orge
Alì
09.12.2025 |
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8
"Alì mi guarda così intensamente, poi guarda la mia amica, infine getta nel fuoco l'arancio che sfrigola lamentoso, sollevando scintille, poi senza emettere altri suoni, si volta e va via, ..."
Sono stata ospite di un'amica in campagna per qualche giorno, lo scorso anno.La sua casetta è un po' isolata dal centro del paese e volendo approfittare del famoso 110% aveva deciso di risistemare la sua abitazione con qualche tocco, qua e là per... renderla meno bisognosa di cure nel futuro prossimo.
Mi aveva illustrato alcune delle sue idee al telefono, ed io, avendo vista la proprietà già in fase di acquisto le avevo proposto delle possibili soluzioni, soprattutto per una certa area dello stabile, che mi aveva particolarmente colpito e che le avevo preavvisato, sarebbe stata mia, previo ovvio pagamento, che al momento non potevo onorare.
La nostra amicizia, anche se di fresca acquisizione temporale, aveva fatto venire alla luce alcune idee stimolanti da attuare, non di meno quella certa idea fissa che ho, da quando frequento il sito di A69.
Dicevo che la casa è distante dal centro abitato e per ovvie ragioni lei aveva un po' di timore a rimanere sola la notte, anche perché i ragazzi che lavoravano alla casa, avevano preso possesso di un pezzo, ancora abbandonato del giardino, con le loro roulotte e quindi...
Beh voi capite, con tutto quello che si sente in giro, una donna sola in una casa, dove degli uomini stanno facendo dei lavori...Quanto volete che tenga una porta o una finestra chiusa se c'è volontà di entrare?
Mentre ragionavo su alcuni scenari indotti dalla fervente preouccupazione della mia amica, mi decidevo ad organizzare il pomeriggio per raggiungere la proprietà. Finita definitivamente la storia col mio ex, potevo ben pensare di godermi un po' di quella fantastica vita da single a cui da tanto aspiravo.
Mi metto in viaggio mentre mille pensieri perversi si affacciano alla mia mente 'animo ragazza' mi dicevo 'è un'amica fresca, dai tempo al tempo e ti si offrirà su un vassoio d'argento non una, ma mille mila opportunità di coinvolgerla nei tuoi giochini, anche in compagnia di terzi'
Continuavo nel viaggio attraversando la strada alberata che dirigeva verso una spianata di terra battuta e libera da qualsiasi traccia di vegetazione,dove si ergeva quella che sarebbe stata la nostra prossima dimora, una costruzione in pietra e assi di acciaio e in parte di legno lavorate dai tarli.
Quando arrivo, i ponteggi sono già montati, mi accorgo subito della colorita presenza di alcuni ragazzi che trafficano con del materiale da costruzione. Mi guardo attorno ma tracce visibili della mia amica o dei suoi mezzi, non ce ne sono
Mi decido per una rapida ispezione della costruzione, per vedere come è messa e quantificare il tempo potrebbe essere necessario per il lavoro e da fare, sopratutto in quell'angolo che sarebbe stato il più peccaminoso... mi accingo quindi a girarci attorno in maniera silenziosa.
Non è messa male, ricordo che quando l'abbiamo trovata, era abbastanza nascosta dalla vegetazione selvaggia, un rudere di cui a malapena si scorgeva il tetto in pessime condizioni, una parte del costato esterno, e la base di un angolo dove si trovava un qualcosa che rifletteva la luce. Fu per quel bagliore che ci siamo accorte della casa. Accostando l'auto scendemmo incuriosite e spostando fasci di rami penduli ci accorgemmo della vetrata che una volta era ben articolata e nascondeva un lucernaio, ma era piuttosto rovinato... immaginai la parte ricostruita dove potevo costituire la sala lettura, al piano terra e la sala relax sport al piano superiore, come sarebbe stato bello!! Mi ritrovai a fantasticare a voce alta coinvolgendo anche Luisa che si fece prendere dall'entusiasmo. Qualche istante dopo cercavamo su internet informazioni sul luogo e guardando i vari siti di agenzie, trovammo proprio quello che stava davanti a noi, il prezzo era abbordabile, certo ne avremmo spesi almeno il triplo per rimetterla a posto... Ma forte lei dei suoi studi e forte io delle mie idee, abbiamo fatto un patto e trascritto un accordo, poi siamo andate a mettere un po' di firme sui documenti occorrenti. Lei era alla sua prima, timida ristrutturazione ed io ero un monte di idee in fibrillazione.
Continuo a girare intorno alla casa fino a raggiungere quello che era l'angolo dei miei sogni.
Eccolo lì c'è l'angolo delle vetrate che andranno cambiate, che illumina tutta la casa all'interno e permette di avere una vista fantastica sulla valle e i tetti delle abitazioni giù a valle, oltre che del bosco, quell'angolo sarebbe stato il mio punto di libertà.
Chissà se dalle costruzioni in basso si vede quello che succedeva proprio lì, forse uno scrutatore delle stelle, forse qualche escursionista a passeggio.
Mi immaginavo, con i seni dondolanti e liberi e le mani schiacciate contro il vetro che si appannava ad ogni mio caldo respiro godurioso mentre venivo presa a pecorina e riempita di cazzo, mentre sotto di me, tra le mie gambe aperte e incerte, Luisa che mi succhiava la clitoride...
Chissà se qualcuno, giu' dal paese dopo osservazione, si sarebbe spinto fin sul ciglio della proprietà per guardare meglio.
Chissà se me lo sarei ritrovata nelle mie passeggiate solitarie, di fronte, ad esigere qualche prestazione....
È mentre son persa nelle mie fantasie che vengo colta da quella terribile sensazione di un abito infeltrito o che è diventato troppo stretto e soffoca, la durata di un attimo, proprio come quello in cui un ragazzo, non si accorgendosi di me mentre indietreggia con qualcosa in mano, mi sbatte addosso.
Trasecolo e mi sposto goffamente per evitare di peggio e gli dico, con tono alterato < hey ma un po' di attenzione, no?!?>
Si intravede appena il volto celato sotto la sciarpa che gli copre la parte inferiore del viso e il cappello che copre quella superiore < io no sa che tu c'è >biascica mentre gli cade dalle mani, con un tonfo che solleva una nube di polvere, il sacchetto di sabbia scura
riattacca a parlare e mi tende la mano < Alì > io continuo a guardarlo senza accennare alcun gesto verso di lui, bofonchio un improbabile "piacere" e lui scostando la sciarpa mi sorride e prende a girarmi attorno lasciandomi perplessa, poi si ferma di nuovo davanti a me, si flette sulle gambe ed apre entrambe le braccia e continua a sorridere. si avvia verso la porta di casa < al caldo su> Lo seguo prima con lo sguardo, domandandomi cosa possa avere visto, infagottata come sono nel cappotto, cmq lo seguo desiderosa di un ambiente più accogliente.
Entriamo in casa e scopro, non solo che il camino è già acceso ma anche, che lui ha le chiavi.
L'aria calda che proviene dal ciocco nel camino che arde, ravvivando le pareti di un bel tono aranciato, mi entra nelle ossa e mi sfilo i guanti, che appoggio su un tavolino dove c'è tutto l'occorrente per preparare del tè, nella sala ci sono due comode sedie poste una di fronte all'altra, solo due, che strano.
Guardo Alì che mi guarda e sorride e niente, non mi riesce davvero di trovarlo simpatico vedo tanta furbizia in quel ragazzo che non mi ispira fiducia. Per sottrarmi alla sua presenza, mi volgo verso il camino e slacciando il cappotto, sto per toglierlo quando la porta si apre e spunta Luisa che poggia distratta le borse sul tavolo e corre ad abbracciarmi. < Sei qui, finalmente!!!>
Il freddo mi prende nuovamente mentre la abbraccio e ho l'impressione che mi si strusci addosso, pensiero di un attimo, catturato dal movimento di un arancio che rotola giù dal tavolo < Hai portato freddo> dice Alì mentre chiude la porta e torna ad osservarci, l'arancio arresta il suo percorso ai suoi piedi. Si china e lo raccoglie, pulendolo velocemente sulla manica della sua giacca, prima di affondarci i denti.
Si dai, ravviviamo un pò il fuoco, le dico spostandola leggermente per prendere un secondo ciocco che però non trovo.. Guardo Luisa che intuendo la domanda. con un filo di voce sospira mi riporto in posizione eretta e lo guardo interrogativa, addenta nuovamente il frutto dolce, che lascia colare un pò del suo succo sul mento scuro < Sono il guardiano del fuoco> Mi guarda con le iridi nere come l'inchiostro, dentro cui si riflettono le danze delle fiammelle alle mie spalle , si pulisce il mento con il dorso della mano e aggiunge, vuoi più fuoco?
Il silenzio cala nella stanza e ci avvolge, Ali non distoglie lo sguardo da me che mi sposto in avanti di un passo per il calore che mi scalda la schiena, anche Ali fa un passo, in avanti, come ad azzerare una distanza immaginaria. gli rispondo mentre lui si avvicina ancora, sorridendo sinistro.
Dall'esterno della casa arrivano più voci, quasi richiami, Luisa si sposta tra di noi e gli chiede di portarne...
Ho avuto la netta sensazione che se non fosse stato distratto dai suoi colleghi,all'esterno della casa sarebbe accaduto qualcosa. Alì mi guarda così intensamente, poi guarda la mia amica, infine getta nel fuoco l'arancio che sfrigola lamentoso, sollevando scintille, poi senza emettere altri suoni, si volta e va via, richiudendo la porta alle spalle.
La mia amica non dice nulla di più va verso la frutta e in silenzio inizia a riporla, mi sposto alle sue spalle e le tolgo la giacca a vento < qui fa caldo, questa non serve> si lascia spogliare e il semplice gesto riempie la cucina del suo odore muschiato, ' calma ragazza, calma ci sarà il tempo per sottometterla ', mi impongo di pensare ad altro e portando con me la sua giacca per appenderla, mi avvicino alla finestra ed osservare fuori...
Li vedo Alì con dei colleghi che parla e ride, poi si sposta dal gruppo, dopo che si sono scambiati pacche sulle spalle e si dirige verso la legnaia...
È leggermente coperto da un albero, ma penso di intuire dai movimenti del braccio cosa sta facendo, improvvisamente si volta, verso la finestra, come se sapesse che stavo guardando e sorride apertamente, mentre il movimento del braccio si fa più veloce.
Poi vengo distolta dalla mia amica, che mi abbraccia da dietro e mi sussurra < sono contentissima che sei arrivata e non sono più da sola>
Rivisitato e ampliato
Continua...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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