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Prime Esperienze

fine settimana universitario


di happysun0013
08.05.2026    |    2.927    |    5 8.0
"Decisi che fosse arrivato il momento di segarmi, e così feci: lì, con la frescura mattutina, mi toccavo, buttando ogni tanto lo sguardo alla finestra della tipa..."
Non ho avuto grande interesse per l'ambiente universitario.

Per me era un semplice dovere: andare a lezione, tornare a casa a studiare, cena e al massimo passeggiata ristoratrice.

Non partecipavo agli eventi universitari. Raramente una uscita con degli amici per della musica live in qualche birreria, ma era uno svago davvero sporadico.

Una cosa mi piaceva moltissimo: il fine settimana.

A parte le uscite con gli amici, avevo la possibilità della casa tutta per me, perché i coinquilini tornavano dalle loro famiglie.

In quella solitudine, avevo la possibilità di girare nudo per casa, senza nessuno che mi disturbasse. Pranzavo nudo, studiavo nudo. Anche con le finestre aperte, nonostante la strada non fosse larghissima e di fronte di fosse un altro condominio.

Quella domenica, una domenica come tante altre, e, come ogni domenica, mi alzavo presto per godermi il silenzio del quartiere, il quale, pieno di uffici e di esercizi commerciali, in settimana provocava un enorme frastuono.

La domenica sembrava pressochè deserto.

Essendo ormai estate, dormivo nudo e, con la tenda scostata per il gran caldo.
Già da qualche tempo avevo notato, nell'appartamento di fronte, che vi abitava una cinquantenne: ogni fine settimana la stessa routine. Anche quella mattina fu così: la signora, si era svegliata e, così come faceva ogni sera verso le sette, spegneva le luci di camera sua, teneva la porta finestra socchiusa e si cambiava, mostrando il seno nudo e ancora sodo.
Quella mattina stesso discorso. Apertura delle finestre e cambio, con ulteriore mostra delle tette.

L'unica differenza fu che quella mattina, avevo spostato il letto proprio sulla soglia del balcone.

Mi feci trovare con l'erezione in corso e, quando la vidi appoggiarsi alla ringhiera, feci finta di svegliarmi e mi alzai uscendo fuori in balcone presentandomi tutto nudo con il pisello in erezione, sicuro che tanto in strada non sarebbe passata anima viva e comunque, fregandomene se qualcuno mi avesse guardato dal condominio di fronte.

Una sensazione di libertà mai sentita mi pervadeva il corpo.

Lei rimase affacciata, aveva palesemente inquadrato la visuale e la mia erezione. Io per tutta risposta mi scappellai, poi la guardai, le sorrisi ed entrai dentro a prendermi un bicchiere d'acqua.

Tornato fuori, mi appoggiai al muretto e ogni tanto mi massaggiavo la cappella. Lei entrò ma la vidi che si mise dietro la finestra a guardare fuori.
Tornai a letto, a far finta di dormire con l'erezione in corso ben sapendo che lei guardava.

Decisi che fosse arrivato il momento di segarmi, e così feci: lì, con la frescura mattutina, mi toccavo, buttando ogni tanto lo sguardo alla finestra della tipa.

Trascorse del tempo e lei decise di uscire di nuovo in balcone, spense la sigaretta nel posacenere e rientrò. Decisi di dare una controllata in giro, nel caso mi avesse comunque visto altra gente; in effetti un paio di piani più in basso nascosto dietro una folta vegetazione si trovava un tizio, almeno una decina di anni in più di me, con addosso l'accappatoio che mi guardava.

Dopo un attimo di blocco, il pisello diede il nuovo input e proseguì nella sega, felice di avere altri spettatori.

Ripresi a segarmi, stavolta più deciso...

La signora si avvicinò alla finestra per aprire di più e in quel mentre, in piedi, si sfilò le mutande per poi andarsi a sistemare nel suo punto di osservazione.

Avevo tuttavia perso l'interesse; l'uomo del piano di sotto catturava la mia attenzione perché aveva scostato l'accappatoio mostrando il suo membro eretto e scappellato e si segava seguendo le mie gesta. Inutile dire che la cosa mi eccitava. Due persone che mi guardavano e si masturbavano.

Il gioco mi piaceva e mi eccitava.

Così continuai, a volte facendo anche qualche passo verso fuori per cercare di "vendermi" meglio alla sua vista.

Il tizio aprì totalmente l'accappatoio mostrandosi nudo.

Continuai a toccarmi nonostante la cappella in fiamme che pulsava e voleva scoppiare.

Il fatto di essere guardato, ma sopratutto di essere stato "beccato" e di avere provocato eccitazione, mi aveva dato alla testa in modo esponenziale.

Dopo l'ennesima stantuffata, tirando aggressivamente la pelle facendo esplodere le pulsazioni della cappella, venni copiosamente in balcone.

Recuperai le forze, per permettermi poi di muovermi.

Salutai i miei spettatori e mi buttai sul letto a dormire.
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