Lui & Lei
In campeggio
23.01.2026 |
91 |
2
"«Guardala… è bagnata da stamattina pensando a te» disse lei voltandosi appena..."
Luca era arrivato al campeggio a fine settembre per staccare la spina: tenda piccola, natura, silenzio. Pochi campeggiatori, quasi tutti anziani o coppie silenziose.Il secondo giorno era arrivata lei: Claudia, 59 anni portati magnificamente. Capelli castani mossi raccolti in una coda alta, corpo formoso ma tonico – fianchi larghi, culo pieno, seno abbondante che ballava leggermente quando camminava. Indossava pantaloncini corti di jeans sfrangiati e una canottiera aderente color crema che lasciava poco all'immaginazione: niente reggiseno, capezzoli grossi come pattelle.
Quella sera il temporale era scoppiato all'improvviso, come se il cielo avesse deciso di stravolgere tutto e Claudia era entrata nella tenda di Luca chiedendogli riparo dalla pioggia battente. La canottiera bianca zuppa appiccicata alla pelle, i capezzoli grossi e scuri che spingevano contro la stoffa come se volessero bucarla.
Non portava reggiseno, ovvio. I seni pesanti ballavano mentre si raccoglieva i capelli bagnati l'acqua le colava dal collo fino alla pancia morbida.
Luca aveva il cazzo già mezzo duro solo a guardarla.
Lei alzò gli occhi, le pupille dilatate, le labbra socchiuse.
"Scusami se ti sto bagnando la tenda"
«Toglitela» disse lui con voce rauca.
Claudia non rispose con parole. Si afferrò l'orlo della canottiera e la tirò su lentamente, scoprendo prima la pancia rotonda, poi il seno che cadde libero con un rimbalzo pesante. Capezzoli larghi, quasi viola per l'eccitazione e il freddo. Li pizzicò lei stessa con due dita, tirandoli forte.
«Ti piacciono le tette di una che ha vent'anni più di te, vero?»
Luca non rispose. Le saltò addosso, bocca sul seno destro, succhiando il capezzolo come un disperato mentre con la mano libera le strizzava l'altro. Claudia gemette forte, inarcando la schiena, spingendogli la testa contro di sé.
«Succhiali più forte… mordili.»
Lui obbedì. Denti sul capezzolo, tirò fino a farla urlare. Lei gli infilò le mani sotto la maglietta, lo strattonò per baciarlo con violenza – lingua profonda, morsi sulle labbra, saliva che colava.
Poi Claudia gli abbassò i pantaloncini con un gesto secco. Il cazzo di Luca schizzò fuori, duro, venoso, la cappella già lucida di pre-eiaculazione.
«… è più grosso di quanto pensassi» mormorò lei, prendendolo in mano. Lo segò due volte, forte, poi si chinò e lo prese in bocca senza preavviso.
Succhiò con fame, gola profonda, gorgogliando mentre saliva e scendeva. Luca le afferrò la testa, scopandole la bocca con spinte decise.
«Prendilo tutto,… fino in fondo.»
Claudia gorgogliò un "sììì" soffocato, lacrime agli occhi per lo sforzo, ma non si fermò. Saliva le colava sul mento, gocciolava sui seni.
Dopo un minuto si staccò ansimando, fili di saliva che collegavano le labbra al cazzo.
«Adesso scopami. Subito. Non ce la faccio più.»
Si girò a quattro zampe sul sacco a pelo, culo in alto. Si abbassò i pantaloncini e le mutandine nere sporche fino alle ginocchia. La figa era già aperta, gonfia, lucida di umori. Peluria castana non rasata, proprio come piaceva a Luca.
«Guardala… è bagnata da stamattina pensando a te» disse lei voltandosi appena. «Mettilo dentro e sfondami.»
Luca le afferrò i fianchi morbidi, puntò la cappella e spinse dritto fino in fondo con un colpo solo. Claudia urlò, un misto di piacere e dolore.
«Cazzo sììì… riempimi tutta!»
Lui iniziò a pompare forte, schiaffi di carne contro carne che si sentivano nonostante la pioggia battente sulla tenda. Ogni spinta le faceva ballare le tette avanti e indietro.
Claudia si infilò una mano tra le gambe, si strofinava il clitoride furiosamente.
«Più forte… scopami come una puttana… dimmi che sono la tua troia!»
«Sei la mia troia… la figa più bagnata che ho mai scopato» ringhiò Luca, dandole una sculacciata forte sul gluteo destro. La pelle diventò rossa all'istante.
Lei venne per prima, tremando tutta, stringendo il cazzo dentro con spasmi violenti. Gridò il suo nome, la voce rotta.
Luca non si fermò. La girò sulla schiena, le aprì le gambe al massimo, le ginocchia quasi alle orecchie. La penetrò di nuovo, stavolta guardandola negli occhi mentre la martellava.
«Dove lo vuoi? Dimmi dove sborro.»
«Dentro… riempimi la figa… voglio sentirti venire dentro di me… dammi tutto!»
Lui accelerò, il sacco a pelo che scricchiolava sotto di loro. Pochi colpi ancora e esplose, spingendo fino in fondo mentre sborrava fiotti caldi dentro di lei. Claudia gemette di nuovo, sentendo il calore inondarla, le contrazioni che mungevano ogni goccia.
Rimasero così qualche secondo, ansimanti, sudati, il cazzo ancora dentro mentre piano piano si svuotava.
Poi Claudia rise piano, con voce soddisfatta.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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