bdsm
richiesta social: la candela
08.05.2026 |
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"Le perdo di vista, non le sento più e penso se ne siano andate, così prendo la candela e la metto dentro..."
Dopo circa un anno di giochi virtuali, la mia vita online era diventata una seconda esistenza.Frequentavo forum e chat dedicate all'esibizionismo: dopo la fase di noia iniziale, avevo trovato il modo di rendere tutto più interessante.
Non era reale, certo, ma il piacere sì — quello lo sentivo eccome.
Era stata una delle mie prime padrone a suggerirmi di aprire un blog.
Un luogo dove raccogliere foto, video e racconti di ciò che facevo — o meglio, di ciò che mi facevano fare.
Scrivere e pubblicare mi diede una nuova spinta: mi resi conto che l'esibizionismo non era solo un atto, ma un linguaggio, un modo per comunicare senza parlare.
Attraverso il blog conobbi persone nuove, lettrici e lettori che commentavano, proponevano, chiedevano.
Un giorno, tra i tanti messaggi, arrivò una richiesta particolare.
Una lettrice mi propose una scena precisa, da realizzare e documentare.
Non ci pensai troppo: accettai.
Così, un sabato mattina di tarda primavera, mi misi in auto e andai verso il mare.
Jeans, maglietta, nulla sotto, come richiesto.
Il sole era alto, l'aria già tiepida.
Arrivai a uno spiazzo sterrato di fronte alla spiaggia libera. Un posto ampio, visibile, incastonato tra la sabbia e alcune case abitate.
Lì cominciai a preparare l'attrezzatura: la macchina fotografica, la posizione dell'auto, la visuale verso il mare.
Mi sentivo attraversato da un'eccitazione che era metà paura e metà adrenalina.
Tolsi i jeans, sistemai la videocamera sul cruscotto e avviai la registrazione.
Prendo a massaggiarmi il pisello, attivo la macchina fotografica in modalità video e la piazzo sul cruscotto in maniera che si veda me nudo e fuori; piazzo la macchina in modo tale che alle spalle ci sia una delle case abitate.
Mi tocco, e in una situazione di relax tra, radio accesa, mare in sottofondo, il mio pisello diventa duro, lo scappello, ne accarezzo la punta. Me ne sto così.
Intorno a me il mondo continuava tranquillo: il rumore delle onde, il canto delle rondini, una radio accesa in lontananza.
Poi sentii il suono di uno scooter. Due ragazze passarono, chiacchierando, gettando un'occhiata fugace nella mia direzione prima di scendere in spiaggia.
Danno una occhiata dalle mie parti poi proseguono per la loro passeggiata. Io le vedo passeggiare in spiaggia, scherzano, si tolgono le scarpe e assaggiano l'acqua con i piedi, provano a schizzarsi e io sempre li, col coso duro e la mia cappella che tira.
Le due donne si spostano un po' più in la, verso gli scogli, si fanno delle foto col telefonino sugli scogli e io spostata l'angolazione della cam faccio un altro video. Apro dapprima lo sportello, poi scendo nudo con indosso solo la maglietta, e vado verso il cofano, prendo lo zaino con l'occorrente e dopo aver fatto qualche passo oltre l'auto come per guardare il mare, sicuro che mi abbiano visto col pisello all'aria, rientro in auto. Stacco la cam.
Tiro fuori il telo mare dallo zaino e lo sistemo dal lato passeggero, mettendomi culo a ponte sull'altro sedile e in modo che le donne mi vedano. Mentre sto ancora sistemando il telo, arriva un auto, tutta scassata, con un tizio che si ferma più in la. Io mi siedo e faccio finta di niente, lui guarda in giro, vede che sono solo, poi porge l'attenzione alle rumene. Una è in reggiseno e continuano a farsi le foto. Riaccende il motore e si sposta, in fondo allo spiazzo dove c'è una duna.
Si parcheggia dietro, e come supponevo tira fuori il binocolo. Io riprendo a trastullarmi, e seguo le altre indicazioni. Tiro fuori un libro, poggio i piedi sul cruscotto allargando le gambe, mi massaggio le palle.
Da indicazioni, devo fare un latro video così vedo di chiudere il discorso. Prendo un profilattico, poi una candela di circa 10 centimetri, la infilo nel profilattico e faccio un nodo in fondo.
Mi sdraio un pochino aprendo bene le gambe e, presa un po di crema, gioco col mio buchino. Ho il dito fatto di crema e lo passo sul buchetto per ammorbidirlo, lo apro un po' e metto dentro il dito. Mi ricordo di avere dimenticato la cam spenta, cosi la accendo e la sistemo.
Riprendo il mio "massaggio".
Metto il dito finalmente dentro, ho provato altre volte e la mia ex mi stimolava quando mi faceva i pompini, ma non è mai stato il mio autoerotismo preferito.
Dopo avere entrato il dito, e chiuso gli occhi per un attimo, mi accorgo che le rumene stanno passando, e dall'altro lato dell'auto stanno vedendo tutto. Le vedo che ridono, io mi giro e continuo nel mio giochetto.
Le perdo di vista, non le sento più e penso se ne siano andate, così prendo la candela e la metto dentro. Alzo la testa per guardarmi intorno, convinto che le due donne devono essere nei paraggi, ed infatti è così: si sono spostate un po' dietro la macchina ma abbastanza vicine da guardare in silenzio, sono abbracciate, quasi a camuffare che stiano guardando. Io sono eccitato e decido di giocare.
Sposto ancora la cam loro si accorgono e ridono interessate. Abbasso il sedile, mi rimetto a ponte, praticamente col culo visibile oltre il finestrino e prendo a masturbarmi il sedere. Faccio finta di niente di essere solo, inizio a fare dei mugolii, ma continuo, vedo le donne che girano per l'auto passano e spassano in modo da guardare meglio...
Continuai la mia "esibizione", cercando di rispettare le istruzioni ricevute nel messaggio.
Ogni gesto, ogni dettaglio era parte della fantasia di qualcun altro che, attraverso di me, prendeva vita.
Era un pensiero che mi eccitava più di qualunque altra cosa.
A un certo punto, le due ragazze riapparvero. Si erano avvicinate all'auto, ridendo, osservando curiose.
Senza dire una parola, si scambiarono uno sguardo di complicità, come se sapessero di assistere a qualcosa di proibito ma irresistibile.
Una di loro si avvicinò al finestrino e chiese, scherzando:
— Ti dà fastidio se guardiamo? —
— No, anzi — risposi. — Mi piace essere guardato. —
Sorrisero entrambe, e per qualche istante il tempo sembrò fermarsi.
Il mare, la luce, il calore nell'abitacolo, il loro sguardo fisso su di me... tutto si fuse in un'unica sensazione.
Si misero l'una affianco all'altra a guardare. Trovato delle spettatrici mi volto dalla loro parte riprendendo a masturbarmi il culo, ma, mettendoglielo davanti questa volta.
Devo fare un altro video ancora, quindi sistemo la cam, e mi siedo tenendo le gambe vicine al corpo, in modo da essere tutto piegato e mi segandomi.
- Che fai - dice una delle ragazze. Rispondo che è una specie di penitenza per una scommessa persa, e che devo fare dei video, intanto le mie palle sono piene, così mi organizzo per sborrare.
Mi sego più forte, sono tutto sudato per il caldo che fa e per l'agitazione, mi sto lamentando ma quasi non me ne accorgo, la tipa affacciata mi incita, e io alla fine vengo copiosamente sul mio corpo, sento tutto il corpo che trema e le forze che mi mancano. Rido soddisfatto.
Mi prendo un bravo dalle tipe, e poi un invito a pulirmi. Io per tutta risposta, mi recupero la sborra e la bevo, loro approvano soddisfatte, il resto lo asciugo col telo tirandolo da sotto il culo.
Devo fare un ultimo video così posiziono la cam guardando fuori verso il mare, poi scendo nudo, con il telo in mano, mi dirigo a mare, mi do una lavata e mi dirigo di nuovo verso la macchina, passo davanti alle rumene, una è appoggiata allo sportello e le chiedo se mi fa entrare, l'altra mi viene dietro, mi tocca il culo, e mi tira fuori il profilattico con la candela: l'avevo scordata!
Poi, con la stessa leggerezza con cui erano arrivate, le tipe, si allontanarono.
Io rimasi a respirare piano, come dopo una corsa.
Quando tutto finì, mi sentii incredibilmente calmo, quasi svuotato.
Pulii l'auto, sistemai la videocamera e scesi verso il mare.
Mi lavai nell'acqua fresca, lasciando che il sale e il vento cancellassero ogni traccia di quanto accaduto.
Stavo per risalire quando sentii di nuovo il rumore dello scooter alle mie spalle.
Le due ragazze erano tornate, con lo stesso sorriso ironico di prima.
Una di loro mi guardò e, indicando l'auto, disse soltanto:
— Hai dimenticato qualcosa. —
Mi voltai e vidi sul sedile un piccolo oggetto.
Sorrisi.
Capii che, in un modo o nell'altro, la richiesta era stata pienamente esaudita.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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