
19.09.2025    |    453    |    0 9.0
"Poi, con voce bassa e insinuante, sussurra: «Direi che adesso… è il mio turno di bere..."
La porta si apre. Luigi, accaldato, tiene il cappello in mano.
Mi scusi… potrei avere solo un bicchiere d’acqua?
Il marito sorride e lo invita a entrare. La moglie appare dal corridoio con una vestaglia leggera. Il tessuto segue le curve del corpo.
Ma certo, vieni dentro.
La moglie porge a Luigi un bicchiere pieno. Lui beve, ma i suoi occhi tradiscono un’attenzione fissa sul décolleté della donna.
La moglie se ne accorge. Un sorriso accennato. Inclina leggermente il bicchiere e un filo d’acqua scivola sul petto, bagnando il tessuto. La trasparenza mette in risalto le sue forme.
Amore… credo di avere bisogno di un piccolo aiuto.
Luigi posa il bicchiere sul tavolo, esitante, poi si offre
Se vuole… posso aiutarla io.
La donna si gira lentamente, porta i capelli davanti alle spalle e solleva appena la vestaglia, lasciando intravedere le gambe. L’atmosfera diventa carica di tensione.
Luisa, di spalle, lascia che i capelli le ricadano davanti. Il tessuto della vestaglia segue ogni movimento
Perdonami… non mi sono ancora presentata. Io sono Luisa.
Si volta lentamente, guardandolo negli occhi.
E ti ringrazio per la tua gentilezza. Non capita spesso di trovare qualcuno pronto ad aiutare così, senza esitazione.
Luigi, visibilmente emozionato, abbassa lo sguardo per un attimo, poi lo rialza verso di lei.
Luigi rimane immobile, il respiro appena più rapido.
Il bicchiere vuoto è sul tavolo, ma i suoi occhi sono inchiodati sul corpo di lei.
Luisa si avvicina con un passo lento, calcolato, e ogni fruscio della vestaglia sembra riempire l’aria. Si ferma a pochi centimetri da lui, abbastanza vicina da far percepire il calore della sua pelle.
«Hai ancora sete?» mormora, inclinando appena il capo. La voce è morbida, quasi un sussurro che graffia.
Luigi deglutisce, incapace di rispondere subito. Si limita ad annuire.
Un sorriso le sfiora le labbra. Solleva il bicchiere, lo porta alle sue, ma invece di bere lo avvicina al viso di lui, lasciando che l’acqua fredda scivoli lentamente lungo il bordo e cada in gocce sulla sua camicia. Luigi trattiene il fiato.
«Strano…» continua lei, «a volte l’acqua non basta. Serve… qualcosa di più.»
Si volta appena, mostrando il profilo, poi lo guarda di nuovo negli occhi. Il gesto è semplice, ma basta a fargli sentire che ogni scelta adesso pende sul filo del non ritorno.
Un rumore improvviso dalla stanza accanto – forse un passo, forse solo la casa che respira – li costringe per un istante a sospendere il momento. Ma l’attesa, il rischio, non fa che rendere l’aria ancora più densa.
Dal soggiorno giunge il rumore di molle che cedono: il marito si è lasciato cadere sul divano. Subito dopo, il fruscio di un giornale sfogliato e un sospiro di chi trova finalmente riposo.
Luisa si avvicina a Luigi con un gesto improvviso, deciso. Le dita sottili raggiungono il tessuto della sua camicia e, con una naturalezza studiata, ne sfiorano i bottoni. Un movimento lento, misurato, quasi impercettibile per chi non osserva da vicino.
«Non ti agitare…» sussurra, mentre un’ombra di sorriso le piega le labbra.
La vestaglia di Luisa sfiora appena la sua mano. L’aria attorno a loro vibra di una tensione che ha il sapore del proibito. Si avvicinano quasi senza pensarci. I loro occhi si cercano per un attimo, poi si chiudono nel silenzio carico di tensione.
Il bacio arriva all’improvviso: breve, avido, come se il mondo intero dovesse scomparire in quel momento. Le labbra si sfiorano con urgenza, rapide, affamate, le lingue si intrecciano, e poi si staccano altrettanto velocemente, lasciando dietro di sé un brivido che corre lungo la schiena di Luigi.
È un bacio che brucia, intenso e rubato, un lampo di desiderio che sembra durare un’eternità pur essendo durato appena un istante.
Quando si allontanano, gli occhi continuano a cercarsi, e il silenzio tra loro è pieno di ciò che non è stato detto: un invito silenzioso a continuare, un gioco di rischio e desiderio che li tiene sospesi tra brivido e attesa.
Luisa lo fissa intensamente, con uno sguardo che scivola dall’alto verso il basso. Non servono parole: Luigi capisce che lei ha notato ciò che sta cercando invano di nascondere.
Un sorriso malizioso le piega le labbra, lento, quasi crudele. Poi, con voce bassa e insinuante, sussurra:
«Direi che adesso… è il mio turno di bere.»
Lei lo bacia, e baciandolo gli accarezza l'inguine sbottonamdogli la patta e prendendogli in mano il cazzo ormai bagnato e turgido in mano.
Senza indugi si lecca le labbra ed affonda la bocca.
La bocca si chiude sulla cappella mentre la lingua ne delinea i contorni.
Lo sguardo di lei volge alla porta, dove fa capolino il marito, Osvaldo. Uno sguardo d'intesa d'amore tra i due. Lui entra in silenzio in stanza, si siede in poltrona e li ammira, mentre lei compiaciuta si masturba sfregandosi l'uccello di Luigi sui capezzoli.
Osvaldo nel mentre si slaccia la cinta, liberando il suo piccolo cazzo per accarezzarlo dolcemente. Gli umori nella stanza aumentano, profumo di fue cazzi e di una figa eccitata. Luigi prende in mano la situazione, puntando l'uccello in direzione della bocca desiderosa della padrona di casa. Il primo di almeno sei o sette fiotti caldi la investe. Lei beve almeno la metà, il resto lo lascia colare sul seno abbondante. Osvaldo, si alza e da bravo padrone di casa si sdraia per terra, facendo accomodare la moglie sulla sua bocca mentre con le mani le massaggia il seno caldo sburrato dal loro ospite assetato. Luisa si lascia andare, preme più forte, la bocca ed il naso del povero Osvaldo avvolti dalla grazia di lei. Fino al suo desiderio più forte, fino al suo lasciarsi andare, fino a quando lei impossibilitata a trattenersi ancora urla e gli esplode in bocca.
Luigi, ancora eccitato dala scena, lo prende in bocca ad Osvaldo e mentre Luisa si sollevava ormai satura di piacere, lascia posto ai suoi due uomini che si esibiscono davanti a lei in un 69 mozzafiato, dove mentre Osvaldo stando sotto lecca il cazzo ormai moscio del povero Luigi, il commensale segava e leccava la bontà dell'uccello di Osvaldo che in pochi secondi gli impregnò la bocca di sperma.
Luisa sorride, piegando appena la testa, mentre Luigi si sistema rapidamente. C’è un lampo di complicità nei loro occhi, un segreto che nessuno può conoscere a parte loro tre.
«Allora…» dice lei, con voce bassa e maliziosa, «ci vediamo al prossimo bicchiere d’acqua?»
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