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Il cordino rosso
11.05.2026 |
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"Entro ovviamente per primo e mi assicuro un camerino che abbia il successivo libero, poi tiro la tenda, in modo puntiglioso così da lasciarla aperta dal lato di interesse, e tiro via subito la..."
Hai ancora il cordino rosso che ti ho fatto acquistare? Ti mando un link, voglio che ti costruisca addosso un perizoma col cordino come nel video e poi vai in centro, quando arrivi mi contatti"Era il messaggio della mia Padrona; da troppo tempo era rimasta in silenzio e pensavo ne avesse abbastanza di me.
Per non deluderla e dare una precisa e puntuale dimostrazione della mia sottomissione e sopratutto della mia dedizione e ubbidienza, corsi a fare una doccia, poi sgattaiolai in cucina per mangiare qualcosa al volo.
Seduto a tavola con un panino davanti, guardavo il video mandato dalla mia Padrona. Si trattava di una legatura che partendo da un nodo al pisello e testicoli, passava in mezzo alle gambe e glutei, per poi con un nodo dividere i due capi del cordino, così da cingere il bacino e rilegarsi al cappio del pisello-scroto.
Terminato il video mi trovavo già eccitato, cosi andai a prendere il cordino e provai a legarmi come in quella sorta di tutorial.
Mi ritrovavo con il pisello in costante erezione e quel cordino passato in mezzo ai glutei, con il nodo sul fondo schiena, mi stimolava ulteriormente.
Dopo una passeggiata di prova nel corridoio decisi che potevo stringerlo ancora.
Mi procurai un leggero dolore ai testicoli, ma lo accettai: ora, poteva andare. Era tempo di svolgere la sessione.
Cosi indossata una polo leggermente, e volontariamente, corta, verificai che permetteva di mostrare quel perizoma sadico in caso mi fossi leggermente calato. Indossai poi sotto dei jeans bianchi stretti sulle gambe, così da mostrare l'erezione. Infine lasciai sbottonati i jeans alla vita, ripiegandoli così da abbassare ulteriormente la vita.
Così vestito, presi le chiavi di casa e mi incamminai verso la centralissima via Etnea.
"Arrivato" scrissi quando ormai ero in procinto della mia meta.
"Se non ricordo male, li c'è una villa comunale, infilati dentro trova una comitiva di ragazzi e siediti vicino, mostra il perizoma il più possibile"
"Ok".
Entro in Villa Bellini, notoriamente a quell'ora piena di ragazzini; invaso da un misto tra ansia e imbarazzo (mi rendevo solo in quel momento quanto fossi effettivamente sconcio), salgo la scalinata, sistemo la vita dei jeans e sbottono un paio di bottoni della patta: non riesco a guardarmi, ma ho piena coscienza della visione che mostro: la maglietta lascia libero 1-2 centimetri di pelle tra la stessa e i jeans; la patta aperta con il jeans arrotolato mostra una V davanti, dove si intravvede il cordino...
Svolto a destra e mi infilo in un percorso alberato con le panchine su un lato, trovo un gruppo di ragazzine e, dopo averle studiate da lontano, ne faccio il mio obiettivo.
Faccio finta di grattarmi la schiena e alzo il cordino così da portarlo palesemente fuori dai jeans, poi impegnato nella lettura del cellulare, dapprima mi soffermo qualche metro prima della panchina.
Alzo la maglia come a grattarmi la pancia, ma di fatto cerco di mostrare la nudità; poi supero la panchina, fiero del cordino che mi cinge il fianco in bella mostra, passando oltre la comitiva.
Sono certo di avere catturato la loro attenzione, sento il loro sguardo su di me e percepisco il loro confabulare: mi fermo poco più avanti e scrivo tutto alla Padrona.
Cerco di dare l'impressione di aspettare qualcuno così mentre continuo a leggere il cellulare torno indietro passando davanti alla panchina. Mi accorgo dei loro sorrisini ma non riesco a sentirle, e, dopo avere scritto alla Padrona, torno nuovamente indietro e mi appoggio allo schienale della panchina proprio sul lato opposto.
Quella posizione mi permette, spingendo il sedere sull'appoggio di far scivolare ulteriormente il culo sempre più fuori dai jeans.
"Bravo ora convincile a farti seguire da qualche parte e segati davanti a loro."
Rimango interdetto, di solito ho fatto cose molto casuali, qui si tratta di coinvolgere altre persone.
Dopo averci pensato su, mi viene un lampo e scrivo questo messaggio alla padrona:
Scrivi questi messaggi perchè li voglio fare leggere alle ragazze:
- se mi vuoi incontrare, vediamoci alla rinascente, reparto abbigliamento,
- fatti una foto nudo e vieni sullo specchio del camerino
- Dopo che mi manderai le foto ti dirò dove vederci (questi due mandali a distanza in modo che arrivino mentre hanno il mio cell in mano).
Quando ho il cenno di assenso della padrona, il mio pisello prende a tirare di nuovo, mostrando il rigonfiamento dei jeans.
Cancello i messaggi "organizzativi" e aspetto il primo messaggio:
"se mi vuoi incontrare, vediamoci alla rinascente, reparto abbigliamento"
Faccio la faccia corrucciata, poi mi giro verso le ragazze una prima volta, loro si bloccano quasi non volessero far capire che parlavano di me; mi giro di nuovo e, stavolta, rivolgo la parola, chiedendo dove si trovarsse la Rinascente.
Nello stesso istante, cedo il mio telefono, e spiego che la mia amica mi ha chiesto di vederci li, ma io non sono di Catania e non so dove sia.
Loro rimangono per un po' interdette guardandosi tra loro, poi leggono il messaggio e una comincia a spiegarmi dove andare. Nello stesso istante in cui questa mi parla, la mia padrona manda gli altri due messaggi.
La ragazza con il telefono in mano, legge palesemente, blocca una risata e mi guarda incuriosita.
Blocca lo schermo del telefono e me lo torna.
Io ringrazio per le spiegazioni e faccio per andarmene.
Così alzo platealmente la maglietta per sistemarmi il cordino e mi incammino.
Quando svolto, vedo le tre ragazze, mettersi in marcia per seguirmi, io arrivato al carretto delle caramelle, rallento per farmi raggiungere e proseguo verso la meta.
Entro alla Rinascente e salgo al reparto abbigliamento, scelgo un pantalone elegante, bianco, palesemente piccolo per la mia taglia e mi incammino verso i camerini; le ragazze dal lato opposto, sul settore femminile afferrano anche loro delle cose e raggiungono anche loro i salottini di prova.
Entro ovviamente per primo e mi assicuro un camerino che abbia il successivo libero, poi tiro la tenda, in modo puntiglioso così da lasciarla aperta dal lato di interesse, e tiro via subito la maglietta.
L'erezione ormai è tutta presente così tolte via le scarpe, e messo in bella vista a 90 di fronte alla fessura della tenda, attendo in quello stesso momento il passaggio delle ragazze.
Piego la testa per vederle e confermare, così da iniziare il mio show.
Tiro via anche i jeans e mi metto nudo davanti allo specchio.
Il cordino con la palese erezione tira i testicoli, poi l'aver tirato ancor più su il cordino oltre la vita, mi assicura una maggiore pressione sanguigna al pisello e di conseguenza una erezione più potente.
Scatto qualche foto, poi indosso i pantaloni bianchi, che ovviamente non entrano al bacino.
Decido di fare una ulteriore mossa, ho la certezza che le ragazzine stiano guardando, ne sento la presenza; o la va o la spacca, mi giro verso la tenda con i pantaloni stretti, il pisello in tiro nascosto nel pantalone, un minimo di peluria che sta fuori e il culo completamente scoperto.
Mi rivolgo così alle ragazze.
-Sono troppo stretti questi che dite? Allora provo gli altri?-
Loro ridono divertite ma nello stesso tempo irrigidite da quella esibizione.
Tiro via il pantalone e rimango nudo col pisello legato di fronte a loro.
-Mi dite come sto con quest'altro?- così prendo il secondo pantalone e lo provo rimanendo stavolta col pisello di fuori.
Li tolgo via e mi rivolgo nuovamente alle spettatrici.
-Ormai che siete qui e mi avete visto, devo fare delle foto ad una amica, me le fareste voi?-
Loro accennano un si con la testa e io cedo il telefono.
Mi faccio scattare qualche foto, poi chiedo indicazioni su come farle.
Dico loro di presentarsi alla padrona e di girare le foto.
Chiedo ancora loro se vogliono farmi provare qualcosa, così una delle tre scappa al reparto femminile e tornando mi passa una minigonna.
La indosso stando bene attento a scappellarmi mentre tiro su la lampo, me la sistemo e mi faccio fotografare.
Terminate quelle foto, la mia padrona scrive alla ragazza che interagisce con lei, dicendo di farmi venire sulla gonna.
La ragazza diventa paonazza e non mi legge il messaggio, ma mi mostra il telefono così che possa leggere da solo.
Io sorrido e mi tolgo la gonna, poi inizio a segarmi.
Le ragazze dopo un attimo di interdizione, riprendono a fotografarmi; io sego forte, ho la cappella in fiamme e durissima, do l'ultimo colpo quasi a strapparmi e vengo sulla gonna.
Infine quando mi rilasso, mi appoggio allo specchio e mi pulisco sulla gonna; rimetto i miei jeans e poi la maglietta fuori dai camerini.
Le ragazzine mi guardano attonite, poi un messaggio della padrona: "care guardone, adesso un compito per voi: recuperate la gonna e sistematela tra le altre. Grazie"
Recupero il telefono, le ringrazio e vado via.
L'ultimo messaggio della padrona è di ringraziamento per avere realizzato una bella sessione...
"puoi slegarti ora. sessione finita"
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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