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La cavigliera


di nonnasexy67
01.04.2024    |    6.104    |    14 9.6
"Impiegai pochi minuti raggiungendoli al bar e sedendomi, le loro intenzioni erano chiare, mi misero al corrente delle loro intenzioni, dicendomi che..."
Anche in inverno sotto il collant spesso indosso la cavigliera, se metto una scarpa elegante e se porto la gonna faccio in modo che le calze sia di colore carne o grigie se voglio rendere la cosa sensuale, altre volte non faccio caso ne al colore delle calze e ne se la cavigliera la metto sul piede destro o sinistro.
La regola dice che la caviglia a sinistra che la donna è legata sentimentalmente, se invece a destra è in cerca d’avventure, in certi stati d’animo si ha il piacere di essere un po' civettuola o esibizionista, a noi donne piace che ci osservino con una certa malizia.
Mi era stato regalato per il compleanno un buono da spendere in un negozio che si trova in un centro commerciale nelle vicinanze e dopo aver chiesto ad un’amica se poteva farmi compagnia dato che mio marito non era disponibile, ma lei a l’ultimo mi avvertiva di un inconveniente e così cavigliera a destra, collant color carne, gonna e scarpe comode con poco tacco.
Sono pochi gli uomini che fanno caso alle cavigliere, di solito guardano i seni o si voltano per guardare il sedere, mentre stavo guardando le varie vetrine noto che un uomo sui 40 guardava proprio le caviglie, ma senza dire nulla, raggiungo il negozio e comincio a guardare cosa poteva piacermi da indossare, ma vedo che quell’uomo è fuori del negozio ad osservare la vetrina.
Bell’uomo e vestito sportivo, faccio finta di nulla e proseguo ma cercando di spiare i suoi movimenti, lo avevo perso di vista mentre avevo scelto alcune cose da comperare, quando esco con la busta in mano mi dirigo sul corridoio che porta verso i parcheggi, quando vedo comparire l’uomo che fermo al centro mi guarda fisso le caviglie.
Io faccio finta di nulla, passo tra una delle vetrine e lui, ma dopo pochi metri mi volto velocemente per cogliere il suo sguardo se mi stava seguendo, e lui era voltato a guardarmi, proseguo e mi fermo nella cartoleria per prendere una cosina che avevo vista quando ero passata, lui passa davanti la vetrina mentre sto pagando e si dirige verso l’ingresso del centro commerciale.
Raggiunge l’uscita poco prima di me, e poi si volta verso l’ingresso, io tra me penso vediamo se mi rivolge la parola o vuole vedere dove vado, ma appena si richiude la porta dietro di me lui subito guardandomi nuovamente le caviglie, mi dice che lo affascinano le donne con la cavigliera sotto le calze.
Io lo ringrazio e lui mi tende la mano per presentarsi, gli do la mano e lo guardo negli occhi che hanno un colore accattivante e lo sguardo magnetico.
Mi chiede se può offrirmi un drink e prima di acconsentire gli chiedo dove dovremmo andare, lui con il braccio mi indica di tornare dentro, acconsento incuriosita e sia dall’intraprendenza che dal fascino che emanava.
Dopo una mezzora i discorsi si erano indirizzati verso la cavigliera e il significato, era al corrente della cosa e avendo confessato di avere un marito la conversazione prese a farsi sempre più intensa, la sua curiosità di molteplici sfaccettature sulle mie esperienze da sola o con mio marito.
Ero quasi sorpresa di come con pochi minuti i discorsi si erano fatti intimi e personali, ma togliere la maschera è stato quasi naturale, spesso il suo sguardo andava a cadere verso la cavigliera, di solito i miei seni suscitavano più attenzioni, di colpo mi dice che gli piacerebbe realizzare una fantasia che non ha mai realizzata.
Gli chiedo quale fosse e lui mi dice apertamente che vorrebbe farlo con me e coinvolgere un suo fraterno amico, con altrettanta schiettezza gli dico che ci penserò, poi gli dico che si è fatto tardi, alzandoci, ci avviamo all’uscita, mi dirigo verso il tappeto mobile per andare al parcheggio e lui mi si mette dietro, mi da il suo bigliettino da visita passandomelo da dietro e con la scusa si accosta fino ad appoggiarmi il suo ventre poco sopra il sedere, facendomelo sentire appositamente.
In quel momento non ci sono altre persone sul tappeto e mi sento la sua mano palparmi uno dei glutei, quasi avevo l’istinto di voltarmi e dargli un ceffone, ma quei discorsi erano stati molto complici e accattivanti, lo lascio fare e sento che la gonna si solleva la mano velocemente sollevava l’orlo fino a sentirla che mi massaggia il sedere coperto dal collant, mi sussurra che pensava di trovare delle autoreggenti, ma io gli dico che i collant possono essere anche più sensuali delle autoreggenti.
Mi da una stretta al gluteo destro e poi sinistro e poi sento al centro una leggera pressione e la carezza, arriviamo alla fine del nastro e mi lascia ricadere la gonna a ricoprirmi mi viene di fianco accompagnandomi all’auto, come sbocco la chiusura lui mi apre la portiera e aprendola completamente mi osserva mentre mi siedo rimanendo al di là della portiera ma senza chiuderla.
Mi fissa mentre ho la gamba destra dentro, seduta e la gamba sinistra ancora fuori della portiera, gli chiedo se non gli era bastato palparmi sotto la gonna e lui con una smorfia dolce e con un sorriso accenna un movimento con la testa stringendo le spalle, per un attimo prendo il lembo della gonna lo sollevo per fare una fugace mostra anche dello slip, lui raggira la portiera e mantenendola aperta si posiziona alla mia sinistra.
La sua mano si porta nella sua patta e si disegna la forma del suo arnese all’interno, lo fa per due tre volte e poi sento che mi dice di sentirlo io con la mia mano, il pantalone di cotone, io guardo ancora mentre lui si massaggia ancora, poi sollevo la mano e come sente la mia mano toglie la sua, faccio lo stesso movimento suo e sento perfettamente la forma del suo arnese rivolto verso sinistra, sento la punta non è duro del tutto, ma decisamente a mezza strada.
Due anche tre massaggiate e poi tolgo la mano, lui si scosta compiaciuto e si accovaccia al mio fianco, mi chiede un bacio mentre sto mettendo in moto l’auto gli dico di no e lui si risolleva e mi chiude la portiera chiedendomi di chiamarlo.
Qualche giorno dopo mi decido a mandare un messaggio, dopo una serie di messaggi ci accordiamo di rivederci al centro commerciale anche con il suo amico per conoscerlo, poi dato che una delle cose che avevo presa con il buono aveva un difetto ne approfittavo per cambiarla.
Quando arrivo parcheggio nei pressi di dove solitamente lascio l’auto, salgo al centro commerciale e dopo pochi passi vedo Maurizio, in sua compagnia un altro uomo, ben vestito anche lui, bacini sulle guance e mi presenta l’altro, occhi scuri bello anche lui bel fisico alti uguali, si offrono di accompagnarmi a fare il cambio merci, ma visto che il bar è poco prima del negozio dove devo andare gli chiedo di aspettarmi seduti che li avrei raggiunti appena fatto.
Impiegai pochi minuti raggiungendoli al bar e sedendomi, le loro intenzioni erano chiare, mi misero al corrente delle loro intenzioni, dicendomi che conoscevano un hotel dove potevano contare sulla discrezione del personale, a quel punto dissi chiaramente che non sarei andata in uno squallido hotel, se avevano piacere mi avrebbero seguito a casa dove potevamo stare più tranquilli con la complicità di mio marito che era al corrente.
Un attimo di silenzio, si guardarono in viso, parlottarono per pochi istanti e poi mi chiesero che ruolo avrebbe avuto mio marito con la rassicurazione che non li avrebbe toccati, provarono ad insistere di seguirli in hotel, ma io rimasi ferma nella mia decisione e così accettarono, tornammo al parcheggio e mi seguirono con la loro auto.
Li feci salire in casa e accomodare in salotto con mio marito che ci aspettava avendolo avvertito telefonicamente, rimanemmo a chiacchierare per una mezzora e poi con la scusa di dover andare in bagno, ero andata all’appuntamento in collant color carne con la cavigliera naturalmente non avevo intimo sotto il collant, mi tolsi la maglia e il reggiseno e indossai la sottoveste nera che avevo appena presa al negozio, di raso e molto carina che indossarla mi dava la sensazione di avere un copricostume come spesso vedevo portare in estate.
Tipo miniabito con l’orlo che mi copriva l’inguine e dietro mi cascava bene a nascondere i glutei, non era volgare anzi, infilai nuovamente le scarpe e tornai in salotto così facendo l’entrata e sedendomi di fronte a loro che erano sul divano.
Mio marito si alzò andando in cucina a preparare il caffè lasciandoci soli, subito Maurizio mi chiese di sollevare il piede con la cavigliera afferrando subito la caviglia prese a massaggiarla e sentire il contatto della cavigliera, guardandomi mi disse che era molto eccitante quella sottoveste in raso ma s’immaginava di vedermi comparire con un paio di autoreggenti.
Sollevai il lembo della sottana e mostrai che indossavo il collant color carne e dove faceva un certo effetto il mio triangolino nero che traspariva, con i gesti li invitai ad alzarsi e mostrarmi i loro arnesi, quando il borbottio della caffettiera si faceva sentire e preannunciava che da li a pochi attimi sarebbe ricomparso mio marito con le tazzine, io rimanendo seduta avevo tra le mani i loro arnesi che erano quasi pronti a rendermi omaggio.
Ci gustammo velocemente il caffè e ci spostammo tutti e quattro in camera, mi sedetti sul bordo del letto e subito mi misero al centro delle loro attenzioni, mentre Maurizio aveva preso a baciarmi le caviglie e i piedi il suo amico mi stava baciando e succhiando i seni.
Divaricai le gambe mostrando il mio ventre che era ancora coperto dal collant e man mano Maurizio saliva leccando i polpacci e cosce poi mi fece stendere e provò a leccarmi la farfallina per qualche minuto e poi prendendo il lembo dell’elastico dei collant me li sfilò con delicatezza e riprese a leccarmi la caviglia e mordicchiarmi la cavigliera.
I loro arnesi ormai erano diventati duri e vogliosi di me, ma anche la mia patatina aveva voglia di accoglierli e sentire come si sarebbero mossi dentro di me provocandomi piacere, scelsi di mettermi seduta sull’arnese dell’amico e scivolando tutto dentro di me fui subito presa con fermezza dalle sue mani sui glutei per aiutarmi a cavalcarlo in maniera scandita sempre più velocemente.
Dissi a Maurizio di mettersi seduto sulla spalliera del letto per farmi assaporare il suo che meritava di sentire la mia lingua, da quel momento fu un continuo di esplosioni, di orgasmi, di piaceri, li feci godere dentro di me non so quante volte, tentarono anche di penetrarmi avanti e dietro contemporaneamente ma senza successo, ma ebbero ugualmente una bella dose di piacere e anche io quando giungemmo a sera avevo avuto almeno 5 o 6 orgasmi e mi ero gustata i loro nettari sui seni che mi faceva impazzire quando mi veniva spalmata quella crema calda sulle aureole e sui capezzoli.
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