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Scambio di Coppia

Nei locali del piacere


di Membro VIP di Annunci69.it Fantasticstorm
05.10.2025    |    3.375    |    1 9.6
"Rimango ancora un po’ dentro di lei, e aspetto che il cazzo piano piano ritorni alle dimensioni normali..."
La giornata scorre senza particolari problemi. Una giornata come tante con documenti da compilare, relazioni da rileggere e poi mandare ai superiori e poco altro.
Quando rientro la sera Eva è ancora fuori. Guardo l’orologio e vedo che non manca molto alla fine del suo turno e poi sarebbe arrivata a casa. Non ho voglia di cucinare, da quando stiamo insieme ci siamo detti che, il primo che la sera rientra prepara la cena. Ma io questa sera non ne ho proprio voglia.
Decido allora di aspettarla e proporle di andare fuori a mangiare qualcosa in qualche ristorantino della zona. A Eva piace molto il Sushi e so che se le avessi proposto di andare al ristorante giapponese vicino a noi, avrebbe accettato senza battere ciglio.
Mi spoglio e vado sotto la doccia. Sento la chiave che apre la porta e mi affaccio dalla porta del bagno, ero nudo e avevo acceso la stufa per scaldare l’ambiente e non volevo disperdere il calore per tutta la casa. Ci salutiamo e le dico.
“Amore, faccio una doccia e poi andiamo fuori a cena dal giapponese, ok?”
“Sì, ne ho proprio voglia anche io”.
Sono sotto la doccia che mi sto lavando e sento che la porta scorrevole della cabina doccia si apre. Eva è completamente nuda. Sento la sua mano che mi spinge da una parte e poi entra li insieme a me. Mi volto e l’abbraccio mentre l’acqua ci scorre addosso calda e scrosciante. Quel corpo fantastico mi fa proprio impazzire. Oltre che a trovare lavoro Eva in quei giorni ha anche ripreso ad andare in palestra e il suo fisico sta già ritrovando la tonicità di quando faceva sport agonistico.
La stringo con le braccia a me, e lei butta la testa all’indietro offrendo il collo e il seno alla mia bocca desiderosa. La bacio con passione e la sento fremere di piacere. Scendo un po’ in basso con la testa e le bacio i seni, poi con la lingua inizio a stuzzicarle i capezzoli.
Erano turgidi e ritti, li prendo tra le labbra con delicatezza e poi li succhio con avidità. Eva sento che sospira allora mi abbasso e le bacio il ventre morbido e piatto. Con la lingua le disegno sulla pancia un cuore e lei lo percepisce, poi le stuzzico con la punta della lingua il bellico.
Eva mi infila le dita tra i capelli e mi spinge verso se e poi anche verso il basso. Capisco che aveva voglia di qualcosa di più e mi alzo dicendo:
“Amore, questa doccia non è come quella delle Maldive, qui non ci si rigira e si rischia di fare danni. Finisciti di lavare che io ho già fatto poi vieni in camera che completo il disegno”.
Eva annuisce e mi fa uscire dalla doccia. Dal vetro la vedo insaponarsi e con la mano massaggiarsi la fica in modo lento e delicato. Vedo che con le dita entra dentro le labbra e le affonda nella vagina. E’ davvero molto eccitata e ha una gran voglia di scopare.
Esco dal bagno prima che, preso da quella scena, rientri sotto la doccia rischiando di rompere le pareti di vetro. Vado in camera avvolto dall’accappatoio e mi finisco di asciugare. Avevo i capelli ancora bagnati ma li porto molto corti e non impiego tanto ad asciugarli. Eva invece se li è legati e fissati in alto sopra la testa per evitare di bagnarli.
Sento chiudere l’acqua e aprire la porta scorrevole della doccia. Passano un paio di minuti e vedo comparire sulla porta di camera Eva. E’ nuda, si ferma sulla porta e con la mano spegne la luce. Poi la vedo avvicinarsi a me nella penombra. Arriva in fondo al letto e ci sale gattoni avvicinandosi a me come una pantera con la sua preda. Io faccio per alzarmi ma lei con una mano mi spinge di nuovo disteso e mi dice:
“Fermo li, lascia fare a me.”
Eva è davvero un vulcano in quelle situazioni e so già cosa mi sarebbe successo da lì a breve. Continua ad avvicinarsi a me. I suoi movimenti sono proprio come quelli di un felino che sta per sbranare l’animale che ha catturato.
Allungo le mani per afferrarle il viso ma lei me le prende e le appoggia lungo i miei fianchi reggendole con le sue. Sono lì immobilizzato ed eccitato al massimo. Il mio cazzo è diventato duro come un blocco di marmo. La vedo iniziare a passare la lingua lungo il mio pene. Poi comincia a leccarmi la cappella con la sua lingua morbida e avvolgente.
Sento che con la punta della lingua mi sta stuzzicando il foro in cima alla cappella e la mia eccitazione aumenta ancora. Eva lo percepisce e comincia a prenderlo con molta delicatezza tra le labbra. Se lo gira in bocca e mentre lo succhia lo accarezza con la lingua, con movimenti lenti e circolari.
Mi sto proprio eccitando e so benissimo che, se la avessi lasciata fare, poi avrei concluso venendole in bocca. Mi libero le mani che mi teneva, ma senza forzare molto, la afferro per le spalle sfilandoglielo di bocca e le dico:
“Ferma amore, lasciami fare quello che avevo iniziato in bagno”.
Lei si lascia rigirare sul letto sotto di me e adesso mi preparo per farle io qualcosa di molto eccitante. Sono disteso sopra di lei e riparto a baciarla dal collo, lungo e magro. Poi scendo sui seni che erano ancora turgidi e li bacio. Lecco i suoi capezzoli e afferro con le labbra quei dolcissimi bottoncini per poi succhiarli con avidità.
Scendo lungo il suo corpo e le bacio con dolcezza la pancia fino ad arrivare alla vulva. Inizio a baciarla tutta intorno e con la lingua percorro i lati esterni dell’inguine e l’interno delle cosce. Sento che ha voglia e che vorrebbe arrivassi subito li, ma la voglio far soffrire ancora un po’ prima di farla godere.
Ancora qualche istante di sofferenza e poi decido che è il momento di arrivare al dunque. Inizio a baciarle e a leccare le labbra della vulva. Eva è una ragazza giovane e le sue parti intime molto morbide e sode. Con la lingua mi faccio strada tra le grandi labbra entrandole anche nel primo tratto della vagina, per poi salire e arrivare al clitoride.
Sento che si sta indurendo e dopo averlo leccato con pazienza lo afferro con le labbra. Lo succhio ed Eva inizia a godere sempre di più. Con le mani mi afferra la testa e la spinge contro la sua fica. Intensifico ancora di più l’azione e lei ansima sempre più forte.
Ma non la voglio far venire così e rallento. Lei lo capisce e mi lascia andare. A quel punto mi tiro su e le appoggio il mio cazzo duro come l’acciaio alla fica ormai completamente bagnata sia dentro che fuori.
Con le mani le afferro le gambe e gliele tiro un po’ su spingendole verso di lei. Lo infilo dentro la vagina non incontrando il minimo ostacolo. Inizio poi a muoverlo avanti e indietro lentamente. Siamo molto presi e sento di essere molto vicino a venirle dentro. Anche lei è a poca distanza da avere un orgasmo ma prende l’iniziativa e me lo sfila da dentro dicendo:
“Non vorrai mica venire così, sai che a me piace quando mi riempi il culo con il tuo caldo sperma.”
Eva a quel punto si afferra le gambe e le tira ancora più in alto verso il suo petto. Io a quel punto sapevo benissimo che, visto come siamo eccitati e bagnati non avrei incontrato difficoltà a farlo anche senza usare il lubrificante. Ma per sicurezza prendo con due dita un po’ di saliva e gliela spargo sul buco del culo.
Mi avvicino e lo appoggio all’ano di lei per poi iniziare a spingere piano piano. Le sta entrando dentro mentre lei, nel frattempo, sta contorcendosi e rotea i fianchi per aiutarmi a entrale dentro sempre di più. Spingo ancora un po’ ed ecco che la cappella supera lo sfintere fino a entrare tutta dentro di lei. Eva geme di piacere e io mi fermo un attimo. Poi con un’altra leggera spinta glielo infilo tutto dentro il culo.
Ci bastano un paio di minuti ed ecco che, quasi all’unisono, abbiamo un orgasmo. Le vengo dentro come un fiume in piena e la riempio completamente con il mio sperma. Godo con intensità e sento sul mio cazzo le contrazioni del culo di Eva che sta godendo moltissimo.
Rimango ancora un po’ dentro di lei, e aspetto che il cazzo piano piano ritorni alle dimensioni normali. In quel modo lo avrei sfilato da dentro con maggior facilità.
Appena tolto Eva abbassa le gambe e io stramazzo esausto ma soddisfatto su di lei.
“Non mi dirai che sei distrutto vero? Lo sai che dopo il sushi voglio prendere il digestivo.”
Eva scoppia in una risata che mi coinvolge e ci abbracciamo stringendoci reciprocamente con forza.
Sapevo benissimo cosa volesse dire, altre volte siamo tornati a casa dopo essere stati a cena fuori e lei mi aveva fatto un pompino succhiandomi tutto lo sperma da dentro. Quindi quella frase è già tutto un programma. Potevo già immaginare cosa mi sarei dovuto aspettare per il dopocena.
La cena è stata ottima e siamo di nuovo a casa, mentre Eva si prepara per la notte in bagno, vado in salotto, accendo la TV senza poi mettermi lì a guardare niente di particolare, prendo la bottiglia di whisky e due bicchieri e dico a Eva:
“Amore, mi raggiungi poi in sala che ci beviamo una cosa prima di andare a letto?”
“Ok, prendi il ghiaccio dal frigo, lo sai che a me piace mettercene molto”.
Torno in cucina e prendo il ghiaccio dal frigo. Una ciotola può andare bene, non mi ricordo dove ho messo il secchiello del ghiaccio e non avevo voglia di mettermi a cercarlo proprio ora.
Torno in sala e mi sistemo in poltrona aspettando il mio tesoro di donna. Eva si è struccata e messa la camicia da notte. Anche se sotto le piace rimanere sempre nuda. Rispetto a quella che indossava sull’isola, qui a casa ne ha una più lunga e calda. E’ l’inizio della primavera sul calendario, anche se a dire il vero la stagione è ancora piuttosto indietro e la temperatura decisamente ancora bassa, in particolare la sera.
Eva arriva e si avvicina a me. Sto per prendere i bicchieri e il whisky quando lei mi afferra la mano e mi blocca.
“Fermo, lascia fare a me.”
Mi dice con una voce provocante.
Eva poi si mette davanti a me in ginocchio, allarga le mie gambe e comincia a slacciarmi i pantaloni. Poi li prende per i fianchi e me li cala sotto le ginocchia. Io a quel punto, alzo l’inguine e le facilito il compito.
Lei mi guarda e sorride, poi afferra gli slip e me li cala sempre sotto le ginocchia. So benissimo quello che ha intenzione di farmi, me lo ha già preannunciato prima di andare a cena e quindi mi preparo all’idea e mi rilasso. Eva comincia ad accarezzarmelo con la mano e a leccarlo in modo molto dolce e delicato.
Mi eccito e in breve tempo mi diventa duro. A quel punto Eva vedo che con la mano prende un pezzo di ghiaccio e se lo infila in bocca, poi prende il mio pene e si ficca in bocca anche quello.
La sensazione è stranissima, un senso di piacere misto a brividi. Le labbra e la lingua di Eva che mi succhiano il cazzo, mi facevano impazzire, ma poi in mezzo a quella piacevole sensazione c’è il senso di freddo che mi dà quel pezzetto di ghiaccio che tiene in bocca.
Con il calore del mio pene e della sua bocca, quel pezzetto di ghiaccio si è completamente sciolto. Lei continua allora a leccarmelo e succhiarmelo con avidità. Sento che la cosa ha avuto effetto e la sensazione è stata forte. A quel punto con un filo di voce le dico:
“Dai, mollamelo che te lo metto dentro.”
“Zitto e godi, voglio fare un cocktail con il tuo sperma e il whisky”.
Mi lascio andare e le vengo in bocca riempiendogliela come sempre. Eva, come ormai aveva imparato a fare con me, lascia che tutto lo sperma fuoriesca dal mio cazzo, che piano piano si stava rilassando. Lo tiene ancora un po’ tra le sue labbra e se lo beve tutto. Infine, si alza e mi fa:
“Ti è piaciuta la novità?”
“Cazzo se mi è piaciuta, ma come ti è venuta in mente questa cosa?”
“Ho letto un articolo su una rivista per donne quando ero dalla parrucchiera.”
“Ma voi donne lì ci andate a farvi i capelli o ci fate educazione sessuale.”
Mi faccio una grossa risata. Eva versa poi nei nostri bicchieri il whisky e ci mette dentro un po’ di ghiaccio.
“Lasciane un po’ amore, io non ho letto riviste dal mio barbiere, ma ho una cosa in testa che mi ha suggerito quello che mi hai fatto prima.”
Eva mi guarda e senza capire cosa mi passasse per la testa in quel momento mi fa:
“O vediamo cosa ti sei inventato questa volta.”
Ci sistemiamo, io sulla poltrona e lei semi sdraiata sul divano e ci beviamo il nostro whisky con calma. Quando vedo che abbiamo i bicchieri vuoti mi alzo e vado verso di lei.
La prendo e poi la giro di schiena e la faccio inginocchiare davanti al divano. La invito a piegarsi in avanti, appoggiandosi al divano e le alzo la camicia da notte. Sento che è piuttosto bagnata davanti e mi preparo il pene masturbandomelo un po’.
Prima di metterglielo nella fica, prendo un pezzo di ghiaccio e glielo infilo dentro, poi subito dietro il mio cazzo ancora non durissimo ma già sufficiente per riuscire a infilarglielo dentro. Eva ha un sussulto, il ghiaccio nella vagina è una sensazione molto forte e il mio cazzo, sentendo quella cosa gelida, ha anche lui una reazione che mi rallenta il piacere.
Scopiamo così per diversi minuti e come prima anche in quel caso il ghiaccio si scioglie, spingo a fondo e aumento la frequenza dei movimenti, Eva ha un orgasmo molto forte e intenso e anche io le vengo dentro la fica. La quantità di sperma, è ovvio non potesse essere molto abbondante, visto che era già la terza volta in poche ore che venivo, ma sufficiente per darle una splendida sensazione di piacere.
Mi siedo li sul divano e lei si accovaccia sulle mie gambe, come aveva fatto in aereo nel viaggio di andata per le Maldive. La stringo tra le mie braccia e ci baciamo con amore e passione.
Mentre scaldiamo i nostri corpi in quell’abbraccio pieno di passione le dico:
“Amore, domani arrivano i ragazzi, sei contenta che poi staranno qui da noi un paio di notti?”
“Sì, ho proprio voglia di rivederli, sono stati così carini con noi e abbiamo passato una settimana incantevole con loro. Non ti nascondo che avevo anche voglia di ritrovare quella complicità con Elisabetta, che mi ha tanto divertita e mi ha fatto provare sensazioni nuove e molto piacevoli.”
“Anche a me piace rivederli, Marco è proprio un ragazzo in gamba, molto comprensivo e poi Elisabetta, diciamocelo, ha un gran bel culo.”
Io sorrido ed Eva a quel punto si gira e scherzando mi dà un piccolo schiaffo, ma solo come gesto, senza usare la forza.
“Hei ragazzo, a te di culi ti devi far bastare solo il mio.”
Dice lei e poi aggiunge:
“Peccato che Gianni e Carla non siano potuti venire. Elisabetta mi ha detto che tra di loro le cose non vanno tanto bene e non erano certo nell’umore giusto per scendere da noi. Speriamo non sia nulla di irreparabile.”
Non sapevo di quel dettaglio ma un po’ me lo ero immaginato. Lei era una macchina di sesso, e Gianni non era poi così spigliato come lei. Caratteri profondamente diversi e quindi difficoltà nel gestire il loro rapporto. C’è poi da dire che per gestire le situazioni che si creano con altre coppie serve una grande complicità e affinità di intenti. Cosa che loro due non avevano.
Si è fatto tardi e la giornata è stata lunga e impegnativa sotto tutti i punti di vista. Mi preparo in fretta anche io per la notte, mentre Eva rimane ancora un po’ alla TV in attesa che mi fossi finito di preparare, e poi ce ne andiamo a letto.
Il vizietto di appiccicarsi a me non le è passato e la sento sempre farsi vicina. Mi giro, le do un bacio sul collo, e la stringo a me. Poi ci sistemiamo e ci addormentiamo sereni e felici.

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