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Cuck Queen la prima!


di Membro VIP di Annunci69.it MissLaura
24.06.2026    |    1.253    |    6 9.7
"Ma sotto la superficie stava succedendo qualcosa che soltanto io conoscevo davvero..."
Lena


Alcune persone entrano nella tua vita dopo mesi di messaggi.

Altre dopo lunghe attese.

Lena arrivò in modo completamente diverso.

Arrivò durante una vacanza.

Di quelle vacanze in cui le giornate sono bellissime ma, dopo qualche giorno, iniziano ad assomigliarsi tutte.

Mare.

Sole.

Passeggiate.

Aperitivi.

Sempre le stesse facce.

Sempre gli stessi discorsi.

Poi, quasi per caso, conoscemmo lei.

Metà italiana e metà francese.

Un sorriso contagioso.

Una risata impossibile da ignorare.

E quella leggerezza tipica di chi si trova lontano da casa e vuole soltanto godersi il momento.

Fin dal primo giorno si instaurò un rapporto naturale.

Di quelli che sembrano esistere da sempre.

Passavamo ore insieme.

Tra una passeggiata e una birra.

Tra una battuta e una chiacchierata.

Rideva molto con il mio ragazzo.

Troppo, secondo me.

All'inizio quella complicità mi infastidiva.

Più di quanto fossi disposta ad ammettere.

Li osservavo scherzare.

Prendersi in giro.

Capirsi al volo.

E dentro di me sentivo quella vecchia sensazione che conoscevo bene.

La gelosia.

Quella che per anni aveva accompagnato ogni nostra esperienza.

Una sera, però, accadde qualcosa.

Eravamo soli.

Abbracciati.

Persi nelle nostre fantasie e nei nostri giochi di coppia.

Come tante altre volte.

A un certo punto iniziò a raccontarmi una delle sue fantasie.

Nulla di nuovo.

Era sempre stato sincero con me.

Poi pronunciò il suo nome.

Lena.

Mi raccontò quanto fosse affascinato da lei.

Da quel suo modo di ridere.

Da quell'energia.

Da quella leggerezza che sembrava riempire ogni stanza.

Per qualche secondo rimasi in silenzio.

Poi gli feci una domanda.

Una domanda nata quasi per scherzo.

Quasi per sfida.

"E se fossi io a guardarvi?"

Ricordo ancora il modo in cui mi guardò.

Come se quella possibilità non gli fosse mai passata per la testa.

Come se avessi appena aperto una porta che fino a quel momento era rimasta chiusa.

E fu in quell'istante che qualcosa cambiò.

Non tra lui e Lena.

Tra me e la mia fantasia.

Il giorno successivo la ritrovammo.

Come sempre.

Risate.

Scherzi.

Aperitivi.

Momenti leggeri.

Ma questa volta ero io a osservare tutto con occhi diversi.

A un certo punto li lasciai soli.

Presi il telefono.

E scrissi un messaggio.

"Provaci. Ti sto guardando."

Ancora oggi ricordo l'adrenalina che provai premendo invio.

Era come lanciarsi nel vuoto sapendo che non saresti caduta.

Li osservavo da lontano.

Lui rideva.

Lei rideva.

Parlavano.

Si cercavano.

Si avvicinavano.

E io, invece di essere gelosa, mi sentivo incredibilmente viva.

Pranzammo insieme.

Passammo il pomeriggio tra spettacoli, bicchieri pieni e battute continue.

Sembrava una giornata qualsiasi.

Ma sotto la superficie stava succedendo qualcosa che soltanto io conoscevo davvero.

Verso sera la invitammo nella nostra camera.

Avevamo una vista meravigliosa.

Il mare davanti.

Il sole che iniziava lentamente a scomparire all'orizzonte.

Una bottiglia di prosecco.

Tre bicchieri.

E quell'atmosfera sospesa che soltanto le vacanze riescono a creare.

Parlavamo.

Ridevamo.

Bevevamo.

Tutto sembrava normale.

Forse troppo normale.

A un certo punto inventai una scusa.

Qualcosa di banale.

Qualcosa che oggi nemmeno ricordo più.

Uscii dalla stanza.

Presi l'ascensore.

Sorrisi.

E gli scrissi.

"Come sta andando?"

La risposta arrivò quasi subito.

Una sola parola.

"Sali."

Ricordo ancora il battito del cuore.

Le mani leggermente tremanti.

L'adrenalina.

L'eccitazione.

Non sapevo cosa avrei trovato.

Non sapevo nemmeno cosa stessi davvero cercando.

Quando aprii la porta li trovai vicini.

Molto vicini.

Lena mi guardò.

Per un istante sembrò quasi spaventata.

Come una persona sorpresa a fare qualcosa che non sa se sia permesso.

Mi avvicinai.

Le sorrisi.

E le sussurrai poche parole.

Parole che ancora oggi ricordo perfettamente.

"Va tutto bene."

Fu allora che vidi cambiare il suo sguardo.

La tensione lasciò spazio alla sorpresa.

La sorpresa alla curiosità.

E la curiosità a qualcosa di completamente diverso.

Mi sedetti sul balcone.

Il tramonto alle spalle.

Loro davanti a me.

E per la prima volta capii che ciò che mi eccitava davvero non era essere al centro dell'attenzione.

Era il contrario.

Era osservare.

Era sapere.

Era sentirmi parte di tutto senza dover intervenire.

Gli ultimi due giorni della vacanza passarono così.

Tra sguardi.

Complicità.

Segreti condivisi.

E quella strana sensazione di essere finalmente dalla parte giusta della mia fantasia.

Lena pensava di aver conquistato il mio uomo.

Almeno per un momento.

La verità era molto diversa.

Non aveva capito che ero stata io ad accompagnarla fino a lui.

Passo dopo passo.

Sorriso dopo sorriso.

Messaggio dopo messaggio.

E forse proprio questo fu il dettaglio più eccitante di tutta la storia.

Non ciò che accadde.

Ma sapere che, per una volta, ero stata io a scrivere il copione.
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