tradimenti
Asia cap. 28 - Finale scritto da Amedeo
22.06.2026 |
111 |
0
"Perché se era vero che avevo goduto con un uomo, come poteva essere stare in mezzo a tre, che fra l’altro m’avrebbero trattato in malo modo ?
Inoltre, godevo del fatto che una di loro era..."
Anche se Asia mi aveva fatto la donna diverse volte, l’ultima era stata diversa, come se il sesso fosse solo un modo di dirci “Ti amo”, senza però pronunciare quelle parole.Perché era chiaro che almeno io l’amassi, senza dare alcuna importanza a chi la scopava al mio posto, e del resto uno come me poteva solo fare da spettatore a quei rapporti così infuocati, ma anche privi di sentimento.
Così un giorno comprai un anello con un solitario da due carati, e durante una cena romantica le chiesi di sposarmi. Lei all’inizio fu senza parole, poi balbettò qualcosa d’incomprensibile, ma alla fine disse quel “Sì lo voglio” che fece di me l’uomo più felice del mondo.
I quattro mesi successivi furono di fatto impegnati per il matrimonio che lei voleva fosse perfetto, senza alcun cenno al nostro reale rapporto, ma soprattutto di gran classe, dove l’eleganza ed il buon gusto l’avrebbero fatta da padrone.
In quei mesi lei diminuì sensibilmente i rapporti coi suoi innumerevoli amanti, ma del resto la ricerca della perfezione era molto faticosa, tanto che a volte tornava a casa più stanca di me che continuavo a lavorare come se si dovesse sposare solo lei.
“Tu non farai l’addio al celibato, nel senso che lo faremo insieme,” mi disse una sera poco dopo aver finito la cena.
“Scusami amore ma non ho capito, perché insieme ?” chiesi con una certa curiosità.
“Perché tanto tu cosa faresti ? Un giro coi tuoi amichetti cornuti, mentre io dovrei fare la scema con le mie amiche, il che diciamolo pure è squallido e banale. Quindi lo faremo insieme e tu non ti dovrai preoccupare di nulla, è tutto pronto per venerdì prossimo.”
Ammisi che in fondo aveva ragione, e che gli addii a celibato e nubilato non erano altro che delle farse per chi come noi non aveva un rapporto classico, così accettai senza neanche provare a chiedere qualche dettaglio, ben sapendo che Asia sarebbe rimasta più muta di un pesce.
Pur sapendo che la mia futura moglie aveva una spiccata fantasia per tutto ciò che riguardava il sesso, e che a volte la sua perversione non aveva limiti, non avevo alcuna idea di cos’avesse organizzato, sino a quando non arrivò quel fatidico venerdì sera.
Tornato a casa la trovai ad aspettarmi con una certa impazienza, e come al solito non perse tempo nel darmi le sue direttive.
“Prima doccia, poi doppio clistere, quindi ti metterai quello che ti metterò sul letto. Hai un’ora di tempo, quindi lento come sei inizia subito.”
Il fatto di dover fare un clistere non mi tranquillizzò in alcun modo, anzi mi mise una notevole agitazione tanto che farli impiegai più tempo del solito, ma quello era ancora nulla. Quando uscii dal bagno trovai una specie di vestito da cameriera sexy, decisamente corto e senza alcun intimo da mettere sotto. Compresi che m’avrebbe fatto fare la servetta, il che non mi dispiaceva per nulla, magari per poi scoparmi come una puttanella, il che avrebbe reso la serata perfetta.
Come al solito bestemmiai per mettere le calze autoreggenti, anche se il fatto di non dover mettere il reggicalze fu un mezzo sollievo visto che odiavo usarlo. Indossare il vestito e poi le scarpe fu molto più semplice, e quando mi guardai allo specchio non vidi nulla che non potesse andare, così andai da Asia credendo fosse sola.
La trovai invece seduta a chiacchierare con Barbara, Valentina e Franca, il che mi mise in non poco imbarazzo nonostante tutte e tre sapessero che tipo d’uomo ero a letto.
“Ecco che è arrivata la mia cameriera preferita !” esclamò la mia ragazza nel vedermi “Stasera però non sarai Amedeo ma Amanda, che ti sta molto meglio in questa versione, non trovate anche voi amiche mie ?”
Le tre donne risposero di sì ridendomi in faccia, poi Asia mi spedì in cucina per prendere la cena che avrei poi dovuto servire.
Anche se in realtà si trattava solo di portare dei vassoi dalla cucina alla sala da pranzo, non ci fu un momento in cui una delle quattro donne non mi umiliasse dandomi del mezzo uomo, o ancor peggio sonori schiaffi sul sedere. Inoltre, sembrava che l’unico argomento della loro discussione fossero non tanto gli uomini che si erano portate a letto di recente, quanto le dimensioni dei loro peni e per quanto tempo avessero scopato.
“Pensa che l’ultima volta il cornutone mi ha portato due gran bei ragazzi, ma soprattutto con due cazzi modello ti faccio godere io.” disse Valentina “Pensate che mi hanno rotto così tanto il culo, che il giorno dopo mi faceva ancora male fosse solo per sedermi.”
“Del resto la pubblicità aveva ragione, due cazzi sono meglio di uno.” le rispose Barbara facendo ridere le altre “Mentre adesso abbiamo solo uno che tutto saprà fare tranne che scopare.”
Finita la cena Asia mi fece mettere sulle sue gambe, per poi iniziare a sculacciarmi solo per umiliarmi, dato che non ci metteva alcuna forza.
“Non è giusto che ci giochi solo tu.” disse allora Valentina ridacchiando “Fallo mettere contro il tavolo così possiamo farlo anche noi.”
“Sì Vale ha ragione, vogliamo godere tutte del suo culo.” continuò Franca.
“Effettivamente avete ragione, dai Amanda piegati contro il tavolo con le gambe aperte, così anche le mie amiche potranno punirti per non essere un vero maschio.”
Ubbidii sperando che nessuna volesse veramente farmi male, ed a parte Valentina che ci metteva più forza delle altre quando mi doveva dare le manate sul sedere, fu anche eccitante farsi usare in quel modo da ben quattro donne, anche se alla fine mi bruciavano non poco le chiappe.
“Andiamo di la, ho in mentre altri giochi.” disse Asia facendo sì che ci trasferissimo tutti in quella che era la nostra sala giochi, dove venni subito spogliato, per poi esser ammanettato a un gancio che pendeva dal soffitto.
La mia ragazza e Barbara iniziarono a spogliarsi a vicenda davanti a me, ma molto lentamente mentre si baciavano con notevole passione, mentre le altre due si tolsero in fretta gli abiti, per poi quasi strusciarsi su di me.
“Lo so che il tuo sogno è mettermi a pecora, aprirmi il culo con le mani, per poi sbattermelo dentro facendo urlare di piacere magari per ore.” mi disse Valentina facendomi sentire il suo bel sedere contro la gamba.
“Mentre invece con me cosa vorresti fare ?” mi chiese Franca che invece strusciava la passera sulla mia coscia “Sbattermi sul letto e scoparmi come un animale, su e giù, dentro e fuori, facendomi avere un orgasmo dopo l’altro, da vero toro da monta.”
“Io non so cosa vi farei, però mi state facendo esplodere le palle !” dissi forse cercando d’impietosirle anche se era una missione senza speranza.
Infatti, Valentina iniziò a palparmi i testicoli sino a farmi davvero male, mentre l’altra riprese a sculacciarmi, ma questa volta con più forza. Pur non essendo in alcun modo un masochista, quello che mi stavano facendo quelle due donne era tutto tranne che spiacevole, e anche il solo sentire dire le peggio porcate era per me una strana fonte di godimento.
“Ma lo sai qual è la cosa più divertente di tutte ?” mi chiese languidamente Valentina quasi infilandomi la lingua nell’orecchio “Che invece d’essere tu a scopare tutte noi, facendoci diventare le tue troie, saremmo noi a chiavarti sino a sfinirti, e del resto Asia c’ha detto quanto ti piace il cazzo, vero o finto che sia.”
Non so perché ma in quel momento ebbi un senso di vergogna, come se il piacere che provavo nella sodomizzazione non dovesse mai uscire da casa mia, mentre invece era cosa di pubblico dominio. Poi però pensai a chi avessi intorno oltre ad Asia, ed erano tre donne che avevano reso dei gran cornuti i rispettivi coniughi, con una che l’aveva addirittura reso uno schiavetto, e compresi che quella che consideravo la mia privacy non poteva esistere con femmine di quel calibro.
Così continua a sentire le fantasticherie di Valentina e Franca, mentre Asia e Barbara si donavano piacere reciproco nel più classico dei sessantanove proprio davanti ai miei occhi.
Nonostante il dolore sia fisico che mentale, che mi procuravano le mie due aguzzine, ero così eccitato che alla fine venni al solo tocco di un dito di Franca sulla mia cappella, facendole scoppiare a ridere tutte e due.
“E tu vorresti scopare una donna !” mi urlò in faccia Valentina “Peccato che non solo sei senza un vero cazzo, ma che come te lo sfiorino vieni in un secondo ! Adesso però è giusto che sia tu inutile essere a farci godere.”
Lei e Franca mi liberarono i polsi ma solo per portarmi sul letto, dove mi fecero sdraiare proprio al centro per legarmi mani e piedi ai quattro angoli, in modo che non mi potessi muovere.
Fu Valentina la prima a sedersi sulla mia faccia per far sì che le leccassi la passera, mentre l’altra s’accomodò sulle mie gambe poggiando il suo sesso contro il mio.
Iniziò così una sorta di giostra, con le quattro donne che s’alternavano su di me mentre le altre due stavano ai loro fianchi per eccitarle ancora di più.
Ebbi diversi micro-orgasmi, perché dopo il primo neanche più sborravo, ma semplicemente m’irrigidivo come un baccalà per qualche secondo, per poi riprendere il mio lavoro di lingua.
Solo quando tutte e quattro furono soddisfatte mi liberarono i piedi, ma fu solo per passare al ‘livello’ successivo, quello che forse attendevo e temevo in egual misura.
Le vidi mettere tutte quante uno strap-on senza cinghie, il che voleva dire che almeno volevano iniziare con qualcosa di non troppo grosso, poi Asia mi mise due cuscini sotto il sedere ed infine mi unse per bene l’ano.
“Andate in ordine alfabetico, io sarò l’ultima e del resto l’ho già scopato non so quante volte.” disse la mia ragazza offrendomi alle sue amiche.
Così mentre succhiavo lo strap-on di Franca, Barbara mi sodomizzò senza alcuna premura, ma del resto lei era forse la più sadica del gruppo.
Il fallo non essendo particolarmente grande, m’entrò detto quasi del tutto al primo affondo, il che forse diede anche un po’ di piacere alla donna che m’insultò senza pietà.
“Guardate come gode il grande uomo, col suo cazzetto dritto come uno stuzzicadenti.” disse Barbara senza alcuna ironia “Del resto sei un succhiacazzi rottinculo come lo stronzo che ho sposato, solo che adesso lui è a far marchette alla stazione, almeno serve a qualcosa.”
“Davvero fa la puttana alla stazione ?” chiese Franca incuriosita da quelle parole.
“Sì e del resto quella è la sua vera vita, dopo che l’ho scoperto che si faceva fare il culo a destra e sinistra, mentre io ero a scopare visto che lui non lo sa fare.”
Dopo Barbara fu il turno di Franca, che almeno mi trattò da essere umano, mentre Valentina tirò fuori tutta la sua vena sadica, stringendomi i genitali mentre mi scopava.
Dopo che anche Asia mi rese femmina tutte cambiarono strap-on mettendone uno molto più grande, poi Valentina e Franca mi presero le caviglie in modo da aprirmi il più possibile le gambe, mentre Barbara si sistemava davanti a me con la mia ragazza dietro di lei.
“Lo sai che il tuo amichetto s’è fatto scopare da tre neri tutti insieme ?” mi disse mentre era lei a farlo con me “Pensa se lo sono sbattuto quasi un’ora per poi coprirlo di sborra e piscio, il tutto per portarmi cento euro.”
“Davvero eccitante, dai continua che ci piace sentire quello fa fai fare a quella troia col cazzo.” le suggerì Asia che non smetteva di toccarla da dietro, dandole così ancor più la carica per fottermi.
Fui travolto da un turbine di sensazioni fortissime, perché i racconti di Barbara eccitavano pure me, anche se ero terrorizzato dal fare quel tipo d’esperienze. Perché se era vero che avevo goduto con un uomo, come poteva essere stare in mezzo a tre, che fra l’altro m’avrebbero trattato in malo modo ?
Inoltre, godevo del fatto che una di loro era sempre in mezzo alle mie gambe per scoparmi, e poco importava che i loro cazzi fossero di gomma e non di carne.
Quando mi liberarono le mani ebbi la falsa speranza che fosse tutto finito; invece, il meglio o peggio a seconda dei punti di vista doveva ancora arrivare.
“Dai Amanda fai vedere alle mie amiche come sei brava a prendere un cazzo da sola, ma fallo dando loro le spalle, in modo che possa leggerti in faccia quanto stai godendo.” mi disse Asia sdraiandosi vicino a me.
Dilatato com’ero non ebbi alcuna difficoltà ad impalarmi sul suo strap-on, ma dopo mi si gelò il sangue quando vidi Valentina ungere abbondantemente il suo, e quindi inginocchiarsi dietro di me.
Ben sapendo che sarebbe stato inutile dire qualunque cosa, mi lasciai andare come un agnello sacrificale, cercando di rilassare il più possibile i muscoli, in attesa della doppia penetrazione.
Così mentre Asia mi scopava un po’ dal basso, Valentina iniziò a far scivolare il suo fallo, proprio sopra quello della mia ragazza, facendomi sentire emozioni mai provate, e tutt’altro che sgradevoli. Infatti, a parte la sensazione iniziale di lacerazione, per quanto fosse più qualcosa di mentale che di fisico, il sentirmi così pieno mi fece quasi esplodere di piacere, anche se non riuscivo in alcun modo ad esternarlo, come se il render noto a tutte loro quanto fossi un maiale mi bloccasse dal farlo.
Anche quando la doppia penetrazione fu completa, non riuscii a dire nulla, anche se un flebile gemito di piacere m’uscì dalla bocca. Le due ragazze presero così a scoparmi anche se in modo lento e per quanto possibile dolce, mentre le altre due tolti gli strap-on li usavano per masturbarsi a vicenda.
Non ebbi neanche un vero e proprio orgasmo, ma una serie infinita di picchi del piacere, che alla fine mi lasciarono distrutto e senza forze, ma con la consapevolezza d’aver trovato l’apice del godimento.
“Asia che dici vuoi venire con noi ?” le propose Valentina mentre si rivestiva insieme alle altre “Andiamo alla stazione a vedere cosa combina la puttana di Barbara, e magari cerchiamo qualcuno a cui piaccia più la fica del culo.”
“No grazie sono davvero stanca e domani devo svegliarmi prestissimo; quindi, se ci riuscite fatevi una scopata anche per me.” rispose la mia ragazza, che poi le accompagnò alla porta.
“Asia scusa, capisco che sei stanca, ma non mi dire che domani ti svegli presto perché non ci credo.” le dissi quando tornò da me.
“Non avevo voglia d’andare e volevo rimanere un po’ sola con te.” mi disse sdraiandosi al mio fianco, per poi darmi un lungo bacio in bocca.
“Continuo a non capire, insomma stasera mi hai fatto fare la puttana per le tue amiche, e adesso sei dolce come la panna montata ?”
“Tu non capisci mai un cazzo !” esclamò fingendosi arrabbiata “Io non voglio che tu diventi come il marito di Barbara o di Franca, perché io ti amo. Amo il tuo essere imperfetto così come il tuo gran cervello, il non essere un vero maschio così come l’essere la mia donna o la mia sicurezza quando vado con qualcuno che ancora non conosciamo bene, il tuo sapermi stare vicino anche in silenzio quando ne ho bisogno, ma anche il tuo sapermi spronare quand’è il caso di farlo. Insomma, non ti manderò mai a fare la puttana alla stazione, neanche se volessi esser tu a farlo, perché voglio che tu sia mio, o al limite anche mio con le persone giuste.”
Non dissi niente ma mi misi sopra di lei per baciarla, e quello fu forse il bacio più lungo che ci scambiammo in tutta la nostra vita, perché in fondo era il sigillo del nostro amore.
FINE
P.S. il matrimonio fu un successo.
cuckold sesso di gruppo strap on doppiamento anale femminilizzazione servitù domestica bondage leggero cucina
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Asia cap. 28 - Finale scritto da Amedeo:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
