tradimenti
Champagne per brindare ad un prox incontro..
05.03.2026 |
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"Il suono dei tacchi di Daniela rimbalza sul pavimento antico delle strade fiorentine..."
Storia vera, il titolo in onore a Teo: All’inizio di marzo la distanza tra me e mia moglie, dovuta al lavoro, era diventata quasi insopportabile. Più di cinquecento chilometri ci separavano e la voglia di rivederla cresceva ogni giorno, fino a diventare irrefrenabile.
Così, quasi all’improvviso, decidiamo di organizzare una fuga. Sistemiamo i figli e ci diamo appuntamento a metà strada: un pranzo con una bella Fiorentina… e quale posto migliore se non Firenze?
Io parto in auto, lei arriva con il Frecciarossa.
Alle undici del mattino la vedo scendere i gradini della stazione di Santa Maria Novella. Indossa una gonna appena sopra il ginocchio, stivali di camoscio e un cappottino rosso che spicca tra la folla. Dopo vent’anni insieme il mio cuore corre ancora come il primo giorno. Il mio corpo reagisce d’istinto, come se davanti a me fosse apparsa una visione.
Sale in macchina e mi bacia. Un bacio che solo lei sa dare.
Passeggiamo per il centro, abbracciati, tra le vetrine dei negozi. Firenze ha quell’aria sospesa, elegante, quasi complice. Tra un bacio e l’altro ci imbattiamo in una boutique davvero particolare: oggetti d’arredo, cappelli, tappeti, collane, lampade. Tutto sembra provenire da luoghi lontani.
«Entriamo?» mi dice.
All’interno ci accolgono due uomini molto diversi tra loro, entrambi sulla quarantina o poco più. Curati, eleganti in modo un po’ bohémien: pantaloni attillati, camicie aperte sul collo, foulard colorati. Hanno quell’aria di chi vive circondato da cose belle.
Uno di loro inizia a far provare a Daniela alcune collane artigianali. Prima però la invita con garbo a togliere il cappotto rosso. Poi le fa indossare una giacca realizzata a mano, proveniente – dice – da un laboratorio del Medio Oriente. Gliela abbottona con una calma quasi studiata, come se si stesse prendendo il tempo di osservarla davvero.
Io resto a guardare.
Le propone altre collane che si trovano al piano inferiore. Scendiamo in una sorta di cantina trasformata in showroom: luci calde, tappeti orientali, pouf in pelle, oggetti che sembrano raccontare viaggi nel deserto.
Uno dei due cerca tra le scatole, mentre l’altro si posiziona dietro Daniela per chiuderle la collana al collo.
La vedo cambiare leggermente espressione. Un misto di sorpresa e divertimento. La sua voce diventa più morbida, quasi incuriosita dal gioco che si è creato.
Alla fine non compriamo nulla, ma il negozio ci colpisce molto. Prima di uscire ci lasciano il loro biglietto da visita e ci chiedono di seguirli su Instagram. Facciamo lo scambio proprio lì, tutti e quattro insieme, ridendo.
Una volta fuori le dico, mezzo scherzando:
«Ancora un po’ e ti spogliavano… almeno con gli occhi.»
Lei sorride.
«Amore… quando mi allacciava le collane si è appoggiato al mio fondoschiena. Non sembrava affatto un movimento distratto.»
La guardo.
«Avevo notato che avevi cambiato espressione.»
Lei mi provoca con lo sguardo.
«E ti ha dato fastidio?»
Poi aggiunge, sussurrando:
«Lo sai che impazzisco quando ti faccio ingelosire.»
Durante il pranzo, mentre stiamo gustando la nostra Fiorentina, mi arriva una notifica su Instagram. È il negozio.
“Perché non tornate a prendere un caffè? Sarebbe un piacere per me e Aimone.”
Glielo mostro. Daniela non commenta. Continua a tagliare la carne con calma.
Dopo pranzo proviamo a cercare un bar sul Lungarno, vicino a Ponte Vecchio, ma è domenica e i tavolini sono tutti pieni.
Camminiamo qualche minuto in silenzio.
Poi Daniela si volta verso di me e dice, con una naturalezza disarmante:
«Andiamo a prendere quel caffè da loro.»
Capisco subito che non è il caffè a interessarle.
Il mio cuore comincia a battere forte. Lo stomaco si stringe. Mi sento agitato come un ragazzo alla prima avventura.
La strada verso il negozio sembra lunghissima. Camminiamo quasi senza parlare, interrompendo il silenzio solo con qualche bacio rubato. Il suono dei tacchi di Daniela rimbalza sul pavimento antico delle strade fiorentine.
Quando entriamo, Leo e Simone sembrano davvero sorpresi di rivederci.
Daniela sorride:
«Allora? Avete preparato il caffè?»
Ci sediamo: Daniela su una sedia, Leo accanto a lei, Simone sulla poltrona dietro la scrivania, io su un pouf di pelle.
La conversazione scorre come se ci conoscessimo da sempre. I complimenti verso mia moglie diventano sempre più spontanei. Io mi sento diviso tra una sottile gelosia e un’eccitazione difficile da spiegare.
A un certo punto Daniela si alza.
Ci guarda tutti e tre con un sorriso furbo.
«Allora? Restate lì impalati o mi fate provare quel foulard azzurro che avete di sotto?»
Scende le scale con passo sicuro.
Io resto per un attimo senza parole.
Leo e Simone si scambiano uno sguardo. È evidente che non desideravano altro.
Scendiamo anche noi.
Mentre metto piede sull’ultimo gradino, mi sembra di vedere Simone che, con discrezione, gira la chiave nella porta del negozio.
L’atmosfera nella stanza cambia.
Leo prende il foulard e lo sistema intorno al collo di Daniela, avvicinandosi molto più del necessario.
Troppo vicino per essere solo una prova.
Io resto immobile, con il cuore che batte forte nel petto, mentre capisco che quel pomeriggio fiorentino sta prendendo una piega completamente inattesa.
E Daniela… sembra perfettamente consapevole di ogni sguardo posato su di lei.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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