tradimenti
I Figli del silenzio
02.04.2026 |
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"Ambra inarcava la schiena, gridando il mio nome, mentre Angelo si inginocchiava accanto a noi..."
Capitolo 2: L’Innesto del SemeLe settimane successive alla notte della semina furono un crescendo di attesa febbrile. Eravamo tornati in città, ma la bolla di perversione che avevamo creato in Sardegna non era scoppiata; si era solo fatta più compressa, più carica di elettricità. La loro villa era diventata il mio santuario e la mia prigione.
Il Controllo dell'Ovulazione
Angelo era diventato un maniaco della precisione. Gestiva il corpo di Ambra come un laboratorio. Una sera mi chiamò nello studio. Sul tavolo c’erano grafici, test della temperatura basale e stick dell’ovulazione.
"Stasera, Roberto. Il picco è massimo," disse con una voce che tremava di un’eccitazione malata. "Non possiamo sprecare neanche una goccia. Voglio che la tua carica sia totale."
Ambra entrò nella stanza indossando solo una vestaglia di seta rossa, aperta sul davanti. Non portava biancheria. La sua pelle sembrava irradiare un calore diverso, più profondo. Si avvicinò a me, ignorando il marito, e mi prese la mano portandola sul suo ventre ancora piatto. "Sento che è pronto, Roberto. Sento che aspetta solo di essere invaso di nuovo."
Non arrivammo nemmeno in camera. Angelo spinse Ambra sul divano in pelle del salone, sotto la luce fredda dei lampadari di cristallo. Voleva vedere tutto.
"Mettiti così, cara. Esposizione totale," comandò Angelo, manipolando le gambe di sua moglie con una freddezza che contrastava con il calore della mia eccitazione. Mi costrinse a spogliarmi davanti a lui, studiando il mio corpo con lo sguardo di un collezionista che ammira un pezzo pregiato.
Quando mi unii a lei, fu un assalto. Ambra inarcava la schiena, gridando il mio nome, mentre Angelo si inginocchiava accanto a noi. Non ci toccava, ma la sua vicinanza era una presenza fisica. Avvicinava il viso al punto di contatto, osservando la carne che si univa con una fame che rasentava la follia.
"Più a fondo, Roberto! Voglio che arrivi dove io non sono mai arrivato!" incitava, mentre le sue mani correvano frenetiche sul proprio corpo, godendo della propria esclusione.
Dopo ore di una passione che definire erotica sarebbe riduttivo — un corpo a corpo fatto di sudore, morsi e promesse di vita — arrivammo al culmine. Fu un’esplosione violenta. Ambra mi stringeva con le gambe, quasi volesse sigillarmi dentro di lei.
Appena mi staccai, Angelo intervenne immediatamente. Non permise ad Ambra di muoversi. Prese dei cuscini e le sollevò i fianchi in modo estremo, costringendola a restare in quella posizione di "accoglienza".
"Resta così. Non un movimento," sussurrò lui, chinandosi su di lei. Con una torcia elettrica, controllava che il mio seme non fuoriuscisse, celebrando ogni residuo lucido sulla pelle di Ambra come se fosse oro colato. Poi, con un gesto che mi lasciò senza fiato, si avvicinò e le diede un bacio lunghissimo, raccogliendo dalle labbra di lei il sapore della mia fatica, mentre con l'altra mano mi stringeva il braccio in segno di ringraziamento.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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