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Prime Esperienze

studio e mare


di happysun0013
08.05.2026    |    252    |    2 9.4
"Succhiavo con avidità quel membro, con gli occhi chiusi completamente immerso in quell'estasi..."
Trascorro la settimana immerso nello studio, e, a parte qualche uscita sporadica semplicemente per svagare la mente o un povera spesa al supermercato vicino casa, non mi concedo altro svago.

Sono indietro con gli esami così decido di rimanere a casa ancora un altro fine settimana complice anche il fatto che i miei compagni di casa siano nuovamente rientrati dalle famiglie.

Sabato mattina mi alzo presto, colazione, boccata d'aria e subito giù nello studio.

Questa settimana ho studiato un bel po' quindi decido di prendermi il pomeriggio di relax, così verso le 13.00 decido di uscire, fare una passeggiata fino al mare, scollinare gli scogli e staccare un po' la spina.

Indosso i miei boxer-costume, rigorosamente rossi, rigorosamente senza retina e rigorosamente senza nulla sotto; prendo la bicicletta e mi dirigo ad una gelateria sul lungomare, prendo una brioches con gelato e proseguo verso gli scogli.

Da li, mi dirigo attraverso la spiaggia verso la scogliera.

Questa zona è un lungo promontorio, largo circa 400 metri, fatto di ciottolame, delle calette e degli scogli che si pronunciano in acqua.
Mi piace molto camminare sugli scogli, sia che siano percorsi semplici che ostinati: mi sentivo rilassato e abbandonato a quel momento, ero finalmente uscito dal mondo dello studio e non volevo pensare a niente.

Un tratto di scoglio risulta impossibile da attraversare, così decido di entrare in acqua e circumnavigarlo.

Arrivo in un punto dal quale potevo risalire sullo scoglio: uno scoglio particolare che crea una sorta di arco; passo attraverso l'arco e svolto sulla sinistra.

Così mi trovo in una zona ombreggiata e nascosta che protegge due piccolissime spiaggette.

Decido di fermarmi li. Spiaggetta minuta, tranquilla, non troppo esposta.

Tolgo boxer e maglietta, li poggio sullo scoglio in alto per farli asciugare e mi tuffo.

Mi abbandono al mare facendo una bella nuotata; rilassato, mi allontano, immergendomi di tanto in tanto per guardare i fondali pieni di vegetazione.

Quando decido di tornare indietro, mi rendo conto che sulla spiaggetta accanto alla mia era arrivato un tipo in canoa, dorso nudo e pantaloncino verde militare, che, sceso dalla sua "imbarcazione" si dirige verso la spiaggetta.

Osservo la situazione a pelo d'acqua, lo vedo voltarsi per tirare su la canoa e mi accorgo che è una donna.

Una donna in topless, dai seni prosperosi e ballonzolanti, che seguivano l'ondeggiare dei fianchi larghi.

Rimango nascosto in acqua dietro uno scoglio a guardare la scena.

Purtroppo la mia mania di esibizionismo prende sempre il sopravvento e quindi decido di riprendere la mia nuotata, come se nulla fosse, mostrando palesemente il mio sedere sopra il pelo dell'acqua.

Così giungo alla spiaggetta ed esco dall'acqua con disinvoltura e il pisello abbastanza sveglio, con la presunzione di essere solo.

La signora, una interessante cinquantenne abbronzatissima dai seni sodi, mi guarda e mi rivolge un attenzione.
Mi chiede se gli scogli sul fondale danno noia nel camminare, io rispondo negativamente premurandomi di avvicinarmi con la palese intenzione di aiutarla ad entrare in mare.

Lei mi guarda, mi sorride e mi invita a tuffarmi, che lei sarebbe subito arrivata.

Così faccio, mi tuffo e, nuotando sott'acqua mi allontano il più possibile.

Quando riemergo la signora si era già tuffata e si avvicinava a me.
Inutile nascondere che ero eccitatissimo: il mio pensiero andava ad una scopata sicura con una donna più grande di me, disinvolta in una spiaggetta nascosta e privata.
Lei mi raggiunge, iniziamo una viva conversazione: non si scompone al fatto che io sia nudo, e d'altro canto, non mi interesso più di tanto a quei seni appena sotto il pelo dell'acqua. La signore era era davvero interessante, conduceva il gioco, mi chiedeva se andassi li spesso e se facessi sempre nudismo. Mi chiese se non mi imbarazzassi e mi chiese di distendermi a pelo d'acqua per mostrarmi completamente.
Io accettai di buon grado da bravo esibizionista e forte della mia erezione.

Lei mi guarda, mi fa i complimenti e mi accarezza su tutto il corpo. Mi intima di non muovermi, dice che vuole vedermi meglio. Mi mette una mano sul sedere, aiutandomi a stare sdraiato a pelo, mentre lei mi accarezza dappertutto, prediligendo il pisello.

Sento i suoi seni sul mio fianco, morbidi e nello stesso tempo sodi.
Sono completamente rilassato sotto i suoi occhi e le sue carezze.

Si avvicina al mio viso, così provo a lanciarmi per baciarla. Sprofondo in acqua, e, a quel movimento la signora mi allontana.

Mi dice che dovevo fidarmi e rimanere come mi aveva richiesto finchè non fosse stata lei a darmi un ordine diverso.

Così mi sdraio di nuovo a pelo, e fu lei stavolta a baciarmi.

Ci baciamo in quella posizione strana lasciando libero sfogo alla mia erezione, finchè lei non si sposta e abbassandosi si infila con la testa in mezzo alle gambe iniziando a spompinarmi.

Una bocca morbida, dolce, umida, che sa il fatto suo e che mi stava facendo godere.

Con la mano mi accarezzava le palle, per poi stringerle e ancora poi giocare con il mio buchetto.

Quando poi la sua mano si insinua provando a spingermi un dito dentro, io mi irrigidisco in modo fulmineo a quel gesto inaspettato, ma la signora va per tranquillizzarmi. Decido di lasciarmi andare così lo lascio entrare, sento la punta e poi la spinta del dito fino in fondo.

Un dito che si muoveva pian piano e il mio culo si abituava a quella presenza.

Riprende in bocca il pisello, mentre tenendomi la gamba mi tira verso la riva.

Tira fuori il dito e il pisello dalla bocca. Mi tiene per il piede, spingendomi come un sacco di patate fino alla riva.

Quando il sedere struscia sulla riva, mi invita a voltarmi, a mettermi a cagnolino, per permetterle di leccarmi il buchetto.

Io in estasi mi volto e la lascio fare.

Sento aprirmi le natiche, sento la lingua farsi strada, dapprima dolcemente poi picchettando cercando di insinuarsi dentro.
Toglie la lingua, poi sputa con vigore sul buco e infila il pollice.


Fu a quel punto che successe.
Quando toglie il dito, sento qualcosa di diverso sul mio culo: era un pisello!
Mi volto di scatto, allontanandomi con aria interrogativa, così la vedo carponi con le tettone ballonzolanti e un pisello da film porno in mezzo alle gambe.
Rimango interdetto in un primo momento, poi quando torno in contatto con la realtà vedo lei che si alza venendo sopra me a gambe divaricate, mi dice di lasciarmi andare, che avevo giocato bene e potevo andare oltre.
Guardo quel pisello sopra la mia faccia così decido di osare. Mi metto seduto e lo prendo in bocca.

Sensazione strana, paradossale, avevo sperato in una bella fessura da leccare, mi ritrovavo con un palo in bocca: non era la prima volta che provavo a fare un pompino, ma mi sembrava surreale.

Chiusi gli occhi e mi lasciai andare. Succhiavo con avidità quel membro, con gli occhi chiusi completamente immerso in quell'estasi.
Andavo su e giù e alternavo quel movimento alla leccata dei testicoli, cosa che mi è sempre piaciuta sia farla che riceverla.
Quando la mandibola mi stancò, presi a segare quel membro.

Vedevo lei che si godeva il momento, concentrata a guardare in fondo.

Faccio una pausa, mi guardo intorno e, in lontananza. Li dove guardava la mia amante, in realtà non così tanto lontano passava un catamarano con un gruppo di ragazzi.

Mi abbandonai al momento e continuai a spompinarlo finchè non prese la testa con forza e me mi spinse il pisello completamente dentro.
Venne copiosamente che quasi non riuscivo a respirare.
Quando finalmente riesce a rilassarsi mi libera la testa, tutto il seme cola dalla bocca, mi volto poi, immergendo la testa in acqua per liberarmi da quel sapore e prendere aria.

Lei si abbassa mi bacia in bocca, poi nuda com'era prende il suo pantaloncino verde militare e infilandosi nella canoa se ne va.

Ci vediamo domani - mi dice.

Rimango interdetto qualche minuto poi quando lei scompare definitivamente dietro lo scoglio, raccolgo le mie cose e torno indietro alla bicicletta.
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