tradimenti
In treno
06.03.2026 |
1.900 |
6
"Daniela si avvicina al mio orecchio e sussurra:
“Amore…”
sorride lentamente
“direi che la sorpresa… alla fine è riuscita benissimo..."
Io e Daniela siamo fatti così.Ogni tanto ci iscriviamo su An69 e ci divertiamo a far impazzire i single con alcune foto di mia moglie. Foto che lei definisce “solo sensuali”… ma che in realtà fanno perdere la testa a parecchi.
A Daniela piace che sia io a gestire il profilo.
Sa perfettamente che conosco i suoi gusti e soprattutto il modo in cui preferisce essere approcciata. Per questo la prima scrematura la faccio sempre io.
E la cosa la eccita molto.
L’idea che sia io a scegliere chi può avvicinarsi a lei, anche solo per un primo incontro conoscitivo.
Daniela però ha una memoria impressionante.
Non dimentica mai un volto, una foto, un profilo che le ho mostrato.
Un pomeriggio parte da Roma per venire da me in Liguria. Treno diretto a Genova.
Io però avevo deciso di provarci lo stesso con una delle mie idee un po’ folli.
A me eccitano moltissimo le situazioni impreviste, i giochi di ruolo improvvisati… e soprattutto i mezzi di trasporto.
Qualche mese prima mi aveva scritto un ragazzo di Genova.
Andrea. Trent’anni. Bellissimo. Sicuro di sé ma educato. E soprattutto molto brillante di testa.
Il tipo di persona che potrebbe intrigare Daniela.
Così mi viene un’idea.
Daniela parte da Roma.
Andrea invece prende un treno per La Spezia e da lì sale proprio sul suo stesso treno diretto a Genova, fingendo un incontro casuale.
Per rendere tutto ancora più credibile si presenta addirittura con una cravatta delle Ferrovie dello Stato prestatagli da un amico.
Io nel frattempo avevo prenotato un ristorante vicino alla stazione di Genova Principe.
Il piano era perfetto:
qualche gioco di sguardi in treno… tensione… curiosità… e poi, per caso, lui seduto a cenare a un tavolo vicino al nostro.
Andrea sale sul treno a La Spezia e riesce perfettamente a sedersi proprio davanti a lei.
Tutto perfetto.
O quasi.
Dopo pochi minuti mi arriva un messaggio da Daniela.
“Amore… mi sa che davanti a me c’è un ragazzo che è su An69.”
Rimango immobile.
Poi arriva il secondo messaggio.
“Anzi… ne sono sicura.”
Beccati.
Provo a scriverle:
“Ma no, ti sarai sbagliata.”
Ma dentro di me so già che è impossibile.
Quando Daniela è sicura di qualcosa… ha ragione.
Pochi secondi dopo mi scrive anche Andrea.
“Mi sa che si è accorta di qualcosa.”
A quel punto mi dispiace quasi per lui.
Lo avevo fatto muovere da Genova a La Spezia e ritorno per niente.
Decidiamo quindi di lasciar perdere anche la scena del ristorante.
Quando Daniela arriva a Genova andiamo a cena come previsto.
Io però non riesco a tenermi la cosa dentro.
Con noi non funziona così.
A metà cena glielo racconto.
Le spiego tutta l’idea, il piano, il finto incontro in treno… tutto.
Lei mi guarda, stupita.
Poi lentamente sorride.
È chiaramente lusingata.
“Sei matto…” mi dice ridendo.
Poi aggiunge:
“Però mi piace.”
Resta qualche secondo in silenzio, poi prende il telefono.
“No, aspetta. Chiama il ragazzo.”
La guardo sorpreso.
“Digli che può venire a prendere il dolce con noi.”
Andrea arriva poco dopo, un po’ imbarazzato ma sorridente.
La situazione diventa subito leggera.
Ridiamo tutti e tre per il piano fallito.
Dopo cena ci spostiamo nel bar dell’hotel del ristorante.
Un posto elegante, con luci soffuse e grandi poltrone di velluto.
Ordiniamo tre gin tonic.
La conversazione scorre tranquilla.
Ma sotto la superficie si sente chiaramente una tensione diversa.
Daniela è seduta con le gambe accavallate.
La gonna leggermente sollevata.
Le calze nere che seguono perfettamente la linea delle sue gambe.
Ogni tanto incrocia lo sguardo di Andrea.
Poi succede.
All’improvviso Daniela si alza.
Appoggia il bicchiere sul tavolino, guarda Andrea e gli prende la mano con naturalezza.
“Vieni un attimo con me.”
Andrea la segue quasi automaticamente.
Poi lei si gira verso di me.
Mi guarda con quel sorriso malizioso che conosco fin troppo bene.
“Tu resta qui.”
E se ne vanno.
Li guardo allontanarsi.
Daniela cammina davanti, i tacchi che battono piano sul pavimento dell’hotel.
I fianchi che si muovono con naturalezza.
Elegante. Sicura. Provocante.
Andrea dietro di lei.
Il mio stomaco si stringe.
Passano due minuti.
Poi tre.
Poi cinque.
L’attesa diventa insopportabile.
Mi alzo e mi avvicino lentamente al corridoio dei bagni.
Non so nemmeno se siano entrati in quello degli uomini o delle donne.
Dal fondo del corridoio arrivano dei rumori.
Una risata soffocata.
Un sussurro.
Il cuore mi batte fortissimo.
Resto lì qualche secondo… poi torno al tavolo cercando di fare finta di niente.
Dopo qualche minuto li vedo tornare.
Daniela cammina davanti, perfettamente composta.
Ma ha quello sguardo.
Quello sguardo acceso che conosco molto bene.
Si avvicina al tavolo, si siede accanto a me… e con un gesto rapido lancia qualcosa sul tavolino.
Atterrano proprio davanti a me.
Le sue mutandine.
Daniela si avvicina al mio orecchio e sussurra:
“Amore…”
sorride lentamente
“direi che la sorpresa… alla fine è riuscita benissimo.”
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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