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Sonia e i collant


di nonnasexy67
30.03.2024    |    8.101    |    9 9.4
"Ero ormai intenzionata a chiudere ogni conversazione con lei, così fui diretta, fissammo il luogo e il giorno per vederci e conoscerci di persona..."
Con Sonia ci siamo cominciate a scrivere, anche se come sempre non cercavo mai di scoprirmi troppo, anche perché lei si descriveva singola etero, questa cosa mi portava ad avere dei dubbi che solo dopo tanti messaggi entrambi abbiamo cominciato ad abbassare la guardia.
Lei non era mai stata con una donna, ma diverse avventure con singoli senza però avere dei feedback e senza lasciarne, non li gradiva e questa cosa mi lasciava ancora dei sospetti sulla reale identità.
Lei sempre molto curiosa e continue domande che alla fine mi lasciavano un certo nervosismo, l’avevo rassicurata che essendo vicine ci saremmo incontrate da sole, le chiesi più volte di scambiarci i numeri di cellulare prima di incontrarci anche per poter avvertirci nel caso di un contrattempo, ma niente da fare.
Ero ormai intenzionata a chiudere ogni conversazione con lei, così fui diretta, fissammo il luogo e il giorno per vederci e conoscerci di persona.
Mio marito con la sua auto mi precedette nelle vicinanze dell’appuntamento che era stato fissato in un luogo pubblico appostandosi per osservare in caso si fosse presentata una persona diversa o strana.
Io con la mia auto raggiunsi il posto, scesi e mi andai a sedere in una delle panchine del piazzale con un cioccolatino in mano come avevamo detto.
Sembro quasi una scema seduta così in attesa, cercando di scrutare tutte le varie persone che passano nelle vicinanze, chiedendomi chissà se è lei o se invece è un lui, io ero stata puntuale, ed ero seduta da una decina di minuti.
Alcune persone di una certa età mi passano vicine, poi vedo una donna che potrebbe essere lei che mi passa davanti a pochi metri ma mostrando attenzione al cellulare, la vedo allontanarsi e mi volto in direzione del bar per vedere se c’era qualcuno ad osservarmi, ma niente, temo ormai che mi ha dato il classico dei bidoni.
Scarto il cioccolatino e mentre lo sto per mettere in bocca, sento un ciao, mi volto ed era la donna che era passata prima, rispondo al saluto e lei mi dice che si chiama Sonia, mi alzo e come se ci conoscessimo da tempo ci diamo i bacetti sulle guance e ci sediamo nella panchina.
Trascorrendo una mezzora a conoscerci un pochino meglio, poi decidiamo di andarci a sedere in uno dei tavolinetti del bar e berci insieme qualcosa, man mano che trascorreva il tempo ci eravamo confidate anche cose intime e peccaminose, lei sempre stata etero aveva avuto diverse avventure con uomini del sito, ma era stata spinta a scrivermi per via della curiosità di farlo con una donna e dei miei racconti sui collant.
Anche lei mi confidò di avere la passione di indossarli senza intimo sotto, ci siamo capite subito fin dopo dieci minuti che eravamo sedute nella panchina, ci piacevamo, la sintonia di certi argomenti e di certe cose che ci accomunavano.
Non volevo forzare la mano, chiedendogli esplicitamente se aveva piacere a concludere il pomeriggio e la serata in un certo modo perché sapevo bene che non aveva mai provato ne con una coppia ne con una donna, per cui la lasciai libera di osare oppure decidere di rivederci in seguito.
Più di un’ora la trascorremmo a chiacchierare, poi guardando l’orologio, mi dice che si è fatto tardi e deve tornare a casa per preparare la cena a suo figlio, prima di lasciarci ci siamo scambiati i numeri di cellulare e ci siamo salutate.
La sera il suo primo messaggio che mi confermava la voglia di provare a giocare con me, immaginandoci in collant entrambe a toccarci vicendevolmente.
Naturalmente avendo in comune molte cose e piacendoci cercai subito di concordare il primo giorno utile per poterci vedere con calma e con un minimo di privacy, così arrivammo a decidere di vederci il venerdì pomeriggio.
Sarebbe venuta a casa nostra e gli avrei presentato mio marito che al primo incontro era rimasto a debita distanza senza farsi notare da lei e senza che la mettessi al corrente della sua presenza, promettendogli però che sarebbe uscito dopo averglielo presentato e saremmo rimaste da sole in casa.
Mi preparai subito dopo pranzo indossando dei collant color carne come gradiva lei, senza intimo sotto, la gonna e una maglia con reggiseno, avevo preparato la moka sul fornello pronta per gustarci in tre il caffè.
Quando la vedo scendere dalla sua auto indossa la gonna e dei stivali, la faccio accomodare in cucina accendendo il caffè e sul tavolo lei poggia una crostata che ha fatta appositamente per noi, dopo qualche minuto entra mio marito e gliela presento ci sediamo tutti e tre gustandoci il caffè e una fetta di crostata insieme.
Dopo una quindicina di minuti mio marito si alza e ci saluta per uscire, Sonia sembra quasi mortificata per averlo fatto uscire, ma la tranquillizzo che è giusto così, i nostri discorsi si indirizzano sul sesso, mi racconta qualche avventura con qualche singolo, e poi mi comincia a dire come le piacerebbe che cominciassimo a giocare tra noi.
La invito a spostarci in salotto, così siamo più comode sedendoci una di fronte all’altra, mi dice che come vorrebbe fare e così le tolgo la maglia, rimanendo in reggiseno, lei fa la stessa cosa a me, poi gli slaccio il reggiseno e vedo comparire dei seni grossi e sodi dalle aureole enormi senza che sporgessero i capezzoli, anche lei mi toglie il reggiseno e come mi volto me li guarda affascinata.
Siamo della medesima altezza, ci viene spontaneo avvicinarci fino a venere a contatto i seni tra loro, si sfregano, i capezzoli subito s’inturgidiscono, ce li guardiamo e ognuna si prende per mano i sui, continuando a sfregarceli con le punte.
Lascio i miei e gli do una leggera palpata ai suoi invitandola a fare la stessa cosa con i miei, sento le sue mani coprimeli e poi palparmeli, poi mi chiede di toglierci le gonne, indietreggio di un passo e slaccio la gonna, lo fa anche lei e ci guardiamo, lei è depilata mentre sotto quella trasparenza si nota il mio triangolino.
Si avvicina ma scostandosi di lato, provo a toccarla ma subito mi dice di farle fare le cose in un certo modo, acconsento, avvicinandosi con il ventre si posiziona di lato accostando il ventre ai miei fianchi comincia a sfregare il ventre innescando un rumore dei nylon che si gratta, quel gioco prosegue per alcuni minuti girandomi intorno.
Dietro di me sporge il ventre e la favorisco chinandomi leggermente in avanti, lei mima di possedermi come fosse un uomo dietro di me, mentre lo strofinio si fa sentire continuamente, mi avvolge anche con le mani e mi palpa i seni, lo fa con estrema delicatezza prolungando un certo appetito che come un interminabile antipasto, mi accarezza la pancia sfiorando l’elastico del collant.
Prosegue a sfregare il ventre fino a rimettersi nuovamente di fronte a me chiedendomi di fare nel medesimo modo, io comincio e ci metto un po' più di malizia cercando di far sentire il mio ventre più sporgente, quando sono dietro di lei comincio a palpare per bene i seni e come anche lei si china in avanti approfitto per continuare a palpare un seno imprigionando tra due dita il capezzolo e con l’altra massaggiare prima la pancia e poi scendere e sentire l’elastico del collant ma proseguo lentamente fino ad accarezzare il ventre.
Accarezzo il gonfiore sentendo lo spacco al centro provo a far passare la mano sotto il collant e gli do dei baci sul collo, lei scosta la testa nel lato opposto che bacio e proseguo a far passare la mano sotto l’elastico del collant fino a sentire la sua pressione ai polsi sento il ventre con la leggerissima ricrescita che mi gratta i polpastrelli, ma alla fine sento il solco e con il medio cerco di farlo scivolare fino a sentire l’orlo umidiccio.
Finalmente si cominciano a sentire i lievi gemiti inconfondibili, sento la punta del clitoride che il mio dito medio accarezzo e roteo delicatamente sale un certo piacere in lei, il liquido che secerne lubrifica sempre più quel bottoncino, il ventre e le dita, le sussurro di stendersi sul letto e per un attimo ci stacchiamo, lei si siede sul bordo e poi si stende io metto il piede destra sotto il polpaccio sinistro suo.
Mi guarda non capendo come mi sto posizionando, ma intuisce appena stendendomi anche io sul letto vede che i nostri ventri si avvicinano tra loro, gli dico ci mettiamo a forbice e subito mi segue convogliando anche il suo ventre fino a venire a contatto, è entusiasta e comincia subito a sfregare muovendo il bacino, ci accarezziamo decisamente con quel strepiccio che si sente del contatto dei collant che contengono ii ventri.
Lei è entusiasta di quel gioco che prosegue, le prendo la gamba sollevata portandola verso il seno muovendo la schiena gli faccio sentire i capezzoli che gliela accarezzano, dalla sua bocca cominciano a venire fuori le parole che si alternano a gemiti di piacere, quando dice apertamente che ha voglia di godere cerchiamo di muoverci più velocemente i ventri.
Quasi in sintonia raggiungiamo il massimo del piacere senza risparmiarci di nascondere il piacere che ci è esploso, i nostri collant sono impiastricciati e bagnati con una evidente colorazione più scura proprio nel punto del tassello.
Dopo un attimo di rilassamento mi scosto e divaricandogli le gambe mi posiziono in ginocchio al centro e avvicino il viso al ventre, prendendo a leccare quella parte di collant bagnato cercando di spingere la lingua a sentire le labbra che imprigionate sono gonfie provo a mordere il nylon con i denti e aiutandomi con le unghie riesco a fare un piccolo buco nel tessuto, spingo dentro il dito per allargare il foro fatto, riesco a far entrare due dita, e quel piccolo foro si allarga fino a trasformarsi in una vera e propria apertura.
Ho di fronte la sua farfallina gonfia e libera dal nylon avvicino la lingua ed ecco che si apre mostrandosi in tutta la sua voglia con quella piccola protuberanza nella parte alta delle labbra, indirizzo la punta proprio in quella parte e le sue gambe si spalancano ancor più, fino a quando di colpo il suo bacino di solleva e la sento che comincia a dedicarmi quell’orgasmo che la sta raggiungendo.
Il mio viso e il naso era spiaccicato nel suo ventre riuscendo a percepire le contrazioni che le avevo provocato con la mia lingua.
Ci abbracciammo strette strette sul letto, io non avevo avuto l’orgasmo e pensai di chiedergli se le sarebbe piaciuto farmi godere come meglio pensava, mi disse apertamente che non si sentiva pronta a provare a baciare una passerina, così mi venne l’idea di mostrargli un giocattolino che avevo usato in precedenza con altre donne, tirando fuori da una scatola quel giocattolo.
Glielo mostrai subito e con curiosità se lo mise a guardare e si mostrò anche curiosa di provarlo insieme, presi subito un forbicino e tagliai il tassello del mio collant praticando un buco e indossai quella mutanda con all’interno un pene in lattice che lo feci combaciare al buco del collant e poi tra le labbra indossando quella mutanda entrava in me mettendo in mostra quello che invece sporgeva e doveva penetrare lei.
Lei divaricando le gambe mi accolse come se fossi il suo uomo e la presi a penetrare con quell’altro membro in lattice, cominciando a muovere entrambi i bacini e massaggiandoci i seni vicendevolmente sembravamo indemoniate.
Gli orgasmi si susseguivano quando era lei a godere quando io, in alcuni momenti riuscimmo ad avere dei prolungati piaceri che si sovrapponevano ed erano intensi come le palpate che si facevano speso quasi violente per la pressione di come ci stringevamo i seni.
Era quasi ora di cena quando ci rivestimmo, gli mostrai un paio di collant da mettersi per non dover uscire con quelli che aveva che erano stati strappati proprio all’altezza del tassello e presentavano una smagliatura che arrivava al ginocchio ma lei non volle e ci promettemmo di andare insieme a prenderne di collant allo spaccio aziendale.
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