Lui & Lei
Me lo avevi chiesto tu
12.05.2026 |
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"Si avvicina, incerta, poi trova il coraggio di accarezzarmi la mano, come a voler testare la mia sincerità..."
Scappo in spiaggia dopo il lavoro: l'orario continuato estivo mi consente, alle 17, di essere già parcheggiato. Tolgo l'"armatura" lavorativa — giacca, pantaloni, scarpe — e tiro fuori dal cofano una maglietta e dei bermuda.Oggi voglio concedermi un momento di libertà, lontano da tutto.
Chiudo l'auto e mi incammino verso la spiaggia.
Non c'è molta gente, ma non ha importanza: voglio andare al mio solito posto, e lì c'è sempre poca gente — poca, ma interessante.
Giunto nella mia porzione di spiaggia preferita, continuo a camminare perlustando la zona con calma. In realtà oggi c'è davvero poca gente, ma trovo comunque dove sistemarmi: una coppia che conosco. Lui mi aveva contattato tempo fa sui social e una volta li avevo visti appartati dietro le dune.
Lui è nudo, lei in topless. Mi vede, accenna un cenno e io torno indietro, sistemo il telo, tolgo bermuda e maglietta, e mi infilo in acqua.
Mi lascio avvolgere dal mare tiepido, cercando di liberare la mente. L'aria salmastra mi accarezza la pelle, mentre intorno il mondo sembra rallentare.
Non passa molto tempo che la coppia entra in acqua anche loro. Restano a una ventina di metri da me.
Decido di mantenermi tranquillo, ma l'adrenalina della situazione mi tiene vigile. Mi muovo piano, fingendo disinteresse, mentre li osservo con la coda dell'occhio.
Dopo qualche minuto ci ritroviamo a ridere per qualcosa di banale, un gesto goffo o una parola fraintesa. L'atmosfera si rilassa. Cominciamo a parlare del mare, dell'estate, delle spiagge più tranquille della zona.
A poco a poco la distanza si accorcia, ma non c'è più tensione: solo una curiosità reciproca, quasi un gioco silenzioso.
Quando lei sembra finalmente a suo agio, dico con un sorriso:
— Vado a prendere un po' di sole dietro la duna, perché non venite pure voi? Magari facciamo quattro chiacchiere nudi, senza pensieri.
Così li lascio, raccolgo le mie cose e mi sposto dietro la duna.
Sento il sole ancora caldo sul corpo e il vento leggero che asciuga la pelle. Mi sdraio, chiudo gli occhi e resto lì, in attesa di vedere se la coppia deciderà di seguirmi.
Stendo il mio telo dietro la cannizzata realizzata dalla forestale, in modo che dalla spiaggia non mi possano vedere. Mi sdraio e, accompagnato dalla brezza leggera, accarezzo il mio corpo, cercando di rilassarmi e liberare la mente dai pensieri del giorno.
Ci vuole poco perché la mia eccitazione torni a farsi sentire, un cocktail, un misto di libertà e adrenalina per la situazione.
Mi lascio andare, sfiorando la pelle e godendomi la sensazione del sole che filtra tra le canne.
Mi giro a guardare verso il mare: attraverso la barriera vedo la coppia appena uscita dall'acqua, lui robustino e lei in topless, con un seno piccolo ma armonioso.
Torno al mio relax, quando qualche minuto dopo noto un'ombra dietro di me che appare e scompare: è l'uomo che sembra aver fatto capolino per controllare la situazione, poi è tornato indietro.
Li vedo chiacchierare, mi volto e torno a guardare il cielo, godendomi il momento.
Poco dopo sento una voce femminile alle mie spalle.
«Ciao. Hai perso questi.»
Compare la donna, con i miei boxer bianchi in mano. Li appoggio accanto alle canne come segnale e la invito a entrare. Ha il suo telo e lo sistema vicino al mio. È un po' imbarazzata, ma cerco di metterla a suo agio, chiacchierando del più e del meno.
C'è un silenzio pieno di tensione, di curiosità reciproca. Lei si guarda intorno, controlla che davvero nessuno possa vederci.
«A mio marito piacerebbe fare sesso a tre» mi dice a un certo punto, abbassando lo sguardo. «Ma io non ne sono convinta. Mi vergogno. Mi ha quasi obbligata a venire qui.»
Le rispondo che non deve fare nulla per forza, che non c'è obbligo per nessuno, che è libera di decidere cosa vuole. La rassicuro: non sono lì per forzare nulla, solo per condividere un momento di libertà e complicità, se lo desidera.
Dopo un lungo momento di silenzio, mi guarda e chiede con voce esitante se può toccarmi.
Annuisco, con calma, rispettando il suo tempo. Si avvicina, incerta, poi trova il coraggio di accarezzarmi la mano, come a voler testare la mia sincerità.
C'è un'intesa che cresce piano, senza parole superflue. Lei sembra più rilassata, il viso più aperto, e finalmente sorride.
«Fai venire tuo marito» le dico, quasi per gioco. «Facciamo così: se lui accetta di mettersi in gioco, allora decidi tu cosa vuoi fare. Ma sarà sempre una tua scelta, solo tua.»
Lei sorride, convinta che il marito non accetterà.
Io sorrido dentro di me, perché so che la curiosità dell'uomo è sempre stata viva — lo aveva accennato nei messaggi, in quelle fantasie mai dette del tutto. Forse oggi, su questa spiaggia, prenderanno forma.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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