tradimenti
I Figli del silenzio
18.03.2026 |
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"Con le mani lunghe e nervose, aiutò Ambra a posizionarsi, sollevandole i fianchi con delicatezza quasi clinica..."
Capitolo 1: La Terrazza del Patto ProibitoLa sera, il riverbero del tramonto sulla terrazza della loro suite trasformava il mare in una distesa di piombo fuso. Angelo mi versò un bicchiere di vino rosso, denso come sangue. Ambra si sollevò dall'amaca, avvicinandosi a noi e appoggiandosi allo schienale della sedia del marito.
"Roberto," esordì Angelo, e la sua voce era un sussurro roco. "Oggi, in quella cabina... hai dato ad Ambra qualcosa che io non posso più darle. Non parlo solo di piacere. Voglio che tu la fecondi."
Il silenzio che seguì fu rotto solo dal grido lontano di un gabbiano. Angelo mi afferrò il polso. La sua stretta era calda, implorante. "Voglio che il seme che oggi le hai lasciato per gioco diventi il seme del nostro futuro. Voglio vedere il suo ventre crescere mese dopo mese, sapendo che è merito tuo. Voglio essere io a prendermi cura di lei mentre porta in grembo la tua forza."
Ambra si sciolse i capelli, lasciandoli cadere sulle spalle nude. "Accetta, Roberto. Diventa il nostro creatore. Entra nel mio corpo come il padrone del mio domani."
Si voltò e si diresse verso la porta a vetri della camera da letto, lasciandola socchiusa. Angelo si alzò, facendomi cenno di seguirlo. "Vieni," sussurrò lui, con una strana, malata fierezza. "Il mio letto è pronto. La mia donna è pronta. E io sono pronto a guardare."
La Prima Notte: Il Rito della Semina
Varcata la soglia della camera, Angelo chiuse la porta dietro di noi, sigillando il mondo esterno. La caccia era finita; iniziava il rito della creazione.
La stanza era illuminata solo dalla luce soffusa delle candele. Il grande letto matrimoniale era stato preparato con lenzuola di seta bianca, un altare immacolato pronto a ricevere il sacrificio. Ambra si spogliò lentamente, offrendo il suo corpo nudo alla luce tremolante. Angelo si posizionò ai piedi del letto, non come un estraneo, ma come un cerimoniere silenzioso.
"Roberto, non avere fretta," disse Angelo, la sua voce era un sussurro che sembrava provenire dall'oscurità. "Stasera non cerchiamo solo il piacere. Cerchiamo la vita."
Mi avvicinai ad Ambra. Il contatto con la sua pelle calda accese immediatamente il fuoco che covava sotto la cenere degli eventi della giornata. Angelo si chinò su di noi, non per interrompere, ma per orchestrare. Con le mani lunghe e nervose, aiutò Ambra a posizionarsi, sollevandole i fianchi con delicatezza quasi clinica.
"Così," mormorò Angelo, "in questa posizione il tuo seme avrà la strada più facile. Voglio che nulla vada perduto. Voglio che ogni goccia trovi la sua casa."
L'atto che seguì fu una danza a tre, un paradosso erotico dove la mia passione con Ambra era guidata e assistita dallo sguardo affamato e dalle mani del marito. Angelo assisteva attivamente, massaggiando la pelle di Ambra, sussurrandole parole di incoraggiamento, mentre io la possedevo con l'unico scopo di fecondarla. Era una fusione di carne e volontà, dove il piacere era solo un mezzo per un fine più grande.
Quando il momento del culmine arrivò, fu un'esplosione di forza vitale. Sentii il mio seme invadere il corpo di Ambra, e vidi Angelo sussultare, come se anche lui avesse percepito quella scossa di creazione. Restammo lì, un groviglio di corpi e respiri affannosi, sotto lo sguardo devoto dell'uomo che aveva appena orchestrato la sua stessa esclusione biologica, pronto a diventare il custode di una vita che non portava il suo sangue, ma che portava il sigillo della sua perversa volontà.
La semina era avvenuta. La saga dei Figli del Silenzio era appena iniziata.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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