Prime Esperienze
Guardami 2
21.07.2026 |
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"Giulia prese dell’olio dal piano della cucina e se ne verso un po’ sulla mano e le sue dita cominciarono a scivolare verso il suo culo..."
Giulia si svegliò la mattina dopo con il corpo ancora caldo di piacere. Andrea dormiva profondamente accanto a lei, nudo, il viso rilassato, un leggero sorriso sulle labbra. Lo sperma di Amadou era ancora dentro di lui e lei lo sapeva.
Nei giorni successivi la routine tornò, ma l’aria tra loro era cambiata. Ogni sguardo, ogni tocco era carico di complicità sporca. Andrea arrossiva quando lei gli sfiorava il culo sotto la doccia, ricordandogli quanto era stato bello vederlo preso così.
Quel giovedì Giulia tornò al mercato con un vestito leggero, quasi trasparente sotto il sole caldo.
Il banco di Amadou era lì, carico di verdure fresche. Lui la vide arrivare e il suo sorriso si allargò subito, malizioso.
«Buongiorno, bellissima» disse con quella voce bassa che le entrava dentro.
Giulia si avvicinò, fingendo di guardare la merce. I suoi occhi però scesero subito sul pacco di lui, evidente sotto i pantaloni troppi corti.
«Ho bisogno di qualcosa di grosso oggi» mormorò, prendendo in mano una zucchina particolarmente lunga e spessa, quasi quanto il cazzo di Amadou. La soppesò, facendola scorrere lentamente tra le dita. «Questa sembra perfetta.»
Amadou rise piano, guardandosi intorno per assicurarsi che nessuno sentisse. «Perfetta per cosa? Per cucinare… o per qualcos’altro?»
Lei alzò gli occhi, fissandolo con intensità. «Per ricordare a mio marito quanto gli è piaciuto l’altra sera. Gli ho detto che forse stasera gli preparo una sorpresa. Una zucchina bella grossa… proprio come quella che gli hai spinto dentro qualche giorno fa.»
Amadou si passò la lingua sulle labbra, eccitato dal ricordo. «Tuo marito ha preso tutto fino in fondo, eh? Non pensavo che un uomo così… elegante avrebbe urlato così forte mentre gli sborravo dentro. Aveva il culo stretto all’inizio, poi si è aperto come una puttana.»
Giulia strinse la zucchina più forte, sentendo il clitoride pulsare. «Gli è piaciuto da morire. Ancora ieri sera, mentre lo toccavo, gemeva il tuo nome. Diceva che non aveva mai sentito un cazzo così grosso aprirlo in quel modo.»
Amadou si sporse leggermente sul banco, abbassando la voce. «Digli che se vuole un altro round, io ci sto. Magari la prossima volta lo faccio venire con la zucchina mentre lo guardi e poi gli do il vero cazzo. Oppure lo mettiamo a quattro zampe tutti e due… tu con quella zucchina nel culo e io che lo scopo davanti.»
Giulia pagò, lasciando che le dita di lui sfiorassero le sue più del necessario. «Magari glielo dico stasera, mentre gli infilo questa dentro e gli racconto quanto ti è piaciuto riempirlo.»
Amadou le fece l’occhiolino. «Portagli i miei saluti. Digli che il suo culo mi manca già.»
Giulia tornò a casa con la zucchina nel sacchetto, il cuore che batteva forte. Andrea era in cucina. Quando lei tirò fuori la verdura e la posò sul tavolo, lui capì subito. I suoi occhi si accesero.
«È… grande» mormorò, arrossendo.
Giulia si avvicinò da dietro, premendogli il corpo contro la schiena proprio come aveva fatto Amadou sul terrazzo. «L’ho scelta pensando a te. Amadou ha detto che la prossima volta te la infila mentre ti scopa. Dice che il tuo culo gli manca.»
Andrea ansimò, già duro contro il bancone. Giulia gli abbassò i pantaloni lentamente, baciandogli il collo.
«Piegati» sussurrò. «Voglio prepararti per lui.»
E mentre la zucchina fredda e spessa cominciava a premere contro il suo buco ancora sensibile, Andrea chiuse gli occhi e gemette il nome di Amadou, pronto a rivivere tutto.
Almeno nella sua testa.
Ora era sua moglie a premere dietro la sua schiena e quello non era il cazzo di Amadou.
Sentiva il morbido corpo di Giulia e il suo seno che premeva sulla sua schiena.
Una mano di lei sul petto, l’altra teneva quello che lui avrebbe voluto essere un cazzo e che ora gli scivolava tra le natiche. Sapeva come farlo eccitare, sapeva che così avrebbe allargato le gambe mentre il suo buco si inumidiva di voglia.
Giulia prese dell’olio dal piano della cucina e se ne verso un po’ sulla mano e le sue dita cominciarono a scivolare verso il suo culo
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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