tradimenti
Il terzo
Sistino
02.07.2026 |
14 |
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"Lui era soltanto qualcuno che, per un tratto di strada, aveva camminato accanto a loro..."
Davide aveva una regola che non infrangeva mai.Non entrava mai dove non era stato invitato.
Per questo, quando conobbe Andrea, rimase sorpreso.
Non era stato cercato da una donna, ma da un uomo.
Si erano conosciuti quasi per caso, davanti al bancone di un'enoteca nel centro di Roma. Un bicchiere di rosso, due battute sul calcio e una conversazione che sembrava non voler finire.
Andrea aveva un modo di parlare diretto, quasi disarmante.
Solo dopo diverse settimane confessò ciò che cercava davvero.
«Per molti è incomprensibile,» disse guardando il vino nel bicchiere. «Ma vedere mia moglie felice... è qualcosa che mi completa.»
Davide non rispose subito.
Non era la prima volta che sentiva racconti simili.
Ma era la prima volta che vedeva negli occhi di un uomo una serenità così autentica.
Non c'erano costrizioni.
Non c'erano giochi di potere.
Solo una coppia che aveva trovato un equilibrio tutto suo.
Conobbe Sara qualche giorno dopo.
Era diversa da come l'aveva immaginata.
Elegante senza ostentazione.
Sicura di sé.
Con uno sguardo curioso, capace di mettere chiunque a proprio agio.
La cosa che colpì Davide, però, non fu lei.
Furono loro.
Il modo in cui si cercavano con gli occhi.
Le piccole attenzioni.
Le mani che si sfioravano mentre parlavano.
L'intesa silenziosa costruita in anni di vita insieme.
Capì immediatamente che lui non avrebbe mai occupato il posto di Davide.
Poteva essere una parentesi.
Mai il capitolo principale.
E, stranamente, quella consapevolezza gli piaceva.
Nei mesi successivi nacque un'amicizia inattesa.
Con Andrea parlava di lavoro, di viaggi, di automobili e di musica.
Con Sara di libri, cinema e fotografia.
Non c'erano promesse.
Non c'erano illusioni.
Davide era semplicemente il terzo.
Una presenza accettata.
Mai nascosta.
Mai più importante della coppia.
E proprio questo rendeva tutto diverso.
Una sera, tornando verso casa, Andrea gli disse:
«Sai qual è la cosa che mi fa sorridere?»
«Dimmi.»
«Tutti pensano che io abbia paura di perderla.»
Davide rimase in silenzio.
«Io invece la vedo tornare ogni volta... e ogni volta sceglie me.»
Quelle parole gli rimasero dentro.
Capì che il vero protagonista della storia non era lui.
Era il legame tra quei due.
Lui era soltanto qualcuno che, per un tratto di strada, aveva camminato accanto a loro.
Ed era sufficiente così.
Perché ci sono storie in cui il terzo incomodo non divide una coppia.
Ne diventa, in modo inatteso, un custode discreto.
Senza mai dimenticare quale fosse il suo posto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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