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La proposta ( il finale )


di cpmashaeorso
11.12.2025    |    384    |    5 9.6
"Sentendosi insaziabile, ha guidato le dita di Marco dentro il suo ano e infine vi ha spinto di nuovo il plug, godendo della sensazione di pienezza totale..."
Giulia è uno Scorpione con ascendente Leone e quella sera era semplicemente irresistibile. Lo sapeva, sentiva la sua femminilità pulsare a ogni passo grazie a Roby, che sapeva come valorizzarla, posizionandola sempre al centro del suo mondo. L'alcol e il peso costante del plug facevano il resto, accendendo la sua indole esibizionista. Persino una coppia di americani al tavolo vicino aveva notato lo spettacolo: lei, carina ma penalizzata da un vestito lungo portatosi dietro da chissà dove e scarpe da ginnastica; lui, l'antisesso in persona con polo e pancia da birra. Eppure, avevano capito benissimo. La donna aveva annuito con un sorriso d'approvazione, mentre il marito, con un pollice alzato e un "wow" sussurrato, aveva fatto intendere di aver apprezzato ogni singolo dettaglio.
Al momento del conto, il responsabile del locale ha applicato uno sconto generoso, invitandoli a tornare con l'aria di chi ha capito tutto e, con fare elegante, si è complimentato con Giulia scortandoli fino al parcheggio.
Giulia è rimasta in silenzio, visibilmente eccitata ma pensierosa. La sua mente lavorava velocemente. Roby l'ha accompagnata alla cabrio, le ha aperto lo sportello con cura e l'ha baciata per rassicurarla. Una volta a bordo, con il buio a fare da cornice, Roby ha chiuso la capote. I due si sono avvinghiati in un bacio viscerale, selvaggio. Le mani di lui vagavano sulla pelle profumata di lei, trovandola completamente fradicia. Ma prima che la situazione potesse esplodere lì in auto, Giulia ha notato il foglietto incastrato sotto il tergicristallo della Z4:
> "Four Seasons, Stanza King. Alla reception chiedi di Marco."
Nessun vincolo, nessuna istruzione se andare da sola o in coppia. Per audacia, fascino e sfrontatezza, Marco era nettamente oltre ogni aspettativa. Nel tragitto verso l'hotel, il silenzio nell'abitacolo era carico di tensione e di un'eccitazione quasi insopportabile. Giulia aveva già preso la sua decisione: voleva prendersi quell'ora da sola. Per preparare Roby, ha iniziato ad accarezzargli il cazzo e a cercargli i capezzoli, sapendo quanto lo facessero impazzire.
Si è chinata su di lui, regalandogli un pompino profondo, lento, inghiottendo quel cazzo largo che amava. Nel frattempo, Roby le ha sfilato e reinserito il plug anale un paio di volte, facendola venire istantaneamente. Ma Giulia non si è fermata. Ha spogliato Roby in quell'abitacolo stretto, si è strozzata con la sua virilità, ha leccato i suoi testicoli e ha spinto finché lui non ha scaricato dentro la sua bocca una quantità enorme di seme caldo. Giulia ha inghiottito tutto, si è pulita gli angoli delle labbra, ha preso due chewing-gum dal portaoggetti e lo ha guardato negli occhi:
«Un'ora e un quarto. Aspettami qui.»
Si è infilata il coprispalle, ha tirato giù il vestito per quanto possibile e si è avviata. Roby è rimasto lì, da solo, sommerso da una miscela esplosiva di gelosia, possesso e perversione pura. Avevano condiviso tante esperienze in passato, ma questa volta, la solitudine di Giulia rendeva il gioco infinitamente più estremo.
Entrata nella hall del Four Seasons, la receptionist, già informata, l'ha indirizzata direttamente all'ascensore senza che lei dovesse dire una parola. Ad attenderla davanti alla porta della suite c'era Marco.
La suite era spettacolare: luci soffuse, una rosa e cioccolatini sul letto, accappatoio e ciabatte pronte. Ma appena la porta si è chiusa, le gambe di Giulia hanno iniziato a tremare. Senza Roby al suo fianco, tutta la sua spavalderia si è dissolta in un attimo, sostituita da una stretta di senso di colpa e dalla paura. Marco, uomo estremamente intelligenza e acuto, ha letto subito la sua esitazione. Le ha sorriso con dolcezza, rassicurandola che non era obbligata a fare nulla e che poteva andarsene quando voleva. Le ha offerto un cioccolatino e un calice di vino.
«A questa sera», ha brindato Giulia, sentendo la tensione sciogliersi.
Prese le ciabatte e l'accappatoio, si è diretta nel bagno enorme. La doccia aveva una parete in vetro completamente trasparente che dava sulla camera da letto. Mentre l'acqua calda le scivolava addosso, Giulia ha visto Marco sedersi sul letto per osservarla. L'esibizionista in lei si è risvegliato immediatamente. Si è insaponata il seno con lentezza e poi, piegandosi in avanti, si è sfilata il grosso plug dal culo, offrendo a Marco la vista del suo ano dilatato dopo ore di pressione. Dopo aver pulito il plug e averlo leccato provocatoriamente, se lo è infilato di nuovo tra le natiche, godendo dell'effetto. Si è spalmata un olio nutriente su tutto il corpo, ha indossato l'accappatoio ed è uscita.
Nel parcheggio, intanto, Roby riprendeva fiato. Il pensiero di sua moglie, da sola in quella suite con uno sconosciuto elegante e dotato, gli ha fatto riprendere vigore. Il suo cazzo era di nuovo granitico. Ha iniziato a massaggiarsi lentamente, immaginando Giulia a pecora, aperta, intenta a squirtare come faceva ogni volta che veniva posseduta analmente e stimolata al punto giusto.
Nella stanza, Giulia ha lasciato cadere l'accappatoio. Si è avvicinata a gatta verso Marco, che si stava già accarezzando sotto la stoffa. Ha iniziato a baciare il suo torso scolpito, scendendo fino al suo sesso imponente. Ha leccato la cappella, si è dedicata alle sue palle e poi Marco ha preso il controllo. L'ha girata di spalle, le ha aperto le gambe e ha iniziato a leccare la sua intimità bagnata. Giulia, sopraffatta dal piacere, si è infilata la sua stessa mano in bocca per soffocare i gemiti. Quando Marco ha spostato la lingua sul suo buco del culo ancora cedevole, ogni residua paura è scomparsa.
Giulia ha preso il preservativo dal comodino, lo ha aperto con i denti e glielo ha infilato usando la bocca, muovendosi come una vera professionista del piacere.
Marco l'ha penetrata. L'ha presa lentamente, a fondo, mentre Giulia con le gambe all'aria si godeva l'attrito. Poi è passata sopra, cavalcandolo con foga, imponendo il suo ritmo. Sentendosi insaziabile, ha guidato le dita di Marco dentro il suo ano e infine vi ha spinto di nuovo il plug, godendo della sensazione di pienezza totale. Quando l'eccitazione ha raggiunto il picco, si è girata a pecora, ha sfilato il plug lasciando la sua intimità posteriore completamente spalancata e ha preteso che Marco la possedesse proprio lì.
L'impatto anal è stato devastante, profondo. Giulia tenendosi il plug tra i denti e toccandosi il clitoride era sull'orlo di un orgasmo violento.
Improvvisamente si è fermata. Ha guardato l'orologio sul comodino: erano passati 50 minuti.
È scesa dal letto, ha preso il telefono dalla borsa, ha aperto la fotocamera in modalità video e lo ha posizionato sul comodino, puntato dritto sul letto. Poi si è rimessa a pecora di fronte a Marco, fissandolo con uno sguardo freddo, dominante, carico di perversione.
«Ora mi inculi per quindici minuti», gli ha ordinato con voce ferma. «Poi ti levi il preservativo, mi giri, mi sborri in bocca e riprendi tutto. Queste sono le mie condizioni.»
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