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La Sorpresa di Giovanna


di scamb10
31.03.2026    |    2.900    |    4 9.2
"" Giovanna obbedisce ridendo, scivola in ginocchio davanti a Leonardo e lo prende in bocca senza cerimonie, con quella tecnica sua che non ha eguali — lenta all'inizio, poi sempre più..."
Giovanna è la mia complice, la mia amica, la mia troia preferita. Lo dice lei stessa, ridendo, con quella bocca che sa fare cose che farebbero impazzire chiunque. Tra noi funziona così: io organizzo, lei esegue — e ci diverte da morire.
L'idea era semplice: trovare un terzo per soddisfare una delle voglie preferite di Giovanna, quella di sentirsi riempire da due cazzi insieme. Quando mi ha parlato di un tipo che l'aveva contattata sui social, ho fiutato l'occasione. "Propongli un tre," le ho detto. Lui ha risposto chiedendo prima un caffè conoscitivo. Ragionevole.
Il giorno dell'appuntamento non ho potuto esserci. "Vacci tu," le ho detto. "Fagli capire chi sei."
Me l'ha raccontata la sera, ridacchiando. Erano finiti in macchina. A un certo punto lui si era abbassato i pantaloni e Giovanna — ovviamente — non aveva resistito. Solo una carezza, mi ha detto. Solo una carezza, con quella faccia innocente che conosco benissimo.
Allora le ho proposto il gioco.
"La prossima volta," le ho detto, "gli consegni il telefono. Ti fai filmare mentre glielo succhi. Poi mi mandi il video, a sorpresa. Ma non farti scopare — fallo aspettare. Quello è per tutti e due, quando ci incontriamo."
Giovanna ha riso forte. Quel tipo di risata che significa sei pazzo ma anche che bella idea. Non pensavo lo avrebbe fatto davvero.
Il giorno dopo: niente. Il tipo era sparito. Messaggi ignorati. Stesso il giorno seguente.
Al terzo giorno, verso mezzogiorno, apro WhatsApp.
Un video di Giovanna.
Lo apro con le mani che quasi tremano per la curiosità. E lì, in quei cinque minuti densi e silenziosi, c'è lei — la mia troia meravigliosa — con quel cazzo in bocca che non lascia un secondo di tregua. Succhia lenta, poi affonda, la lingua che lavora sul glande, le labbra strette lungo l'asta. Non si ferma mai. È concentrata, precisa, goduta.
Fino alla fine.
Bocca spalancata, lingua di fuori, gli occhi alzati verso la telecamera — e lui che le schizza addosso tutto, sulla lingua, sul palato, sulle labbra. Giovanna non si sposta di un millimetro. Poi, con quella cura quasi affettuosa che la rende unica, pulisce tutto. Lecca ogni centimetro, inghiotte senza lasciare nulla.
Grandissima.
Le ho scritto subito. Com'era andata? Le era piaciuto? — Domanda retorica, si vedeva benissimo dal video.
E per l'incontro a tre?
"Ci aspetta giovedì a casa sua," mi ha risposto. Con una risata. Quella risata lì, che conosco, che significa che si è già immaginata tutto quello che le faremo.
Il giovedì ci troviamo al solito parcheggio. Giovanna è vestita da vera troia come piace a me: gonna corta, autoreggenti, scollatura generosa. Saliamo in macchina e andiamo all'indirizzo di Leonardo.
Al portone, suoniamo. Nessuna voce al citofono — ma la porta si apre. Saliamo le scale e dal primo piano arriva una voce dietro una porta socchiusa: "Siamo qui."
Busso, apro.
Leonardo ci accoglie con un sorriso e una stretta di mano. Spumante, due parole, e intanto io comincio il mio rituale con Giovanna: la abbraccio da dietro, le mani sui seni grandi che traboccano dalla scollatura, poi giù lungo la gonna che sollevo quel tanto che basta per mostrare le autoreggenti a Leonardo, che segue tutto con gli occhi attenti.
"Andiamo in camera?" propone lui.
Ovviamente sì.
Ma in camera ci aspetta la vera sorpresa.
Sul letto: una ragazza — Laura — con la bocca occupata dal cazzo di un altro ragazzo, Roberto, disteso e con la testa abbandonata sul cuscino. Leonardo fa le presentazioni con la naturalezza di chi ha organizzato tutto nei minimi dettagli.
"Laura è per te," mi dice, indicandomi il letto.
Sorrido, mi giro verso Giovanna, le prendo il mento con due dita: "In ginocchio. E mostragli quanto sei brava."
Giovanna obbedisce ridendo, scivola in ginocchio davanti a Leonardo e lo prende in bocca senza cerimonie, con quella tecnica sua che non ha eguali — lenta all'inizio, poi sempre più profonda, le mani che stringono i fianchi di lui mentre Laura mi accoglie sul letto con le gambe già aperte.
Da lì il tempo smette di scorrere in modo lineare.
Diventa un groviglio caldo di corpi, bocche, mani. Laura è brava, presente, generosa. Ma ogni tanto rubo un'occhiata a Giovanna — e ogni volta è uno spettacolo diverso. La vedo passare da Leonardo a Roberto con la disinvoltura di chi sta esattamente dove vuole essere. La vedo inginocchiarsi tra due cazzi e lavorarli in parallelo, alternando lingua e mano con una coordinazione che farebbe invidia a una professionista.
Il momento più bello arriva quando Roberto si distende sul letto e Giovanna lo inforca, schiena dritta, i capelli sciolti, i seni che ondeggiano a ogni affondo. Poi si piega in avanti, prende me in bocca, e con una mano libera inizia a segare Leonardo che si è avvicinato. Tre uomini. Una donna. Tutto perfettamente orchestrato da lei, la mia troia adorata, che geme con la voce bassa e continua a muoversi senza perdere il ritmo.
La stanza è piena di suoni caldi, respiri affannosi, il rumore bagnato delle bocche e dei corpi.
A un certo punto incontro gli occhi di Roberto. Siamo entrambi vicini. Lo capisco senza parole — lui lo capisce senza parole. È bastata quell'occhiata.
Giovanna deve aver sentito qualcosa cambiare, perché si stacca, si inginocchia al centro del letto con la faccia alzata verso di noi, la bocca aperta, gli occhi brillanti.
Arrivo io per primo, poi Roberto quasi in contemporanea. Giovanna non chiude gli occhi, non si gira, non schiva niente. Li accoglie entrambi con quella disponibilità assoluta che la rende straordinaria — sulla lingua, sulle guance, sulle labbra.
E poi, come sempre, con quella cura quasi amorevole, pulisce tutto. Ogni goccia. Ogni centimetro. Leccando lenta, inghiottendo tutto, con un sorriso soddisfatto che vale più di qualsiasi parola.
Grande la mia Giovanna.
Grande la mia troia.
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